Regione Marche: indagine conoscitiva parte 5

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Verifica delle politiche regionali messe in atto per garantire il raggiungimento degli impegni assunti dall'Italia sul tema clima-energia, a partire dall'analisi delle normative regionali e del processo di recepimento delle misure adottate in ambito europeo e nazionale

La Regione Marche con l’approvazione del Piano Energetico ambientale Regionale (DACR 175/2005), della Strategia d’azione ambientale per la sostenibilità 2006/2007 (DACR n.44/2007) e del Piano Clima Regionale (DGR 225/2010), ha assunto tra le sue priorità politiche la lotta ai cambiamenti climatici. La riduzione delle emissioni climalteranti rappresenta uno degli obiettivi prioritari. La strategia complessiva delinea la strada per sganciare il degrado ambientale dalla crescita economica, affermando un nuovo approccio alle politiche ambientali fondato sul principio dell’integrazione ambientale nelle politiche di settore; la strategia ritiene, infatti, fondamentale che il settore produttivo operi in modo più efficiente sotto il profilo ecologico e che le scelte di sviluppo territoriale e urbanistico diventino più sensibili alle criticità ambientali. Il raggiungimento dell’obiettivi europei, in materia di energia e clima, ha richiesto inoltre il rafforzamento della politica energetica regionale nell’ottica d’incedere a 360° su tutte le politiche di settore: l’industria, l’agricoltura, l’edilizia, i trasporti e il turismo, ecc.

In attuazione a tali linee strategiche, tutta la programmazione regionale è stata orienta al perseguimento degli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti. In particolare, il Programma operativo FESR – Competitività regionale e occupazione – periodo 2007-2013 (POR) - DACR n. 72/2007 - ha identificato i finanziamenti per il risparmio e l’efficienza energetica nell’asse prioritario 3 “Efficienza energetica e promozione delle energie rinnovabili”, che ha come obiettivi specifici la promozione di uno sviluppo energetico sostenibile attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica e la promozione del risparmio energetico e attraverso il sostegno all’innovazione per l’utilizzo e il risparmio dell’energia nel tessuto imprenditoriale.
Sempre a favore del risparmio energetico, oltre ai finanziamenti già erogati con il POR 2007/2013 per la riqualificazione della pubblica illuminazione e l’efficienza energetica degli edifici pubblici, il 29 marzo 2010 è stata sottoscritta un’intesa tra Regione Marche, CNA Marche e CASARTIGIANI con l’obiettivo di diffondere nelle imprese artigiane delle Marche lo strumento della diagnosi energetica. Strumento che consentirà alle imprese artigiane di analizzare i propri consumi, gli eventuali sprechi, le possibilità offerte dai nuovi sistemi di produzione e gestione dell’energia, i vantaggi dell’impiego delle fonti rinnovabili; le imprese artigiane diventeranno soggetti attivi del PEAR e delle nuove frontiere della green economy, cogliendone tutte le opportunità.
Per quanto riguarda invece le fonti rinnovabili, è stato erogato a favore di interventi di energia rinnovabile ad elevato contenuto innovativo e la recentissima adesione della Regione Marche alla campagna nazionale Eternit Free. L’intesa sottoscritta tra la Regione Marche - Provincia di Ancona - Legambiente - AzzeroCO2 si prefigge l’obiettivo di sostituire le coperture contenenti amianto degli edifici di proprietà di imprese, enti e cittadini, a partire dalla Provincia di Ancona, con impianti fotovoltaici, usufruendo dell’extra incentivo previsto dalla normativa nazionale del “conto energia”. Nel caso di sostituzione delle vecchie coperture contenenti amianto con nuove coperture integrate con pannelli fotovoltaici, l’incentivo statale viene infatti innalzato del 10%.
Un valido avvio dell’integrazione degli obiettivi europei in materia di clima ed energia nel settore dell’edilizia è avvenuta con il Piano regionale di edilizia residenziale triennio 2006-2008 - DACR 55/2007. Il Piano rappresenta il primo strumento operativo organico per garantire l’efficienza energetica nel settore dell’edilizia sociale. Uno degli obiettivi del Piano è quello di assicurare la qualità dell’abitare anche attraverso la sperimentazione di soluzioni di edilizia residenziale energeticamente autosufficienti.
Sul fronte della certificazione degli edifici la Regione Marche ha introdotto il certificato volontario ITACA-Marche. Il Protocollo Itaca introduce un sistema di valutazione delle prestazioni energetico ambientale innovativo basato sulla metodologia di valutazione internazionale “Green Building Challenge“. Il sistema non si limita a valutare i consumi energetici dell’edificio, aspetto questo richiesto dalle direttive europee e dalla normativa nazionale di recepimento, ma prende in considerazione anche altri fattori come le emissioni in atmosfera, i consumi idrici, il sito, i rifiuti, che influenzano l’impatto dell’edificio sull’ambiente naturale e sulla salute delle persone che vi abitano o lavorano. Avendo un contenuto più ampio rispetto a quanto richiesto dalla normativa, ricomprende al suo interno la certificazione energetica, proprio perché contiene ed amplia i requisiti richiesti dalla normativa statale. Al fine di ridurre al minimo gli impatti ambientali del piano casa è stato costruito un Protocollo Itaca sintetico (15 criteri) per la valutazione energetico ambientale degli edifici da applicare nel caso di demolizione con ricostruzione e ampliamento volumentrico fino al 40% degli edifici ai sensi dell’art. 2 della L.R 22/2009, così come modificata dalla LR n. 19/10.
Per quanto riguarda, invece, il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013, Reg. (CE) n. 1698/2005 - DACR n. 100/2008 - sono state previste delle misure per l’aumento della superficie forestale, per la gestione forestale sostenibile e la prevenzione degli incendi boschivi, per le pratiche agroambientali, l’agricoltura biologica, anche mediante la razionalizzazione dell’utilizzo di fertilizzanti (soprattutto per la riduzione dei nitrati) e delle misure specifiche per l’efficienza e il risparmio energetico e per la produzione diretta di energia rinnovabile da biomasse o tramite accordi di filiera che incentivano la produzione di biomasse per uso energetico. Per il settore forestale è di rilievo, inoltre, l’approvazione del Piano Forestale Regionale (DACR n. 114/2009) che prevede strategie ed azioni contro il cambiamento climatico attraverso interventi pubblici forestali e di forestazione.

