Ambiti di applicazione delle iniziative Smart City

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Smart City
di Felice Lucia

Ogni città è certamente differente da qualsiasi altra in termini geografici, demografici, economici, culturali, politici, sociali, ma in tutte è possibile rintracciare una serie di caratteristiche comuni e un set di servizi offerti. In questa prospettiva, per avere una visione più schematica sul tema, si è provveduto a definire una tassonomia degli ambiti di applicazione delle iniziative.

In questo contesto, pur rimanendo fermo il concetto che una Smart City debba essere caratterizzata da una visione organica, si è indagato in quali ambiti le città che aspirano a diventare smart si sono mosse, allo scopo di individuare gli interventi ricorrenti e di delineare specifici trend geografici.

L’analisi ha evidenziato come nelle tassonomie presenti in letteratura fossero sempre presi in considerazione i temi ambientali e quelli relativi all’adeguamento delle principali infrastrutture di rete (trasporti, energia). Inoltre, una particolare enfasi viene posta sugli interventi nell’edilizia, settore particolarmente rilevante a causa delle emissioni climalteranti prodotte e della crescente urbanizzazione che caratterizza le aree più densamente popolate del pianeta.

Se questi quattro aspetti sono quelli prevalentemente inerenti gli ambiti tangibili, d’altra parte, vi sono una serie di servizi primari che la funzione pubblica deve garantire ai cittadini, quali la sanità, l’educazione, la sicurezza, la cultura e l’offerta per il tempo libero, la gestione del patrimonio pubblico, i servizi di welfare e l’inclusione sociale. Infine, vi sono i temi che riguardano i servizi propri del governo della città e le iniziative finalizzate ad alimentare l’innovazione e la creatività e, quindi, a stimolare il capitale umano.

Riassumendo, la tassonomia proposta si compone di sette ambiti, a loro volta suddivisi in una serie di sotto-domini specifici:

Building. Si fa riferimento a quelle iniziative che, integrando una serie di sistemi in un ambiente domestico, puntano ad ottenere maggiore efficienza, in modo da limitare l’impatto negativo sull’ambiente che oggi caratterizza quest’ambito urbano. I principali rami dove si sta intervenendo riguardano la gestione energetica, in termini di soluzioni hardware e software che aiutano l’utente a ottimizzare i propri consumi, ma anche la domotica, ovvero quegli strumenti che permettono una migliore gestione e controllo di sistemi quali ventilazione, riscaldamento e raffreddamento, sicurezza, anti-incendio, ascensori. Infine, un ultimo ambito applicativo, che muove i primi passi, è identificabile negli elettrodomestici intelligenti. Per poter realizzare un’abitazione intelligente, è infatti necessario che diventi intelligente ciò che ne rappresenta la prima voce in termini di consumi energetici. Immaginare di poter programmare in remoto la lavastoviglie, o impostare l’entrata in funzione della lavatrice quando il prezzo dell’energia è più basso, diverrà una realtà. In questo contesto è necessario sottolineare come i tre campi risultino strettamente correlati e come un loro sviluppo integrato sia indispensabile per poterne sfruttare appieno le potenzialità.

Economy & People. Si fa riferimento all’aspetto maggiormente “soft”, inerente l’abilità della Pubblica Amministrazione di creare il miglior ambiente possibile per favorire lo sviluppo di imprese e l’empowerment delle persone. Il concetto di co-creation di cui si parlerà con maggior dettaglio assume qui un ruolo centrale, in quanto non ci può essere Smart City senza Smart People. Il primo sottodominio è dunque quello relativo alla valorizzazione, attrazione e ritenzione di capitale umano qualificato. Inoltre, lo sviluppo di incubatori, centri di ricerca e start-up innovative rappresenta un’ottima proxy del dinamismo economico di una città, da cui l’ambito relativo all’imprenditorialità. Infine, gli investimenti della PA nella diffusione di strumenti ICT sono la piattaforma per la creazione di un ambiente innovativo.

