Quali sono i sistemi semplici di Auto-Produzione e Auto-Consumo

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reti pubbliche
di Arcangelo Bimbo

Nell’ambito dei Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (SSPC), si possono distinguere diversi sottoinsiemi tra loro, in parte, sovrapposti: i Sistemi di Auto-Produzione (SAP), i Sistemi con Linea Diretta (SLD), i Sistemi Efficienti di Utenza (SEU).
I SSPC sono sistemi non soggetti all’obbligo di connessione di terzi nè all’obbligo di libero accesso al sistema.
In particolare:
- i Sistemi di Auto-Produzione (SAP) sono quei sistemi in cui una persona fisica o giuridica produce energia elettrica e, tramite collegamenti privati, la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle società controllate, della società controllante e delle società controllate dalla medesima controllante, nonché per uso dei soci delle società cooperative di produzione e distribuzione dell'energia elettrica di cui all'articolo 4, numero 8, della legge n. 1643/62, degli appartenenti ai consorzi o società consortili costituiti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente al 1 aprile 1999 (data di entrata in vigore del decreto20legislativo n. 79/99). Nell’ambito dei SAP è possibile distinguere le cooperative storiche, i consorzi storici, e gli altri autoproduttori. Più nel dettaglio:
a) le cooperative storiche sono le società cooperative di produzione e distribuzione dell'energia elettrica di cui all'articolo 4, numero 8, della legge 6 dicembre n. 1643/62. Esse sono ricomprese nell’ambito dei SAP in relazione all’attività di trasporto e fornitura di energia elettrica per i propri soci. Tale attività non costituisce attività di distribuzione, bensì, ai sensi del decreto legislativo n. 79/99, attività di autoproduzione. Vi sono però molte cooperative che oltre a svolgere tale attività di autoproduzione, svolgono attività di distribuzione in relazione ad utenti terzi non soci. Per quest’ultima attività esse sono titolari di una concessione di distribuzione e in quanto tali sono a tutti gli effetti imprese distributrici concessionarie. Le cooperative storiche a loro volta si suddividono, ai sensi del comma 2.1 dell’Allegato A alla deliberazione ARG/elt 113/10 (di seguito: TICOOP) in cooperative storiche concessionarie (sono cooperative dotate di una propria rete con la quale trasportano energia elettrica ai propri clienti soci diretti. A tale rete sono connessi anche clienti finali non soci rispetto ai quali la cooperativa svolge il servizio pubblico di distribuzione in qualità di concessionario), cooperative storiche non concessionarie (sono cooperative dotate di una propria rete con la quale trasportano energia elettrica ai soli propri clienti soci diretti. Tali cooperative non sono titolari di una concessione di distribuzione e pertanto non possono connettere alle proprie reti clienti finali non soci, se non su esplicita richiesta dell’impresa distributrice concessionaria di zona) e cooperative storiche senza rete;
b) i consorzi storici sono i consorzi o le società consortili costituiti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente al 1 aprile 1999. Anche in questo caso il trasporto e la fornitura di energia elettrica tramite la rete elettrica consortile del consorzio storico non si configura come attività di distribuzione, bensì come attività di autoproduzione;
c) gli altri autoproduttori (AA) sono le persone fisiche o giuridiche che producono energia elettrica e, tramite collegamenti privati, la utilizzano in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle società controllate, della società controllante e delle società controllate dalla medesima controllante. In tale contesto, quindi, l’attività di trasporto e fornitura di energia elettrica tramite collegamenti privati e nell’ambito di un gruppo societario non si configura come attività di distribuzione, bensì come attività di autoproduzione.

