Lr 5 febbraio 2010, n. 7

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Regione Lombardia
Testo vigente al 03-08-2010

Interventi normativi per l'attuazione della programmazione regionale e di modifica ed integrazione di disposizioni legislative – Collegato ordinamentale 2010*

 

(omissis)

Articolo 20
Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 16 luglio 2009, n. 13 "Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia"

1. Alla legge regionale 16 luglio 2009, n. 13 (Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia) è apportata la seguente modifica:

a) al comma 1 dell'articolo 4 dopo le parole "nei quartieri Erp esistenti alla data del 31 marzo 2005," sono inserite le parole "ovvero nelle altre aree previste dall'articolo 25, comma 8-sexies, della Lr 12/2005,".

Articolo 21
Modifiche agli articoli 25, 26, 27, 35, 42, 43, 46, 80 e 81 della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 "Legge per il governo del territorio"

1. Alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio) sono apportate le seguenti modifiche:

(omissis)

h) alla lettera d) del comma 2 dell'articolo 80, la parola "deposito" è sostituita dalla seguente: "recupero";

i) alla lettera a) del comma 3 dell'articolo 80, dopo le parole "cava e di" sono inserite le seguenti: "recupero e";

j) al comma 6-bis dell'articolo 80, le parole "1º luglio 2009" sono sostituite dalle seguenti: "1º gennaio 2010";

k) il comma 1 dell'articolo 81 è sostituito dal seguente:

"1. Ogni ente locale titolare, ai sensi dell'articolo 80, di funzioni amministrative riguardanti l'autorizzazione paesaggistica e l'irrogazione delle relative sanzioni, istituisce e disciplina una commissione per il paesaggio avente i requisiti di organizzazione e di competenza tecnico-scientifica dettati dalla Giunta regionale.";

l) il comma 2 dell'articolo 81 è sostituito dal seguente:

"2. Gli Enti locali possono istituire e disciplinare la commissione di cui al comma 1 in forma consorziata o associata, anche in relazione alle specificità paesaggistiche territoriali individuate nel Ptcp o nei piani territoriali regionali d'area.";

m) il comma 3 dell'articolo 81 è sostituito dal seguente:

"3. La commissione si esprime obbligatoriamente:

a) in merito al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e all'irrogazione delle sanzioni di cui, rispettivamente, agli articoli 146, 159 e 167 del d.lgs. 42/2004, di competenza dell'Ente presso il quale è istituita;

b) in merito al giudizio di impatto paesistico dei progetti di recupero abitativo dei sottotetti di cui all'articolo 64, comma 8;

c) in merito al giudizio di impatto paesistico dei progetti di cui alla Parte IV della normativa del piano territoriale paesistico regionale;

d) in ogni altra ipotesi espressamente prevista dalla normativa vigente.";

n) il comma 4 dell'articolo 81 è abrogato;

o) il comma 5 dell'articolo 81 è sostituito dal seguente:

"5. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 80, comma 6-bis, per le funzioni amministrative di competenza, ai sensi dell'articolo 80, commi 1 e 5, dei comuni o degli enti gestori dei parchi regionali sino all'istituzione delle rispettive commissioni per il paesaggio, il parere obbligatorio previsto dal comma 3 è reso dalla commissione edilizia, ove esistente, del Comune territorialmente competente, integrata da almeno due esperti in materia di tutela paesaggistico-ambientale. La commissione edilizia formula il parere di competenza alla presenza di almeno uno degli esperti, le cui valutazioni devono essere riportate per esteso nei verbali di seduta, allegando relazione scritta. Qualora la commissione edilizia non sia stata istituita le predette funzioni valutative sono svolte esclusivamente dai suddetti esperti.".

Articolo 22
Interpretazione autentica dell'articolo 27, comma 1, lettera d) della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 "Legge per il governo del territorio"

1. Nella disposizione di cui all'articolo 27, comma 1, lettera d), ultimo periodo, della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio) la ricostruzione dell'edificio è da intendersi senza vincolo di sagoma.

(omissis)

Articolo 24
Modifica all'articolo 17 della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 "Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche"

1. Alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche)1 , è apportata la seguente modifica:

a) dopo il comma 1-bis dell'articolo 172 è aggiunto il seguente:

"1-ter. La Regione esercita le funzioni relative ai rifiuti di amianto, ai fini di cui al comma 1, lettera c-ter), limitatamente alle discariche monorifiuto o con celle dedicate e agli impianti di trasformazione a inerte.".

Articolo 25
Norma transitoria

1. La Regione esercita le funzioni di cui all'articolo 17, comma 1-ter, della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come modificato dalla presente legge, anche riguardo alle istanze per le quali alla data di entrata in vigore della presente legge non sia stata rilasciata l'autorizzazione.

(omissis)

Articolo 27
Supporto di Cestec Spa a Regione Lombardia in materia energetica

1. La Regione, ai sensi dell'articolo 48 dello Statuto, si avvale di Cestec Spa per il supporto, la promozione e l'organizzazione delle attività di pianificazione in tema di efficienza e risparmio energetico, sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e monitoraggio del sistema energetico regionale.

2. La Giunta regionale, previo parere della commissione competente, definisce i tempi e le modalità per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1; nella medesima deliberazione possono essere stabilite, a titolo sperimentale, modalità e condizioni per lo svolgimento, da parte di Cestec Spa, di servizi specialistici in campo energetico strettamente connessi con le funzioni pubblicistiche in materia di efficienza energetica a favore di altre amministrazioni pubbliche, nel rispetto della normativa vigente.