Energy. Molte delle iniziative in ambito comunitario pongono come obiettivo finale un utilizzo efficiente delle fonti energetiche disponibili, oltre alla ricerca di nuove. Il primo punto vede la nascita delle smart grid, ossia reti elettriche che integrano in maniera intelligente i comportamenti e le azioni dei vari utenti connessi, in modo da fornire l’elettricità richiesta in maniera più sostenibile, economica e sicura4. Il secondo ambito considerato fa riferimento alla ricerca e all’integrazione efficace di nuove fonti di energia rinnovabile. In ambito urbano non si può infine non considerare l’illuminazione pubblica, che ha un peso rilevante nei bilanci delle PA e nel contempo vede una serie di sprechi su cui è possibile intervenire.

Environment. La difesa dell’ambiente si traduce principalmente in una migliore gestione delle risorse naturali e nel controllo del ciclo dei rifiuti. La gestione idrica può permettere la riduzione di sprechi grazie ad un monitoraggio più attento della rete, così come attraverso un efficientamento energetico delle pompe o il riciclo delle acque non destinate a scopo potabile. Un discorso analogo riguarda i rifiuti, in particolare l’obiettivo di incrementare la percentuale di raccolta differenziata. Infine, il controllo dell’inquinamento dell’aria mediante specifica strumentazione può stimolare decisioni finalizzate al miglioramento delle condizioni ambientali.

Government. La burocratizzazione che caratterizza un Paese è da sempre identificata come uno dei principali ostacoli allo sviluppo innovativo che può fungere da motore per l’economia. Questo è ampiamente percepibile anche all’interno delle realtà locali, dove gli strumenti dell’ICT potrebbero da un lato garantire una fruizione meno cavillosa dei servizi offerti alla cittadinanza (e-Government), dall’altra permettere la partecipazione attiva della stessa alla vita amministrativa della città (e-Democracy). I processi di procurement delle PA rappresentano, inoltre, un settore dove si può ampiamente intervenire al fine di migliorare i servizi offerti e ridurre i costi. Ultimo aspetto è quello di un bisogno di maggiore trasparenza in tutto ciò che riguarda la res publica.

Living. Migliorare la vivibilità urbana significa anche migliorare i servizi che il settore pubblico offre al cittadino. Primo fra tutti il bisogno di avere una sanità più efficiente, in grado di assicurare diagnosi, trattamenti e prevenzione delle malattie utilizzando l’ICT e gli strumenti dell’ingegneria biomedica. L’impiego della tecnologia, poi, non deve accentuare il digital divide, ma al contrario ha il compito di ridurre le barriere nella partecipazione sociale, favorendo servizi di welfare per le persone più disagiate. Classifiche riguardanti l’ordine pubblico nelle città mostrano inoltre come la sicurezza rappresenti un aspetto su cui si stanno registrando molte iniziative. Paesi come l’Italia non possono poi non pensare da un lato alla valorizzazione e al mantenimento del proprio patrimonio culturale e dei propri asset, dall’altro ad una fruizione più intelligente dello stesso, mediante servizi a supporto del turismo, della cultura e del tempo libero. Di assoluto rilievo sono, infine, quei progetti in grado di offrire un’istruzione più coerente, creando maggiori opportunità sia per gli studenti sia per i docenti, grazie anche all’utilizzo di tecnologie informatiche.

Mobility & Transport. I problemi legati alla congestione del traffico pongono con crescente forza l’interrogativo di come muovere in ambito urbano persone e merci assicurando livelli di servizio progressivamente più efficienti, riducendo contemporaneamente le esternalità negative che gravano sui cittadini. Si possono dunque distinguere due campi. Il primo è quello relativo alla City Logistics, da intendersi come il processo in grado di ottimizzare la logistica dell’ultimo miglio e le attività di trasporto proprie delle compagnie private in aree urbane, tenendo in considerazione il traffico generato, la congestione, l’inquinamento e il dispendio energetico. Il secondo riguarda invece la mobilità delle persone e, in particolare, lo sviluppo di nuovi sistemi di mobilità ecologici e sostenibili, come, ad esempio, i servizi di car pooling. Trasversale ai due ambiti è invece la gestione dell’informazione, mediante lo sviluppo di soluzioni orientate da un lato agli attori del processo logistico, dall’altro ai cittadini.

 fonte: Cassa depositi e prestiti SPA, " SmartCity: progetti di sviluppo e strumenti di finanziamento", settembre 2013