Sviluppo in aree industriali dei sistemi “Solare Termodinamico”

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Integrazione architettonica di un sistema Solare Termodinamico

SOUL SOlar Unina Laboratory - Produrre energia dal sole è certamente una delle vie più interessanti per poter ridurre la dipendenza dell’ Italia e nel particolare la nostra regione dai combustibili di origine fossile e ridurre l’ immissione in atmosfera di gas “climalteranti” . I sistemi “solare termodinamico” forniscono la possibilità di produrre energia elettrica sfruttando l’energia radiante del sole. Il sistema è composto da una serie di specchi aventi un profilo parabolico. Essi concentrano i raggi solari riflessi su di un tubo chiamato concentratore all’ interno del quale scorre un fluido in grado di assorbire e trattenere una considerevole quantità di calore. In genere il fluido è olio diatermico. L’olio a sua volta scambia il calore ricevuto dallo specchio con un secondo fluido in genere un fluido bassobollente molto simile, se non identico, a quelli usati nei sistemi di condizionamento estivo dell’ aria. Il sistema ora descritto è in grado quindi di produrre energia elettrica. Lo sviluppo di questi sistemi è attualmente penalizzato dalle superfici di ingombro degli specchi. Si può affermare che per produrre una potenza di 10 kW è necessario disporre di una superficie attiva degli specchi di circa 100 m2 e, considerato che la superficie ogni specchio è assimilabile in prima approssimazione ad un rettangolo avente i lati di 4 m (lato lungo) e 2m (lato corto), per produrre 10kW di potenza sono necessari circa 12,5 specchi che si svilupperanno quindi su di una lunghezza complessiva di 50m. E’ evidente che in un contesto urbano un simile impianto è a dir poco “invasivo”. Se invece si pensa alle aree industriali il sistema può invece essere particolarmente interessante . Un capannone industriale di 2500 m2 può supportare in linea teorica potenze di 250kW.

Risulta quindi di particolare interesse l’ adozione nelle aree industriali di questi tipi di impianti che, se associati a sistemi integrati, quali ad esempio le caldaie a biomasse, sono in grado di fornire un supporto notevole al risparmio energetico aziendale fino a poter raggiungere l’indipendenza energetica. Il progetto “Indipendenza Energetica in Aree Industriali” sviluppato dal DII (Dipartimento di Ingegneria Industriale ) dell’ Università Federico II di Napoli (Responsabile del programma: ing. Paolo Abbondanza) ha attualmente prodotto una serie di brevetti su queste tematiche. La figura mostra il brevetto riguardante l’integrazione architettonica del sistema Solare Termodinamico con una struttura industriale.