Semplificazione, un nuovo ddl energia per il Friuli Venezia Giulia

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di Alessandro Romeo

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha avviato a febbraio l’iter di una nuova legge in tema di energia e carburanti. Il disegno di legge, importante e articolato, propone una serie di modifiche a favore di un Testo unico che abroghi la legge esistente e regoli la gestione dell’energia e della distribuzione carburanti all’interno del territorio regionale.

“Il primo titolo riguarda l’energia: con questa norma si persegue la semplificazione amministrativa, ridefinendo anche le competenze in tema di autorizzazioni energetiche” ha spiegato il vicepresidente Luca Ciriani. “Il Friuli Venezia Giulia vuole essere in grado di gestire con concretezza ed efficacia l’utilizzo del territorio a scopo energetico, perseguendo obiettivi di risparmio e tutela dell’ambiente, dando forte impulso alle energie rinnovabili, sostenendo anche economicamente ricerca e sviluppo ed agendo da protagonista a tutela delle aziende e dei cittadini della regione, ottenendo vantaggi concreti dagli insediamenti sul territorio per la produzione di energia ed essendo in grado di contrattare anche costi e prezzi finali per i cittadini e il sistema produttivo”.

Nel testo è stato inserito un articolo che permette alla Regione di subordinare le autorizzazioni per gli impianti e le infrastrutture energetiche sul territorio alla stipula di accordi con i proponenti, in modo da assicurare la sostenibilità socioeconomica e territoriale dei progetti.
“Per quanto riguarda il complesso tema degli elettrodotti transfrontalieri”, continua Ciriani, “la norma prevede una quota significativa del totale dell’energia elettrica disponibile venga destinata al soddisfacimento dei fabbisogni del tessuto produttivo regionale”.

L’obiettivo principale è la semplificazione. Lo snellimento delle procedure amministrative, l’autorizzazione unica e la Conferenza dei servizi unificata diventerebbero quindi il sistema su cui basare l’approvazione degli impianti e delle infrastrutture energetiche di grandi dimensioni, escludendo gli impianti a fonti rinnovabili di potenza inferiore a 1 MWe. In questo modo gli impianti più grossi saranno soggetti alla Procedura Abilitativa Semplificata, mentre quelli più piccoli non avranno più bisogno di procedimenti”.

La ridistribuzione dei ruoli affiderà alle Province una maggiore percentuale di potere decisionale e organizzativo, e ai comuni un ruolo pianificatorio locale, assolutamente inedito. A controllo e garanzia della salute pubblica verrebbero inoltre introdotti due nuovi strumenti: il catasto degli impianti termici e quello degli elettrodotti, quest’ultimo realizzato dall’ARPA.
A livello regionale, inoltre, ci si potrà avvalere del PER (Piano Energetico Regionale), del POR (Programma Operativo Regionale) e dell’APR (Programma regionale per le fonti rinnovabili). Quest’ultimo, in particolare, consentirà di attuare le politiche comunitarie e nazionali sull’incremento delle fonti rinnovabili (burden sharing).