Archimede Solar Energy riparte in Sardegna, la tecnologia italiana sul CSP con i Sali fusi

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CSP massamartana
di Felice Lucia

Il progetto Archimede Solar Energy – sostenuto dal gruppo italiano Angelantoni e dai giapponesi di Chiyoda – può ripartire: ha presentato in questi giorni al ministero dell'Ambiente 24 scatoloni di studi, documenti, disegni, utili ad avviare l'istruttoria per ottenere la Valutazione d'impatto ambientale (Via), l'investimento da un miliardo di euro,che prevede la costruzione di quattro centrali solari termodinamiche e cinquemila nuovi potenziali posti di lavoro nell'energia pulita.

La scelta di utilizzare Sali fusi quale fluido termo-vettore, comporta non solo un aumento dell’efficienza degli impianti, grazie ad una temperatura operativa maggiore, ma garantisce, attraverso l’accumulo termico, la dispacciabilità, ossia la possibilità di modulare l’erogazione dell’energia raccolta; anche di notte.Gli impianti termodinamici attualmente in esercizio (con tecnologia parabolico lineare) utilizzano un fluido termovettore composto da oli minerali o sintetici; questi, essendo organici (benzene), non possono raggiungere temperature superiori a 400 º C a causa della degradazione fisica a temperature elevate, il che limita l’efficienza complessiva del ciclo vapore. I Sali fusi, innovativa tecnologia Italiana, impiegati come fluido termo vettore nei sistemi di accumulo termico dell’impianto e direttamente nel campo solare, consentono una nuova e più innovativa configurazione dell’impianto, raggiungendo temperature fino a 550 º C. Tale configurazione, infatti, aumenta l’efficienza complessiva, per effetto della maggiore temperatura di esercizio del fluido e riduce notevolmente i costi grazie sia a una semplificazione dell’impianto e sia a una riduzione in termini di volume complessivo del fluido utilizzato. In particolare, i Sali fusi scorrono all’interno dei tubi sui quali viene concentrata dagli specchi parabolici l’energia solare. Grazie al CERMET e al sotto vuoto dei tubi di ASE, la temperatura dei Sali varia tra 290 e i 550 gradi centigradi, sul tubo infatti gli specchi concentrano i raggi solari moltiplicando per 80 volte la loro intensità.I Sali a 550 gradi vengono accumulati in un deposito che è isolato termicamente dall’esterno; è quindi possibile conservare il calore per molte ore. Dal deposito ad alta temperatura i Sali vengono inviati alla centrale elettrica dove riscaldano il vapore che fa girare la turbina del generatore di corrente elettrica. In questo processo i Sali si raffreddano fino a 290 gradi e finiscono in un altro deposito detto a bassa temperatura. Da qui vanno di nuovo nei tubi riscaldati dagli specchi parabolici e il processo si ripete.

Solar Receiver Tubes for Thermodynamic Power Plants  - Archimede Solar Energy

 

Sali fusi ed Oli a confronto:

•I sali fusi operano come unico fluido sia per l’assorbimento di calore che per l’ accumulo termico, semplificando la struttura dell’impianto;

•Rispetto agli impianti che funzionano ad olio, quelli che impiegano sali fusi utilizzano un serbatoio termico più piccolo ( necessario a compensare la discontinuità solare).

•Ottimizzazione dei parametri standard di funzionamento della turbina;

•A differenza dell’olio, i sali fusi non inquinano, sono disponibili in grandi quantità e a basso costo, non danneggiano il tubo.

 

fonte: Archimede Solar Energy