V conto energia, decreto quasi chiuso e questioni irrisolte - II parte

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Il 5 giugno 2012, si è tenuta una riunione congiunta delle Commissioni “Ambiente ed Energia” e “Agricoltura” per l'esame dello schema del decreto ministeriale sugli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaico e di quello  sugli incentivi per le energie elettriche rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

Per quanto riguarda il conto energia, rispetto agli esiti della conferenza in sede tecnica che si è tenuta alla fine di maggio, commentata ahimè dopo circa una settimana, le proposte salienti riportate ai nostri lettori sono state quasi del tutto confermate, con qualche modifica apportata nel tempo intercorrente tra il 29 maggio e il 5 giugno.

Nel seguito, sempre dopo circa una settimana, vi riporto le modifiche apportate rispetto agli esiti di quella conferenza dalla riunione del 5, che sono state poi presentate come imprescindibili e discusse in sede politica. Non appena conosceremo gli esiti della conferenza unificata  in sede politica provvederemo ad informarvi in merito. Nel frattempo riteniamo utile commentare il testo che è stato portato in sede politica.

Passiamo quindi alle modifiche anzidette rispetto agli esiti della conferenza di maggio.

Rimangono identiche le proposte sugli edifici di amministrazioni pubbliche (quella che nel precente articolo abbiamo soprannominato "transitorio") e quella sul Made UE; gli oneri istruttori e i costi di gestione; serre e titoli autorizzatori.

Risale a quota 80 ML€ il costo annuo indicativo degli incentivi nel semestre per gli impianti fotovoltaici diversi da quelli integrati e a concentrazione. Comunque rimangono separati i volumi incentivabili per le tre tipologie definite.

Aggiunto all'interno del requisito inerente le discariche, i siti contaminati, le cave dismesse, le miniere e le aree industriali anche le aree in concessione al gestore del servizio idrico integrato.

Confermati i criteri di priorità per la formazione della graduatoria ma gli impianti ubicati in siti contaminati e discariche salgono di un posto rispetto agli impianti che richiedono una tariffa ridotta del 5% rispetto a quella vigente alla data di entrata in esercizio.

Importante la proposta di aumentare a 100 kW gli impianti che accedono direttamente agli incentivi senza passare dal registro. Nel novero degli impianti che accedono direttamente gli incentivi sono stati aggiunti: 

gli impianti su edifici, capannoni e fabbricati rurali installati in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto di potenza fino a 100 kW
gli impianti su edifici e fabbricati rurali installati in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto di potenza fino a 50 kW
gli impianti installati su edifici, capannoni e fabbricati rurali ricompresi nelle zone colpite dal terremoto di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.…..del .... purché costruiti o ricostruiti nel rispetto della normativa antisismica.

Per quanto riguarda i premi, ogni singolo incremento e' da intendersi cumulabile con gli altri.

Spunta un comma sui fabbricati rurali che qualora accatastati prima dell’entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico, prenderebbero la tariffa su edifici.

Non meno importanti risultano l'innalzamento del tetto di spesa a 749 milioni/anno e l'aumento delle tariffe per gli impianti sotto i 20 kW.

Quanto all'entrata in vigore del decreto, le Regioni chiedono che il nuovo regime non entri in vigore prima di ottobre.

Il senso del calcolo sommario del precedente articolo, indipendentemente dai 240 milioni di venerdi 31 e i 230 di lunedi 4, era appunto che la fascia di tempo di entrata in vigore del V conto energia si restringe sempre più rispetto per esempio alle previsioni di  Montanino (GSE) presentate a maggio al Solarexpo di Verona. 

Nella previsone di maggio questa fascia va da luglio a dicembre. Ora si aggira sempre più intorno ad un unico mese, ottobre.

Appare superfluo ma ricordiamo comunque che, anche nel caso in cui le regioni dovessero esprimere parere negativo, il decreto potrà andare avanti nel suo iter di approvazione.  Infatti, l'art. 24 del d. lgs. 28/11 "Meccanismi di incentivazione" al comma 5 stabilisce che "con decreti del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e, per i profili di competenza, con il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentite l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas e la Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le modalita' per l'attuazione dei sistemi di incentivazione". La Conferenza Unificata dunque viene sentita ma il suo parere con è imprescindibile alla prosecuzione. Siamo sicuri che in ogni caso il Ministero accoglierà comunque le proposte che riterrà più valide.

Nonostante siano passati meno di tre mesi dall'inizio, l'Autority ha espresso il suo parere definitivo e a breve le Regioni. Nonostante l'apertura del governo dopo la bocciatura UE, il registro rimane. Non siamo dunque arrivati verso la fine? E anche se siamo arrivati ad un "buon punto", che vi siano questioni irrisolte è certo, se anche la Commissione UE richiama il governo italiano e teme che l'introduzione del meccanismo dei registri possa diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario, invocando la necessità di garantire «periodi di transizione» adeguati.

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