Rimodulazione incentivi fotovoltaico

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Le novità introdotte dalla  legge di conversione n. 116

Dal secondo semestre 2014, il Gse eroga l'incentivo agli impianti fotovoltaici beneficiari dei Conti energia in rate mensili costanti pari al 90% della producibilità media annua di ogni impianto nell'anno solare di produzione ed effettua il conguaglio entro il 30 giugno dell'anno successivo.
Dal 1° gennaio 2015 gli incentivi per impianti FV sopra i 200 kW l'incentivo si allunga a 24 anni, ma è ridotto secondo diverse percentuali.
Per le tariffe onnicomprensive erogate ai sensi del Quinto Conto energia le riduzioni si applicano alla sola componente incentivante.
Per compensare questa perdita secca derivante dalla rimodulazione, il titolare dell'impianto FV può accedere a finanziamenti bancari per un importo pari alla differenza tra l'incentivo spettante e quello rimodulato.
Le Regioni e gli Enti locali adeguano alla aumentata durata dell'incentivo da 20 a 24 anni le autorizzazioni e i permessi relativi all'esercizio degli impanti coinvolti nella rimodulazione.
La rimodulazione non si applica se il titolare dell'impianto sopra i 200 kW opta in alternativa per una riduzione dell'8% dell'incentivo per la durata residua dell'incentivazione. L'opzione va esercitata e comunicata al Gse entro il 30 novembre 2014 e si applica dal 1° gennaio 2015.

Il titolare dell'impianto può scegliere le seguenti opzioni:

1) tariffa erogata per 24 anni (al posto dei previsti 20 anni),ma ricalcolata secondo le percentuali di riduzione indicate nell'allegato 2 della presente legge;

2) tariffa ferma per 20 anni ma rimodulata al ribasso per un primo periodo di fruizione e poi incrementata in uguale misura per un secondo periodo. Le percentuali di rimodulazione saranno definite con Dm Sviluppo economico;

3) tariffa sempre ferma per 20 anni ma riduzione "secca" del 6% (impianti sopra 200 e fino a 500 kW) del 7% (impianti sopra 500 e fino a 900 kW) o del 8% (impianti sopra i 900 kW. 

Se il titolare dell'impianto non comunica la scelta entro il 30 novembre scatta la riduzione "secca".

I beneficiari di incentivi da rinnovabili (non solo FV) possono cedere una quota di detti incentivi (fino all'80%) a un acquirente selezionato tra i principali operatori finanziari europei.
Si tratta di un'asta al ribasso (vince chi si accontenta di meno per gli incentivi) e l'operatore vincitore subentra nel diritto a ricevere l'incentivo per gli impianti.
Sugli incentivi acquistati, a decorrere dal momento della cessione, non si applicano le norme sulla rimodulazione.

fonte: reteambiente