Guida agli impianti elettrici per la pubblica illuminazione in linee aeree

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Pubblica illuminazione
di Dario Rossi

Nella  costruzione  delle  linee  di  alimentazione  elettrica  degli impianti  d'illuminazione pubblica,  le  Società  di  distribuzione dell'energia  elettrica  hanno  normalmente  adottato  la tecnologia  tipica  di  queste  reti  sia  per  omogeneità  dei componenti  e  delle  caratteristiche costruttive, sia per conseguire economie di scala.

Per soddisfare alle richieste di nuovi punti luce inoltrate dall'Amministrazione Comunale, le Società  di  distribuzione normalmente  provvedevano  alla  loro  alimentazione derivandosi direttamente dalle linee di alimentazione presenti in loco. In questo modo non è stata creata una  rete  di  alimentazione  al servizio  degli  impianti  IP,  ma  si  è  sviluppata  una  sorta  di ragnatela strettamente interconnessa alla rete di distribuzione in bassa tensione.

Per  il  fissaggio  degli  apparecchi  di  illuminazione,  dove possibile,  venivano  utilizzate normalmente le murature degli edifici, o in loro mancanza mediante pali di sostegno. Anche in questo caso, ed in particolare negli impianti alimentati in linea aerea, si è fatto ricorso ai sostegni già utilizzati per ancorare le linee di distribuzione in bassa tensione.

Queste  soluzioni  sono  perfettamente  coerenti  nell'ottica  delle  strategie  di  un'Impresa  che, oltre  a  realizzare  gli  impianti  di  illuminazione,  provvederà  anche  alla  loro  gestione, mantenendone la proprietà. Per contro, si è realizzato un regime di monopolio nella gestione degli impianti IP da parte delle Società, in quanto queste tipologie impiantistiche sono state considerate  appendici  delle  reti  di  distribuzione  b.t.  e,  solo  in  tale  ipotesi,  rispondono  agli aspetti antinfortunistici delle norme di sicurezza.

L'analisi che segue vuole fornire una panoramica delle varie situazioni impiantistiche presenti nei vari comuni, limitandosi ai casi più rappresentativi e che si possono trovare con maggiore frequenza, ma  non  può  essere  un'analisi  esaustiva,  in  quanto anche  per  i  singoli  casi-tipo sono presenti moltissime variabili, dovute a tempi e luoghi di esecuzione diversi.

Le  varie  tipologie  impiantistiche  presenti  sono  suddivise  tra  impianti  con  alimentazione  in linea aerea ed impianti in cavo interrato.

 

Impianto con il quinto filo

Questa tipologia impiantistica è caratteristica degli impianti IP più datati. Normalmente sono presenti nelle zone rurali, nelle piccole borgate o nei centri urbani.

Alla linea di distribuzione in bassa tensione costituta da 3 conduttori di fase più il conduttore del  neutro  viene  aggiunto  1  conduttore  derivato  da  una  fase  (quinto  filo).  L'alimentazione dell'apparecchio di illuminazione avviene tra il conduttore di neutro che è comune con la rete di bassa tensione e il quinto filo (Figura 1).

Normalmente,  questi  impianti  hanno  solo  una  protezione generale  sulla  linea  di  bassa tensione utilizzata principalmente per alimentare gli utenti dell'Ente, mentre per l'accensione e lo spegnimento si provvede tramite un contattore azionato o da una linea pilota o da una cellula fotoelettrica.  

Come detto in precedenza, la parte impiantistica era assimilata ad una linea di distribuzione, pertanto  priva  del  conduttore  di  terra;  di  conseguenza  gli  apparecchi  di  illuminazione  non erano connessi ad una rete di dispersione verso terra.  

