Consumi energetici: la domotica arriva in soccorso reale

Versione stampabileInvia a un amico
Villa domotica Unirest

Caso di miglioramento delle prestazioni energetiche di una villa con l’ausilio delle applicazioni domotiche

di Francesco Laurini

Unirest srl – Oggigiorno è diventato di fondamentale importanza, sia per gli aspetti economici che per ragioni di ordine ambientale, l’applicazione delle conoscenze tecnologiche e progettuali in edilizia. Progettare la casa per l’uomo di oggi e di domani, pensare alle persone anziane ed ai bambini, assicurare il massimo comfort e le dotazioni di più assoluta qualità edilizia. Ridurre i fabbisogni energetici, aumentare la durabilità e la adattabilità delle abitazioni. Consentire il maggior risparmio nella manutenzione e gestione degli immobile, ai quali si è sempre dato il carattere di unicità. Applicare le conoscenze in campo termico, acustico, illuminotecnico, energetico, integrando le parti impiantistiche con le migliori tecnologie informatiche e domotiche.
La progettazione del miglioramento delle prestazioni energetiche di un fabbricato è complesso ed interdisciplinare. Nel caso reale della villa che qui si tratta ad esempio, il primo passo è verificare i consumi energetici, individuandone gli aspetti salienti :

  1. Trattasi una abitazione in villa di mq. 400,00 circa struttura del 1.800.

  2. Consumo effettivo del gas metano mc 2.850 annui,( costo pagato 2.850 x 0.85= 2.422,50€)

  3. Consumo dell’energia elettrica kwh 7.850 annui.(costo pagato 7.850 x 0.220= 1.727,00€) per un costo complessivo energetico pari ad euro 2.422,50 + 1.727,00 = 4.149,50€ anno effettivamente pagato in bolletta e comprensivo quindi di tutti i costi annessi.

Da questi dati possiamo dedurre i principali elementi di analisi, raggruppati nelle seguenti cifre:

  • Necessità energetiche: (kwht) 2.850 x 10.7 Kwht/mc gas me x 0,9 = 27.445,5 kwht annui

  • Ipotesi di consumo integrando il generatore a gas (tendente all’eliminazione) con una pompa di calore: assumendo di installare una PDC con S.C.O.P. (COP Stagionale) pari a 3,8 l’energia necessaria sarà 27.445,5/3.8 = 7.222,5 kwhe

  • Risparmio economico: considerando che la PDC utilizzerà 7.222,5 kwh e ipotizzando un costo per kwh pari a 0,22€ la spesa elettrica necessaria sarà di 1.589,00€ ottenendo un risparmio economico contro il consumo attuale di euro 2.422,00 di circa il pari al 37% circa, cioè risparmiando euro 833,00 annui.

