Lr 8 marzo 1999, n. 7

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Regione Basilicata
Versione coordinata con modifiche. Testo vigente al 12-05-2010
 
Modifiche:
Lr 31 luglio 2006, n. 13 (04-08-2006)

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi al sistema delle autonomie locali e funzionali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112

 

Titolo I
Principi generali

(omissis)

Capo V
Energia

Articolo 23
Funzioni di competenza della Regione

1. La Regione, in materia di energia come definita dall’articolo 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 1121, esercita le funzioni amministrative, nell’ambito di quelle conferite ai sensi dell’articolo 30 dello stesso decreto 112/1998, concernenti:

a) la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica di potenza inferiore o pari a 300 Mw termici, salvo quanto previsto all’articolo 31, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

b) la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e da rifiuti, ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 222;

c) la costruzione e l’esercizio delle reti per il trasporto dell’energia elettrica con tensione inferiore o pari a 150 Kv;

d) la costruzione e l’esercizio delle reti di oleodotti e gasdotti di interesse regionale;

e) il rilascio delle concessioni per l’esercizio delle attività elettriche di competenza regionale;

f) la concessione di contributi in conto capitale, ai sensi degli articoli 12 e 14 della legge 9 gennaio 1991, n. 10;

g) il coordinamento dei compiti attribuiti agli Enti locali per l’attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412;

h) l’assistenza agli Enti locali per le attività di informazione al pubblico e di formazione degli operatori pubblici e privati nel campo della progettazione, installazione, esercizio e controllo degli impianti termici;

i) la promozione della diffusione e dell’uso delle fonti energetiche rinnovabili e delle assimilate nei settori produttivi, nel rispetto degli impegni assunti a livello europeo ed a livello internazionale, sostenendo, a tal fine, la qualificazione e la riconversione di operatori pubblici e privati, attivando appositi corsi di formazione professionale, anche in collaborazione con enti e soggetti altamente specializzati, pubblici e privati;

j) l’elaborazione del Piano energetico regionale (Per) e la predisposizione, d’intesa con le Province e con gli Enti locali interessati, dei relativi programmi attuativi, nel rispetto degli atti di indirizzo e coordinamento e delle linee della politica energetica nazionale, di cui all’articolo 29, comma 1 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

2. La Regione disciplina con regolamento attuativo le modalità di accesso ai contributi di cui al comma precedente, nonché l’utilizzo della quota dell’1% delle disponibilità conseguite annualmente ai sensi dell’articolo 3, comma 12, della legge 28 dicembre 1995, n. 5493.

Articolo 24
Funzioni di competenza delle Province

1. Le Province, nell’esercizio delle funzioni attribuite dall’articolo 31, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, osservano le indicazioni di indirizzo e coordinamento previste dal Piano energetico regionale e da specifiche disposizioni regionali in materia, coinvolgendo i Comuni interessati nelle procedure dirette alla redazione ed alla adozione dei programmi di intervento per la promozione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico.

2. Le Province provvedono al rilascio dell’abilitazione alla conduzione di impianti termici, compresa l’istituzione dei relativi corsi di formazione, ai sensi dell’articolo 84 del decreto legislativo 112/19984.

Articolo 25
Funzioni di competenza dei Comuni

1. Sono esercitate dai Comuni le funzioni relative al rilascio della certificazione energetica degli edifici, prevista dall’articolo 30 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, le cui linee guida sono stabilite dalla Regione.

2. I Comuni con popolazione superiore a cinquantamila abitanti adottano obbligatoriamente, in conformità alla strumentazione urbanistica vigente, il piano relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia, di cui all’articolo 5, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

Capo VI
Miniere e risorse geotermiche

Articolo 26
Funzioni di competenza della Regione

1. La Regione, in materia di miniere e risorse geotermiche come definita dall'articolo 32 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, esercita le funzioni amministrative, nell'ambito di quelle conferite ai sensi dell'articolo 34 dello stesso decreto 112/1998, concernenti:

a) i permessi di ricerca e le concessioni di coltivazione di minerali solidi e delle risorse geotermiche sulla terraferma;

b) la polizia mineraria su terraferma, anche relativamente alle risorse geotermiche;

c) la concessione e l'erogazione di ausili finanziari previsti da leggi dello Stato a favore di titolari di permessi di ricerca o di concessione di coltivazione di sostanze minerali e di risorse geotermiche;

d) la concessione ed erogazione di ausili previsti da leggi dello Stato per aree interessate a processi di riconversione delle attività minerarie;

e) la determinazione delle tariffe e dei canoni di concessione entro i limiti stabiliti dallo Stato;

f) la valutazione di impatto ambientale, sentiti i Comuni interessati, dei progetti di ricerca e di coltivazione di cui alla precedente lettera a) e degli idrocarburi, con esclusione di quelli relativi agli idrocarburi in mare.

(omissis)

 

Note:

1 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59" (So alla Gu 21 aprile 1998 n. 92). torna su
2 Il Dlgs 5 febbraio 1997, n. 22 “Attuazione delle direttive 91/156/Cee sui rifiuti, 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e 94/62/Ce sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio” (So n. 33 alla Gu 15 febbraio 1997 n. 38) è stato abrogato dal Dlgs 3 aprile 2006, n. 152. torna su
3 Il testo dell’articolo 3, comma 12, legge 28 dicembre 1995, n. 549 “Misure di razionalizzazione della finanza pubblica” (So n. 153 alla Gu 29 dicembre 1995 n. 302) è il seguente: “A decorrere dal 1° gennaio 1996 una quota dell’accisa sulla benzina (codice NC 2710 00 26, 2710 00 34 e 2710 00 36) e sulla benzina senza piombo (codice NC 2710 00 27, 2710 00 29 e 2710 00 32) per autotrazione, nella misura di lire 350 al litro, è attribuita alla Regione a statuto ordinario nel cui territorio avviene il consumo, a titolo di tributo proprio. L’ammontare della predetta quota viene versato dai soggetti obbligati al pagamento dell’accisa in apposita contabilità speciale di girofondi aperta presso la sezione di Tesoreria provinciale dello Stato denominata “Accisa sulla benzina da devolvere alle Regioni a statuto ordinario”. Le predette somme sono trasferite mensilmente in apposito conto corrente aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato intestato con la medesima denominazione. La ripartizione delle somme viene effettuata sulla base dei quantitativi erogati nell’anno precedente dagli impianti di distribuzione di carburante che risultano dal registro di carico e scarico di cui all’articolo 3 del decreto legge 5 maggio 1957, n. 271, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 1957, n. 474, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro delle finanze, sono stabilite le modalità di applicazione delle disposizioni del presente comma.”. torna su
4 Il testo dell’articolo 84, Dlgs 31 marzo 1998, n. 112 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59” (So n. 77 alla Gu 21 aprile 1998 n. 92), è il seguente: “Articolo 84 - Funzioni conferite alle Regioni e agli enti locali. 1. Sono conferite alle Regioni e agli Enti locali tutte le funzioni amministrative non espressamente indicate nelle disposizioni degli articoli 82 e 83 e tra queste, in particolare, le funzioni relative:
a) all’individuazione di aree regionali o, di intesa tra le Regioni interessate, interregionali nelle quali le emissioni o la qualità dell’aria sono soggette a limiti o valori più restrittivi in relazione all’attuazione di piani regionali di risanamento;
b) al rilascio dell’abilitazione alla conduzione di impianti termici compresa l’istituzione dei relativi corsi di formazione;
c) alla tenuta e all’aggiornamento degli inventari delle fonti di emissione.”. torna su
Fonte: 

Bur 18 marzo 1999 n. 17