Centro Studi del Senato: Commenti all'Articolo 29 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91

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Ferrovie dello Stato

Rimodulazione del sistema tariffario elettrico delle Ferrovie dello Stato

di Felice Lucia

Il comma 1  limita, a decorrere dal 1o gennaio 2015, l’applicazione del regime tariffario speciale al consumo di RFI - Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (di cui al DPR 730/1963) ai soli consumi di energia elettrica impiegati per i trasporti rientranti nel servizio universale. Un decreto del Ministero  dello sviluppo economico, da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, definisce le modalità di individuazione dei consumi rilevanti ai fini dell'attuazione del regime tariffario predetto.

Il decreto viene aggiornato con cadenza biennale, seguendo le medesime modalità previste per la sua adozione.

Potrebbe essere ritenuto opportuno valutare di riferire al Ministro, anziché al Ministero dello sviluppo economico, il compito di adottare il decreto; ovvero potrebbe essere opportuno individuare esplicitamente l’unità organizzativa ministeriale competente.

Il DPR 730/1963 individua i complessi dei beni mobili ed immobili, destinati alla produzione di energia elettrica, esercitati dall'Amministrazione delle ferrovie dello Stato, da trasferire all'ENEL  ai sensi della legge 1643/1962 sulla nazionalizzazione dell’energia elettrica. L’articolo 4 del DPR dispone che la fornitura dell'energia elettrica occorrente all'Amministrazione delle ferrovie dello Stato per il proprio fabbisogno è assicurata alle condizioni che sono stabilite in apposita convenzione, da stipularsi fra l'Amministrazione delle ferrovie dello Stato e l'ENEL.

Per individuare i trasporti rientranti nel servizio universale a cui si applica il predetto regime tariffario, si potrebbe fare riferimento agli obblighi di servizio pubblico, disciplinati dal Regolamento (CE) 1370/2007; si tratta degli obblighi che l'impresa di trasporto, ove considerasse il proprio interesse commerciale, non assumerebbe o non assumerebbe nella stessa misura, né alle stesse condizioni:

- obbligo di esercizio: l’impresa è obbligata a adottare tutte le misure atte a garantire un servizio conforme a determinate norme di continuità, regolarità e capacità;

- obbligo di trasporto: l’impresa è obbligata ad accettare ed effettuare qualsiasi trasporto di persone o di merci a prezzi e condizioni determinati;

- obbligo tariffario: l’impresa è obbligata ad applicare i prezzi stabiliti od omologati dalle pubbliche autorità, in contrasto con il proprio interesse commerciale.

Gli obblighi di servizio pubblico sono inseriti in contratti di servizio pubblico e per il loro adempimento sono previste corrispondenti compensazioni. Le Regioni stipulano i contratti di servizio pubblico per il territorio di riferimento. Il diritto comunitario non considera aiuti di Stato le compensazioni a condizione che la loro misura sia stabilita in modo obiettivo e trasparente, evitando una compensazione eccessiva.

La disciplina nazionale è contenuta nel decreto legislativo 188/2003 in base al quale (articolo 14) i rapporti tra il gestore dell'infrastruttura ferroviaria e lo Stato sono disciplinati da un atto di concessione e da un contratto di programma; in quest’ultimo può essere prevista la concessione di un indennizzo al gestore dell'infrastruttura ferroviaria per le perdite finanziarie conseguenti alla assegnazione di capacità di infrastruttura ferroviaria per la prestazione dei servizi nell'interesse della collettività ovvero conseguenti alla assegnazione di capacità di infrastruttura ferroviaria specificamente finalizzata a favorire lo sviluppo dei trasporti ferroviari delle merci.

Per converso, nel medesimo decreto legislativo, all’articolo 17, che disciplina il canone dovuto dalle imprese ferroviarie per l’utilizzo dell’infrastruttura, si fa riferimento al servizio universale; fra i parametri utilizzati per determinare il canone (comma 5, lettera e) c’è il consumo energetico per la corrente di trazione, il cui prezzo (comma 11-bis) è determinato applicando le condizioni di approvvigionamento a minor costo ai servizi oggetto di contratti di servizio pubblico, al fine di minimizzare il costo del servizio universale.

Il comma 2 contiene una norma di carattere transitorio, fino all'entrata in operatività delle modalità di individuazione dei consumi di cui al comma 1; in tale periodo la componente tariffaria compensativa annua, riconosciuta in attuazione del regime tariffario speciale di cui al medesimo comma 1, è ridotta sulla parte eccedente il quantitativo di 3300 GWh di un importo di 120 milioni di euro.