Installando un datalogger per il monitoraggio dei consumi, vediamo che, nel caso in esame, l’energia costantemente impegnata è pari a 700 wh, (cioè energia necessaria per il normale funzionamento degli impianti a regime zero, alimentatori, stand by, server, antifurto, telecamere, video registratore, centraline varie, pompe di ricircolo, irrigazione ed altro, tenuto conto che si tratta di una antica casa con alta tecnologia) che il consumo di picco è inferiore a 6,00 kwh quindi entro i limiti del contatore e che sulle 8.760 ore annue di uso il consumo complessivo (365 x 24) rimane nei 7.850 kwh annui, pari cioè a 8760 x 0.700 = 6.132 Kwh per tutto il mondo “gestione” e 1.718 Kwh per i consumi veri e propri (da questi valori si comprende la necessità di upgradare la gestione della prima fase definita consumi per “gestione” base).
Riepilogando: il consumo energetico complessivo sarà pari 7.222,00 + 7.850,00 per un totale di 14.238,00 kwh/anno (per riscaldamento ed elettricità) e costo pari a € 3.132/anno, (14.238 x 0.220= 3.132,36); confrontando la stima di costo futura con iI costo attuale si verifica un risparmio complessivo netto pari ad € 1.017.
Dopo queste prime valutazioni si è deciso di installare una pompa di calore inverter aria-acqua, con potenza pari a 11,5 kw e SCOP di 3.8 che provvede al riscaldamento attraverso un impianto radiante a pavimento, e al raffrescamento con curva anti condensa; in aggiunta si è deciso di effettuare il ricambio d’aria con unità di recupero.
Installando un impianto fotovoltaico da 16 kWp corrispondenti a 112 mq. di superficie si riesce a produrre 18.000 kWh/anno sostenendo un costo una tantum di € 30.000,00 oltre iva; ipotizzando di autoconsumare il 50 % dell’energia prodotta durante la produzione e considerando che la quota in eccesso verrà ceduta al gestore di rete si otterrà un risparmio sui consumi pari a (3.132/2) € 1.566,00 e un contributo economico per la vendita dell’energia pari a € 900 (9.000,00 x 0.10€/kwh).
La possibilità di detrarre il 50% delle spese sostenute in 10 anni dalla dichiarazione dei redditi permette di aggiungere agli importi sopra citati altri € 1.600 (non sommati al successivo importo) ottenendo un vantaggio economico complessivo: (1.566,00 + 900,00 + 1.017 + 833,00) pari ad euro di € 4.316,00 (di cui 3.483,00 riferibili all’investimento pannelli fotovoltaici e corrispondente ad un rendimento annuo pari al 11 % circa).
Migliorando le abitudini domestiche, cercando di spostare i consumi importanti di giorno (magari attraverso alcune procedure domotiche), si possono incrementare i vantaggi economici migliorando le quote di autoconsumo.
I calcoli degli apporti termici, in riscaldamento o raffrescamento verranno rivisti con opportune curve di tempo e di energia atte ad eliminare gli shock termici, allungando i tempi di recupero, ventilando ove possibile i locali (con recupero e senza dispersione), ma soprattutto incrementando i valori di caldo o fresco nel periodo diurno e riducendo nel periodo notturno, migliorando la sensazione di benessere.
La domotica arriva in soccorso reale: sensori di temperatura ed umidità, relè puliti per attivare le numerose funzioni delle PDC (oltre 150 setup disponibili normalmente), notte, giorno, freddo caldo, silenzio, umidità temperatura esterne e tanto altro ancora, auspicando anche il giusto interesse dei produttori per il mondo dell’integrazione, lasciano spazi aperti e possibilità di interagire con i prodotti.
Alla fine nonostante l’impossibilità di adottare soluzioni di efficentamento termico passivo tipo cappotti, intonaci termici ecc., riusciamo a rendere poco energivora anche una abitazione del 1800 ottenendo coefficienti molto soddisfacenti (15.000 kwh su oltre 400 mq. = 37.5 kwh/mq/anno) e, pensando che il 50% di tale energia è autoprodotto, si affermerà che l’abitazione in questione sarà classificata con un consumo annuo pari a 18,75 kwh/mq (annui) e quindi vicinissima alla classe A+.
Nei prossimi mesi lavoreremo per ridurre i consumi base, sempre con l’ausilio della domotica già presente, per esempio disattivando le prese, tranne cucina, quando si è fuori, spegnendo le pompe e tutto quanto non indispensabile quando si è fuori, togliendo l’alimentazione alle centraline dei motori di cancelli, serrande, porte e quant’altro e riattivandole non appena si arriva in prossimità di casa in questo modo certamente abbasseremo ancora i consumo arrivando e migliorando la classe energetica sopra indicata.
Sarebbe interessante se da queste considerazioni si potesse definire un nuovo rapporto con i produttori di apparecchiature troppo spesso chiusi in se stessi, con gli enti energetici, con lo stato e con le associazioni dei consumatori, in modo da sviluppare le procedure sopra riportate e stimolare un nuovo concetto abitativo legato al comfort, alla sicurezza ma soprattutto al risparmio economico e di inquinamento, passando chiaramente per gli aspetti fiscali.