I Sistemi con Linea Diretta (SLD) sono sistemi in cui una linea elettrica di trasporto collega una o più unità di produzione gestite dal medesimo produttore (è il centro di produzione previsto dalla definizione di linea diretta) ad una unità di consumo gestita da una persona fisica in qualità di cliente finale o ad una o più unità di consumo gestite dal medesimo cliente finale sia esso una persona giuridica o da uno o più soggetti giuridici appartenenti al medesimo gruppo societario (è il centro di consumo previsto dalla definizione di linea diretta), indipendentemente dal sistema di trasmissione e distribuzione;
- i Sistemi Efficienti di Utenza (SEU) sono sistemi in cui uno o più impianti di produzione di energia elettrica, con potenza complessivamente non superiore a 20 MWe e complessivamente installata sullo stesso sito, alimentati da fonti rinnovabili ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento, gestiti dal medesimo produttore, eventualmente diverso dal cliente finale, sono direttamente connessi, per il tramite di un collegamento privato senza obbligo di connessione di terzi, all’unità di consumo di un solo cliente finale (persona fisica o giuridica) e sono realizzati all’interno di un’area, senza soluzione di continuità, al netto di strade, strade ferrate,
In tale ottica, per i SLD il concetto di centro di produzione è stato equiparato all’insieme di più unità di produzione purchè gestite da un medesimo produttore, mentre il concetto di centro di consumo è stato equiparato ad una singola unità di consumo nel caso in cui il cliente finale sia una persona fisica e ad un insieme di unità di consumo qualora il cliente finale sia una persona giuridica o ci siano più soggetti giuridici riconducibili, però, ad un unico gruppo societario (in quest’ultimo caso il gruppo societario permette di ricostituire l’unicità del cliente finale).
Si evidenzia, infine, che le definizioni sopra riportate individuano insiemi parzialmente sovrapposti: possono esistere, infatti, configurazioni impiantistiche che rientrano in tutte e tre le categorie. Ad esempio, nel caso di un impianto fotovoltaico di potenza pari a 6 kW, realizzato sul tetto di un’abitazione e connesso alla rete pubblica mediante il punto di prelievo dell’utenza domestica, per il quale il produttore coincide con il cliente finale titolare del contratto di fornitura in prelievo per l’alimentazione dell’abitazione, siamo in presenza di una configurazione impiantistica che rispetta tutti i requisiti previsti dal SEU, nonché i requisisti previsti dai SLD, mentre rientra nell’ambito dei SAP qualora almeno il 70% dell’energia prodotta sia autoconsumata dall’abitazione.
In tale logica, il proprietario di un’unità immobiliare, che affitta tale unità ad un soggetto terzo e che, nell’ambito del contratto di affitto, prevede che l’affittuario gli corrisponda un corrispettivo forfetario a copertura di una o più spese ivi incluse le spese connesse all’utilizzo dell’energia elettrica prelevata dalla rete, può essere ritenuto cliente finale in relazione alla predetta unità e pertanto mantenere l’intestazione della fornitura in prelievo per tale utenza, purchè il corrispettivo forfetario pagato dall’affittuario non sia commisurato direttamente all’energia elettrica utilizzata. Analogo discorso va fatto in relazione a casistiche nelle quali un intero edificio, adibito ad uffici o ad attività commerciali, industriali o di servizi, nella proprietà di un unico soggetto, venga affittato a diversi soggetti prevedendo che una parte o tutti i servizi comuni dell’edificio, ivi inclusa la fornitura di energia elettrica, siano gestiti da un unico soggetto tramite un contratto di service. Qualora il soggetto erogatore dei diversi servizi comuni (ad esempio: il servizio di fornitura di energia elettrica ed uno o più tra i seguenti servizi: ricevimento visitatori, ristorazione aziendale, movimentazione corrispondenza, climatizzazione ambientale, erogazione acqua potabile e/o acqua ad uso industriale, pulizia uffici e scale, manutenzione apparecchiature interne, prevenzione incendi, gestione sorveglianza, servizio aria compressa, ecc.) regoli tali prestazioni tramite uno o più corrispettivi forfetari disgiunti dal reale consumo di energia elettrica dei singoli affittuari, allora tale soggetto erogatore può essere considerato a tutti gli effetti cliente finale in relazione all’energia prelevata dalla rete pubblica per l’alimentazione del predetto edificio.