Il comma 3 vieta di traslare i maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente disposizione sui prezzi e sui pedaggi praticati nell'ambito del servizio universale. L'Autorità per i trasporti (rectius Autorità di regolazione dei trasporti) vigila sull'osservanza della disposizione di cui al primo periodo, anche mediante accertamenti a campione, e vigila altresì sulla corretta applicazione della norma sul mercato.

L’Autorità di regolazione dei trasporti, istituita dall’articolo 37 del decreto-legge 201/2011, è competente nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture e ai servizi accessori. In dettaglio l’Autorità:

- garantisce condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali, fatte salve le competenze dell'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali, e alla mobilità dei passeggeri e delle merci in ambito nazionale, locale e urbano, anche collegata a stazioni, aeroporti e porti;

- definisce, se necessario, i criteri per la fissazione di tariffe, canoni e pedaggi;

- verifica la corretta applicazione, da parte dei soggetti interessati, dei criteri come sopra fissati;

- stabilisce le condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto nazionali e locali connotati da oneri di servizio pubblico;

- definisce il contenuto minimo degli specifici diritti, anche di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei gestori dei servizi e delle infrastrutture di trasporto;

- definisce gli schemi dei bandi delle gare per l'assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva e delle convenzioni, da inserire nei capitolati delle medesime gare, e stabilisce i criteri per la nomina delle commissioni aggiudicatrici;

- verifica, in particolare, che nei bandi di gara per il trasporto ferroviario regionale, non sussistano condizioni discriminatorie o che impediscano l'accesso a concorrenti potenziali, con particolare riferimento al requisito della disponibilità del materiale rotabile già al momento della gara;

- nel settore del trasporto ferroviario, sentiti il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, le regioni e gli enti locali interessati, definisce gli ambiti del servizio pubblico sulle tratte e le modalità di finanziamento. L'Autorità, dopo un congruo periodo di osservazione, analizza l'efficienza dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, anche in relazione alle esperienze degli altri Stati membri dell'UE e all'esigenza di tutelare l'utenza pendolare. In esito all'analisi, predispone, entro il 30 giugno 2013, una relazione da trasmettere al Governo e al Parlamento;

- svolge le funzioni di organismo di regolazione per l'accesso all'infrastruttura ferroviaria, definendo i criteri per la determinazione dei pedaggi e per l’assegnazione delle tracce e della capacità e vigilando sulla loro corretta applicazione;

- nel settore autostradale, stabilisce, per le nuove concessioni, sistemi tariffari dei pedaggi basati sul metodo del price cap, con revisione quinquennale. Definisce gli schemi di concessione, da inserire nei bandi di gara relativi alla gestione o costruzione, gli schemi dei bandi relativi alle gare cui sono tenuti i concessionari autostradali per le nuove concessioni e gli ambiti ottimali di gestione delle tratte autostradali;

- svolge le funzioni di Autorità di vigilanza in materia di diritti aeroportuali, approvando i sistemi di tariffazione e l'ammontare dei suddetti diritti;

- monitora e verifica la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualità delle relative prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani, secondo i criteri di ragionevolezza e proporzionalità, allo scopo di garantire il diritto di mobilità degli utenti. Comuni e regioni, previo parere dell'Autorità, provvedono ad adeguare il servizio dei taxi, nel rispetto dei principi dettati dalla legge. L’Autorità può ricorrere al tribunale amministrativo regionale del Lazio.

L’Autorità riferisce annualmente alle Camere, evidenziando lo stato della disciplina di liberalizzazione adottata e la parte ancora da definire.

TESTO

1. Il regime tariffario speciale al consumo di RFI -- Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 maggio 1963, n. 730, è applicato a decorrere dal 1o gennaio 2015 ai soli consumi di energia elettrica impiegati per i trasporti rientranti nel servizio universale. 

Con decreto del Ministero dello sviluppo economico da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto -- legge, sentite l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e i servizi idrici e l'Autorità per i trasporti, sono definite le modalità di individuazione dei consumi rilevanti ai fini dell'attuazione del regime. Il decreto viene aggiornato con cadenza biennale, seguendo le medesime modalità previste per la sua adozione.

2. Fino all'entrata in operatività delle modalità di individuazione dei consumi di cui al comma 1, la componente tariffaria compensativa annua, riconosciuta in attuazione del regime tariffario speciale di cui al medesimo comma 1, è ridotta sulla parte eccedente il quantitativo di 3300 GWh di un importo di 120 milioni di euro.

3. È fatto divieto di traslare i maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente disposizione sui prezzi e sui pedaggi praticati nell'ambito del servizio universale. L'Autorità per i trasporti vigila sull'osservanza della disposizione di cui al primo periodo, anche mediante accertamenti a campione, e vigila altresì sulla corretta applicazione della norma sul mercato.

Fonte: Dossier del Servizio Studi sull’A.S. n. 1541, luglio 2014 n. 152