Alla  luce  di  quanto  esposto,  gli  impianti  di  illuminazione  a  cinque  fili  non  possono  essere riscattati dall'Amministrazione Comunale, in quanto alla loro gestione può solo provvedere il gestore  della  rete  b.t.  e  non  sono  consigliabili  interventi  di  adeguamento  alle  normative relative agli impianti IP. Per questa tipologia impiantistica l'unica soluzione per il Comune è quella di provvedere al rinnovo totale degli impianti acquisendone la proprietà, e disdettando gli impianti esistenti.

 

Impianto  con  l'apparecchio  di  illuminazione  derivato direttamente  dalla  rete  di  bassa tensione

È una soluzione affine alla precedente, alla quale si ricorre solitamente per i punti luce isolati e normalmente  presenti  nelle zone  rurali,  nelle borgate  periferiche o  nelle  piccole  frazioni.

Dalla linea di distribuzione  in bassa tensione costituta normalmente da 3 conduttori di fase più il conduttore del neutro viene derivata direttamente l'alimentazione dell'apparecchio di illuminazione. Per l'accensione e lo spegnimento si provvede tramite una cellula fotoelettrica (Figura 2). Anche in questo caso l'apparecchio  di illuminazione non è collegato alla rete di dispersione  verso  terra.  Questi  tipi  d'impianti  non  possono essere  riscattati dall'Amministrazione  Comunale,  in  quanto  alla loro  gestione  può  solo  provvedere  il proprietario  della  rete  di bassa  tensione  e  non  sono  possibili  interventi  di  adeguamento.

L'unica soluzione possibile è quindi il rinnovo totale.

 

Impianto con linea di alimentazione propria ma fascettata con la linea di distribuzione

Anche questa tipologia impiantistica è caratteristica degli impianti IP più datati.  

Alla  fune  metallica  utilizzata  per  il  sostegno  della  linea  di distribuzione  in  bassa  tensione, costituta da 1 o 3 conduttori  di fase più  il conduttore del neutro, viene fascettata anche  la linea relativa  all'impianto  IP  formata  da  1  conduttore  di  fase  e  dal conduttore  di  neutro.

L'alimentazione  dell'apparecchio  di  illuminazione  avviene  in questo  caso  con  una  linea indipendente  elettricamente  dalla rete  di  bassa  tensione,  ma  ad  essa  solidale meccanicamente. Nell'ipotesi  di  riscatto  di  questo  impianto  da  parte dell'Amministrazione Comunale  la  commistione  dei  due  circuiti elettrici  che  fanno  capo  a  diverse  utenze  non  è ammessa  dalle Norme  CEI,  pertanto  occorre  renderle  indipendenti  prima dell'acquisizione mantenendo le distanze previste dalle Norme CEI.

Questa  tipologia  di  impianto  elettrico,  oltre  a  non  essere conforme  alle  Norme  CEI,  viola anche  le prescrizioni contenute nella  L.R n.17/2000  della Regione Lombardia  in materia  di efficienza energetica e di riduzione dell’inquinamento luminoso.

 

Impianto con linea di alimentazione propria e indipendente

L'alimentazione dell'apparecchio  di  illuminazione  avviene  da una  linea  indipendente  dalla rete  di  bassa  tensione.  Se  la distanza  tra  le  due  linee  elettriche  è  inferiore  a  quelle convenzionali  può  risultare sufficiente  stipulare  una convenzione in  deroga con l'Ente distributore.

Nell'ipotesi  di  riscatto  dell'impianto  da  parte dell'Amministrazione Comunale occorre provvedere  alla connessione con la rete  di  bassa  tensione  tramite  un  punto  di consegna dell'energia costituito dal quadro dell'Ente erogatore, formato da contatore di misura e dal relativo  interruttore  di  protezione, a valle  del  quale  sarà  presente  il  quadro  di comando e protezione dei circuiti IP dell'utente.

fonte: "Guide LGIlluminazione". Il Documento è stato prodotto da RSE SpA grazie al finanziamento del Fondo di Ricerca per il Sistema Elettrico nell'ambito dell'Accordo di programma tra RSE SpA ed il Ministero dello Sviluppo Economico