Componente A3: il MSE apre al taglio degli oneri per aziende energivore

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di Fabio Pezzuto 

Nuovi sviluppi nel dibattito sulla componente A3 della bolletta elettrica. Il 29 novembre scorso, a margine della presentazione della campagna AEEG per lo sportello del consumatore, Leonardo Senni, responsabile del dipartimento energia del Ministero dello Sviluppo Economico, ha dichiarato che "Con il Tesoro, stiamo valutando la possibilità di ridurre il peso sulle aziende, lavorando appunto sulle accise. Ma anche sugli oneri alle rinnovabili si sta pensando ad alleggerire il fardello alle aziende energivore, cioè quelle che hanno un’alta percentuale di costi per l’energia sul fatturato o il valore aggiunto”. 

Due giorni prima, il Sole 24 Ore aveva pubblicato una lettera al direttore scritta da Franco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica, in cui si denunciava una "crescita del costo dell'energia per usi industriali al di fuori di ogni logica economica e di mercato". In particolare, fa notare Manfredini, "La voce [...] relativa alla componente A3 per gli incentivi alle fonti rinnovabili è cresciuta del 54%, raggiungendo una incidenza del 40% sul costo totale della bolletta per una impresa industriale". È quindi necessario, nella visione di Confindustria, che il Governo riduca o elimini gli oneri per il sostegno alle rinnovabili gravanti sul settore industriale, in modo da preservare la competitività di aziende già alle prese con una preoccupante situazione economica.

Ma la fattibilità di tale proposta è stata prontamente negata il giorno successivo (28 novembre) dal presidente dell'AEEG Guido Bortoni, secondo il quale "La coperta è corta, quasi inesistente: non è possibile spostare l'onere. Se una parte [gli imprenditori] non paga, l'altra [i consumatori] deve pagare è l'onere oggi è incomprimibile". L'unica soluzione possibile sarebbe, secondo Bertoni, la rimodulazione all'interno dei vari settori del peso della componente A3, fermo restando la sua applicazione a tutte le categorie di utenti.