Smart Buildings nelle smart city

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edificio a consumo energetico quasi zero
di Nicoletta Gentile

In ambito edilizio i principali interventi riguardano la maggiore integrazione e automatizzazione delle diverse funzioni presenti in un edificio, la gestione più efficiente dell’energia e l’utilizzo di elettrodomestici intelligenti. Le città possono inoltre dotarsi di cruscotti direzionali per valutare l’efficienza energetica dei vari quartieri e pianificare gli interventi.

Il tema è di primario interesse per la UE, come dimostra anche la recente direttiva 2012/27/UE9, che sprona gli Stati membri a definire una strategia di lungo termine che mobiliti investimenti nella ristrutturazione del proprio parco nazionale di edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati.

Questo si declina, nell’obbligo, a partire dal 1° Gennaio 2014, di ristrutturare ogni anno almeno il 3% della superficie coperta utile totale degli edifici pubblici riscaldati e/o raffreddati, in modo da rispettare almeno gli standard minimi di prestazione energetica. A questa si aggiunge inoltre il recente recepimento della direttiva 2010/31/UE, secondo cui gli Stati membri devono stabilire e rispettare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi e per quelli esistenti, assicurare la certificazione della prestazione energetica degli edifici e prescrivere l’ispezione regolare dei sistemi di riscaldamento e di condizionamento. La direttiva obbliga, inoltre, gli Stati ad assicurare che, entro il 2021, tutte le nuove costruzioni siano “Edifici a Energia Quasi Zero” e a definire, entro il 31 dicembre 2014, un Piano nazionale che comprenda:

- l’indicazione del modo in cui si applica tale definizione;

- gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015;

- informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere

- il miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Le direttive, seppur frutto di un compromesso tra gli Stati e la Commissione al fine di rivedere i parametri di Europa 2020 sull’efficienza energetica, testimoniano comunque la presenza di un settore la cui tecnologia di riferimento è abbastanza matura e caratterizzata da bassi rischi. I “Piani Casa” attivati in diverse città del mondo, ad esempio, dimostrano la sostenibilità degli interventi di retrofit e di efficientamento energetico degli edifici. Lo sviluppo di una rete intelligente in grado di rendere il consumatore finale di energia elettrica un utente attivo è invece ancora in una fase sperimentale.

Quest’ultimo aspetto, pur inerente all’edilizia, si ricollega al discorso più ampio delle Smart Grid, che vede l’introduzione di nuovi attori nella catena del valore e necessita dell’elaborazione di nuovi modelli di business sostenibili.

Relativamente all’efficientamento, invece, i rischi sono contenuti e i risparmi di costo ottenibili dall’intervento abbastanza prevedibili. Questo renderebbe gli investimenti di per sé sostenibili dal privato, a meno di una distorsione sul mercato introdotta dalle notevoli esternalità positive determinate dall’intervento. I benefici economici generati, infatti, vanno al di là della riduzione del costo delle bollette e riguardano sia il minor impatto ambientale, che è però difficile da quantificare in termini monetari, sia lo sviluppo economico in termini di nuovi posti di lavoro. Affinché il privato riesca a catturare almeno parte del valore che il suo intervento produce, quindi, il settore pubblico interviene con politiche di incentivo, secondo un duplice meccanismo:

- meccanismo ex-ante, attraverso agevolazioni fiscali, che riducono l’impatto dell’investimento iniziale;

- meccanismo ex-post, attraverso titoli di efficienza energetica, che introducono un meccanismo di mercato per rendere monetizzabili gli effetti positivi dati dall’intervento.

Gli incentivi del 55%, partiti nel 2007, ad esempio, hanno favorito investimenti per € 15 mld, generando, solo nel 2010, circa 50 mila posti di lavoro. Uno studio dell’ENEA riferisce, come a fronte di € 1 mln di investimenti in efficienza energetica vengano prodotti 15-17 nuovi posti di lavoro in forma diretta, 80 in forma indiretta.

fonte: Cassa depositi e prestiti SPA, " SmartCity: progetti di sviluppo e strumenti di finanziamento", settembre 2013