Opportunità e difficoltà dell'efficientamento energetico: l'EEEF

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di Peppe Croce

Che gli investimenti in efficienza energetica siano convenienti e permettano buoni, se non ottimi, ritorni economici in tempi relativamente brevi è ormai noto. Quello che ancora manca è un quadro burocratico-legislativo chiaro e che contempli tutte le opzioni disponibili per una azienda, o un ente, al fine di risparmiare energia elettrica o termica.

Investire in efficienza energetica, infatti, non è semplice come progettare e realizzare un impianto da fonti rinnovabili. Come spiega Dario Di Santo, direttore del FIRE, rispondendo alle domande di "Gestione Energia": 

L'efficienza energetica è complessa a causa della molteplicità di soluzioni disponibili per rispondere a esigenze completamente differenti (processi industriali, climatizzazione e confort, illuminazione, usi elettrici e termici, ecc.), della misura dei risultati non sempre agevole, dell'importanza del dimensionamento, dell'installazione e della regolazione corretti. Questa complessità ha come conseguenza un maggiore livello di tecnicismo rispetto alle fonti rinnovabili e l'esigenza di operatori qualificati

Serve, quindi, un supporto da personale specializzato che sappia soprattutto computare il risparmio e calcolarne il ritorno economico anche in considerazione degli strumenti finanziari già esistenti a supporto di questi interventi.

Come l'EEEF, l'European Energy Efficienty Fund, al quale partecipa anche l'’Italia tramite la Cassa Depositi e Prestiti che ha previsto una quota di 60 milioni di euro. All'EEEF partecipano anche la Commissione Europea, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e la Deutsche Bank che è il soggetto incaricato di gestire il fondo.

L'EEEF è stato attivato nel luglio 2011 ed operativo da settembre 2011, e attualmente è dotato di un capitale di 265 milioni di euro complessivi ma l'obbiettivo è quello di toccare gli 800 milioni. Ciò dovrebbe essere possibile allargando la partecipazione anche a investitori istituzionali e privati.

I finanziamenti dell'EEEF durano mediamente 15 anni, per importi che vanno da 5 milioni a 50 (finanziamento medio di 15/20 milioni). I progetti, poi, sono cofinanziabili da altri istituti finanziari. Dei 265 milioni attuali il 70% è destinato a coprire investimenti in efficienza energetica, il 20% in fonti di energia rinnovabile e il 10% in trasporto urbano pulito.

Nel dettaglio sono finanziabili gli investimenti in efficienza che riguardano le infrastrutture Comunali (cogenerazione, smart grids, illuminazione intelligente di strade e semafori, stoccaggio di energia elettrica, riqualificazione o ampliamento di reti di teleriscaldamento e rafrescamento) e su edifici singoli o gruppi di edifici (riscaldamento, ventilazione, aria condizionata, smart building systems, cogenerazione, isolamento involucro, sostituzione finestre con modelli ad alta efficienza). 

Per quanto riguarda le le fonti rinnovabili è finanziabile il solare termico per riscaldamento e acqua calda sanitaria, il fotovoltaico, il mini-idroelettrico, gli impianti geotermici, l’eolico (fino ad un massimo di 6 MWp di potenza) e le biomasse elettriche e termiche. Non possono essere finanziati con l'EEEF gli investimenti in biocarburanti per la produzione di energia elettrica in impianti connessi alla rete elettrica. 

Per il trasporto urbano pulito possono essere finanziati la riqualificazione della flotta dei bus già in circolazione con veicoli a idrogeno, ibridi, elettrici e anche la riqualificazione dei tram elettrici.

Al difuori dell'EEEF, comunque, in Italia restano le opportunità offerte dai certificati bianchi. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas, a fine gennaio, ha dato l'ok ad altri 47 progetti di efficientamento energetico con i certificati. Si tratta di progetti riguardanti quasi solo il settore industriale e permetteranno una riduzione dei consumi di circa 800 mila tonnellate equivalenti di petrolio in cinque anni.

Sono soprattutto interventi di ottimizzazione di impianti esistenti, dai quali dovrebbero essere risparmiate circa 5.300 tep/anno (a progetto). Ci sono anche interventi sui componenti degli impianti, come i forni, i bruciatori o i miscelatori, dai quali si dovrebbero risparmiare 3.600 tep l'anno a progetto.

L'approvazione delle 47 proposte è avvenuta in anticipo rispetto alla tempistica tipica del silenzio/assenso previsto dalla legge, per mettere i proponenti nelle condizioni di procedere in fretta con le prime richieste di emissioni dei titoli di efficienza energetica.