L'eolico non è programmabile: il CNR conferma quando l'ANEV sostiene da anni

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Energia eolica

L'esperto sul clima afferma il carattere probabilistico delle previsioni meteorologiche

Roma, 29.4.2014: In un'intervista al Corriere della Sera Massimiliano Pasqui, fisico dell'atmosfera dell'Istituto di biometeorologia del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha recentemente affermato: "per noi (metereologi) il rischio di sbagliare è sempre in agguato. Non si può mai avere la palla di vetro. L'unica stagione dove la probabilità di non annunciare evoluzioni meteo che poi vengono smentite è l'estate. Quando l'anticiclone delle Azzorre si piazza sul Mediterraneo la possibilità che dopo due giorni ci sia un temporale è minima. Ma nel resto dell'anno dobbiamo andarci molto cauti".

Le affermazioni dell'esperto confermano a pieno quanto l'ANEV sottolinea da anni circa la forte componente probabilistica che caratterizza le previsioni meteorologiche, che non permette che vengano utilizzate come "previsioni", bensì di indicare una tendenza. Il commento di Pasqui sembra collimare con quanto denunciato più volte dall'ANEV, ovvero che pretendere stime sulla produzione di energia nell'arco di una giornata, da una tecnologia che sfrutta una fonte non programmabile, come il vento, è tecnicamente impossibile e potrebbe avere come risultato quello di applicare in maniera assolutamente casuale oneri diversi a impianti diversi, al momento della immissione in rete.

Tutto ciò diventa ulteriormente più complesso quando si prova a stimare la ventosità di una località, dal momento che tale parametro rientra tra quelli la cui elevata variabilità, causata da  differenze anche minime di alcuni dei molteplici fattori coinvolti, ne impedisce in particolar modo la possibilità di delineare previsioni attendibili anche a brevissimo termine.

A fronte di ciò, l'ANEV ribadisce con forza che la fonte eolica per poter esprimere al meglio tutto il suo potenziale, non può essere equiparata alle fonti tradizionali programmabili, e come tale richiede l'applicazione di tutele al momento della immissione in rete. I pubblici decisori devono evitare, come fatto in passato (si veda la Del.281/12 AEEG attualmente trattenuta in decisione al Consiglio di Stato), di trattare le rinnovabili come fonti programmabili, ovvero non quantificando l'onere di sbilanciamento correlandolo all'entità dell'errore delle previsioni, come dovrebbe invece essere, e gravando sugli impianti in modo assolutamente casuale, con il rischio di mettere in ginocchio un intero settore.

fonte: ANEV