Risparmi di combustibile dalla raccolta di oli usati

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di Arcangelo Bimbo

Con 192.000 tonnellate di oli lubrificanti usati (circa il 97% del potenziale raccoglibile) il COOU ha conseguito nel 2010 un notevole risultato di raccolta.

Questo risultato ha permesso di produrre 111.000 tonnellate di oli base rigenerati (25% del fabbisogno italiano complessivo).

La rigenerazione è uno speciale processo di lavorazione degli oli usati, attraverso cui si ottengono nuove basi lubrificanti con caratteristiche chimico-fisiche e tecnologiche analoghe a quelle prodotte dal petrolio greggio. Il confronto tra le molecole di una base nuova e quelle di una base rigenerata è, addirittura, favorevole alla seconda, poiché non contiene molecole volatili o troppo pesanti.

La rigenerazione ha un alto rendimento: da 100 kg di olio usato si possono ottenere circa 60 kg di olio base rigenerato e 20/25 kg di gasolio/olio combustibile, consentendo così un risparmio sulla bolletta energetica italiana.

Qualora l’olio non soddisfi i requisiti tecnici per essere sottoposto a rigenerazione, esso viene inviato alla combustione, di norma presso impianti per la produzione del cemento, che sono in grado di sfruttarne il potere calorifico. Come avviene per la rigenerazione, anche in questo caso gli oli vengono riutilizzati, portando perciò a un risparmio di risorse primarie: gli oli usati sostituiscono infatti i combustibili fossili tradizionali (carbone e olio combustibile).