Il quadro d’insieme (conoscitivo, programmatico e finanziario) della politica di contrasto ai cambiamenti climatici attivata dalla Regione Marche nel periodo 2007/2013 è fornito dal Piano Clima. L’obiettivo del Piano è di integrare le politiche di mitigazione, volte alla riduzione delle emissioni di gas effetto serra, con le politiche di adattamento, volte al contenimento degli effetti negativi sulla salute. Il piano si articola in 41 interventi che vengono classificati in 9 assi per un ammontare complessivo di risorse programmate pari a Euro 366.348.530,39.

Dal lato della mitigazione, il Piano interviene sui settori maggiormente responsabili delle emissioni di gas effetto serra (energia, trasporti, edilizia ecc..), anche con specifico riferimento al decisivo ambito di governo della cosa pubblica, che è la trasformazione sostenibile delle strutture insediative. Viene, inoltre, attribuito un ruolo fondamentale alla politica forestale e alla agricoltura sostenibile, essendo le foreste e il suolo i principali assorbitori di gas effetto serra (i cosiddetti carbon sink).

Dal lato dell’adattamento, il Piano agisce sulle principali vulnerabilità del territorio marchigiano facendo anche propri gli esiti della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici di settembre 2007 e ponendosi i seguenti obiettivi:

• adeguare la gestione delle risorse idriche al cambiamento climatico;
• arrestare la perdita di biodiversità;
• mettere in sicurezza le coste della Regione Marche e le aree a maggior rischio idrogeologico;
• mettere a punto un sistema ancora più efficiente di early warning meteo climatico nelle aree a maggior rischio di alluvione e frane;

Dal lato normativo, la Regione Marche si è posta l’obiettivo di fornire agli operatori un quadro normativo avanzato, chiaro e semplificato. Con la modifica alla Legge Regionale n. 7 del 14 aprile 2004 è stato avviato un importante processo di semplificazione dei procedimenti di valutazione ambientale di progetti del settore energetico presentati in attuazione del PEAR con particolare riferimento alle rinnovabili quali mini eolico, mini idroelettrico, fotovoltaico e solare termico.
A questo ha fatto seguito l’approvazione degli indirizzi ambientali e i criteri tecnici per il solare termico, fotovoltaico ed eolico, l’accordo di programma per la realizzazione del Parco eolico pubblico di 34 MW all’interno del territorio della Comunità Montana di Camerino, l’intesa per la promozione della produzione e dell’impiego della biomassa agricola e forestale ai fini energetici tra la Regione Marche, le Organizzazioni di Categoria (Agricole, Artigiane, Industriali), i Sindacati e le Organizzazioni dei Consumatori e l’Individuazione delle aree non idonee di cui alle linee guida previste dall'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per l'installazione di impianti fotovoltaici a terra con gli indirizzi generali tecnico amministrativi (Legge regionale 4 agosto 2010, n. 12 e Delibera consiliare n. 13/2010).
Per quanto riguarda il perseguimento dell’obiettivo del risparmio e dell’efficienza, con l’approvazione della legge regionale n.14/2008 sono state definite le tecniche e le modalità costruttive di edilizia sostenibile e attivati numerosi strumenti al fine di promuovere e incentivare la sostenibilità energetico-ambientale nella realizzazione delle opere edilizie pubbliche e private.
Con DGR 255/2011 è stato recepito il DM del Ministero dello Sviluppo economico 10 settembre 2010 “Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” e sono state introdotte delle semplificazioni inerenti il procedimento di autorizzazione unica con particolare riferimento ai seguenti aspetti: presentazione della documentazione tecnica, dei dati catastali del piano particellare e della fidejussione bancaria; è stata individuata la procedura di svolgimento del procedimento e di pubblicità degli atti per gli impianti idroelettrici che necessitano di concessione di derivazione d’acqua e si è stabilito l’ammontare degli oneri istruttori.