Brasile: leader mondiale del vento. Per il 2030 prevista una capacità installata di 15GW

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di Federico Gonzo

Dal 2006 il Brasile ha scoperto l'energia eolica, in soli cinque anni la crescita è stata straordinaria. Basti pensare, che al termine del 2011, la potenza installata aveva raggiunto 1,5GW, secondo i dati del Global Wind Energy Council e si prevede che siano raggiunti i 2GW al termine del 2012. Solo nel 2011 sono stati realizzati impianti per 583MW, il 60% in più rispetto all'anno precedente. La crescita continua in maniera prodigiosa, sono allo studio circa 50 progetti di impianti eolici in grado di produrre più di 1GW di potenza elettrica, questi progetti si concentrano, in particolare, nel nord-est del Paese dove il vento soffia alla velocità media di 7m/s, con una previsione di un potenziale di energia eolica pari a 75GW. Cifre da capogiro. Facendo un paragone con l'Italia, basterebbero a coprire l'intero fabbisogno nazionale annuo che si aggira intorno ai 70GW.

Questi dati fanno si che la prospettiva sia sicuramente di crescita fino al 2014, grazie agli investimenti nazionali ma soprattutto grazie agli investitori stranieri. La grande attenzione verso il mercato dell'energia eolica, i tanti investimenti e le prospettive di crescita, hanno fatto si che nascesse un vero e proprio mercato concorrenziale, che di fatto ha abbattuto il costo dell'elettricità prodotta dal vento, in confronto ad altre risorse come l'energia idroelettrica e il gas naturale.

Il governo brasiliano sta promuovendo gli investimenti nell'eolico, cercando una via d'uscita dalla dipendenza dall'energia idroelettrica troppo condizionata dalle pioggie, diversamente dal vento presente in abbondanza nelle regioni nord orientali.

Sebbene il Brasile si ponga ai vertici mondiali per quanto riguarda gli investimenti nelle energie rinnovabili (il 50% della fornitura energetica nazionale proviene da fonti alternative principalmente dall'acqua), l'ostacolo principale ai futuri investimenti, qualora si voglia raggiungere gli obiettivi del Piano Energetico Nazionale 2030, risiede in un alto costo nella produzione e nelle attrezzature.

C'è stata inoltre una forte rigidità, da parte del Governo, sul commercio dei componenti e macchinari, si voleva tutelare il mercato interno ma così facendo si è rivelato un collo di bottiglia, limitando di fatto le esportazioni.

Per salvaguardare il mercato nascente dell'eolico, nel 2009 il Governo attua una serie di riforme per puntellare il settore, tra cui un abbassamento dei dazi doganali per favorire l'importazione di turbine e attrezzature, sovvenzioni per allacciare gli impianti privati alla rete nazionale, incentivi per diminuire l'utilizzo di energia fossile. Il risultato di questa politica fu una diminuzione delle emissioni di gas serra, una crescita nella realizzazione di impianti di energia eolica, un lento passaggio alle energie rinnovabili da quella carbon-fossile.

 

L'economia brasiliana gode degli ottimi benefici derivanti da una positiva bilancia-dei-pagamenti, con un PIL in crescita e un'economia nazionale in espansione è diminuito il tasso di povertà mentre sono aumentati gli afflussi di capitale, tutto ciò è stato reso possibile da una politica interna orientata a perseguire una crescita dei consumi, soprattutto tutelando la nuova classe emergente. Nei prossimi dieci anni il Brasile dovrà essere in grado di sostenere la crescita economica di questi anni , la politica dell'energia eolica ne è un esempio, se non vorrà incorrere in una forte recessione economica.