(omissis)

Articolo 29
Disposizioni generali nel settore estrattivo

1. La Provincia, nell'ambito delle funzioni conferite dalla Regione in materia di attivita` estrattive, trasmette alla Regione:

a) copia dei provvedimenti di polizia mineraria;

b) copia del verbale di constatazione infortuni, completato di relazione sulle cause dell'infortunio stesso, redatta dal funzionario verbalizzante;

c) il programma dei controlli in materia di polizia mineraria, entro il 31 dicembre di ogni anno, per le attività dell'anno successivo.

2. Al fine di risolvere questioni attinenti alla sicurezza del lavoro e dei terzi interessati alle attività estrattive di cava, la Provincia può chiedere il supporto specialistico della Regione, secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale.

3. La Giunta regionale definisce, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i contenuti e la durata dei corsi di cui all'articolo 27, comma 3, del decreto Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128 (Norme di polizia delle miniere e delle cave).

4. Le attività di competenza regionale di informazione, assistenza, consulenza, formazione e promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro sono svolte dalla Regione per le attività estrattive di miniera e dalle province per le attività estrattive di cava; a tal fine possono essere stipulate convenzioni con le Asl.

Articolo 30
Verifiche periodiche di attrezzature e impianti nelle attività estrattive

1. Ferme restando le funzioni di polizia mineraria svolte o conferite dalla Regione nell'ambito delle attività estrattive, l'articolo 71, commi 11 e 12, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) si applica alle verifiche periodiche delle attrezzature e degli impianti di cui all'articolo 31 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624 (Attuazione della direttiva 92/91/Cee relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/Cee relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee).

2. È fatta salva la specifica disciplina dettata dal decreto Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462 (Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi).

Articolo 31
Competenze regionali in materia di oli minerali

1. Ferme restando le competenze conferite in ordine ai depositi di oli minerali per il riscaldamento civile di cui all'articolo 12 della legge regionale 11 dicembre 2006, n. 24 (Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente), la Regione esercita le funzioni autorizzative e di verifica di conformità relative agli impianti di oli minerali previsti dall'articolo 1, comma 56, della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia).

2. Ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, la Regione applica la normativa statale vigente in materia, fatto salvo quanto stabilito ai commi seguenti.

3. La Giunta regionale disciplina lo svolgimento delle verifiche di conformità in ordine agli impianti di cui al comma 1, determinando le modalità di nomina dei componenti e di funzionamento delle commissioni di verifica, nonché l'entità e le modalità di copertura dei relativi costi, che in ogni caso non devono superare gli introiti derivanti dalla corresponsione degli oneri istruttori di cui al comma 4, in ragione della dimensione e del valore economico degli impianti, tenuto conto di criteri di economicità ed efficienza.

4. Gli oneri istruttori per lo svolgimento delle attività delle commissioni di cui al comma 3 sono a carico dei soggetti interessati agli accertamenti di conformità degli interventi di cui al comma 1 e sono introitati dalla Regione.

5. All'introito delle somme di cui al comma 4 si provvede con l'Upb 3.4.12 "Altri rimborsi e recuperi" iscritta allo stato di previsione delle entrate del bilancio per l'esercizio finanziario 2010 e successivi. Alla spesa per l'attività delle commissioni di cui al comma 3 si fa fronte con le risorse stanziate all'Upb 7.2.0.1.184 "Spese generali" iscritta allo stato di previsione delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2010 e successivi.

(omissis)

Articolo 36
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Lombardia.

 

La presente legge regionale è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione lombarda.

 

Note:

Si rimanda alla Lr 11 marzo 2005, n. 12 e alla Lr 16 luglio 2009, n. 13 nei testi vigenti e aggiornati con le modifiche apportate dalla presente legge. torna su

1 So al Bur 16 dicembre 2003 n. 51. torna su
2 Il testo vigente dell'articolo 17 della Lr 26/2003, recante le funzioni regionali in materia di rifiuti, dopo le modifiche apportate dalla presente legge è il seguente:
1. Ferme restando le competenze stabilite dall'articolo 19, comma 1, del Dlgs 22/1997, spetta alla Regione la funzione di indirizzo e coordinamento dell'articolazione territoriale degli atti di programmazione e, in particolare:
a) l'approvazione dei piani provinciali di gestione dei rifiuti;
b) l'approvazione dei progetti di impianti che rientrano nell'allegato 1, comma 5, punto 2, del Dlgs 18 febbraio 2005, n. 59 (Attuazione integrale della direttiva 96/61/Cerelativa alla prevenzione e riduzione integrale dell'inquinamento) per l'incenerimento dei rifiuti urbani;
c) l'approvazione, ai sensi dell'articolo 211 del Dlgs 152/2006, di impianti che effettuano ricerca e sperimentazione;
c-bis) l'approvazione di impianti a carattere innovativo per la gestione dei rifiuti. Ai fini della presente legge sono «impianti a carattere innovativo» quelli realizzati sulla base di tecnologie non comunemente utilizzate e non ancora presenti sul territorio regionale, diversi da quelli previsti dall'articolo 211 del Dlgs 152/2006, da autorizzare ai sensi degli articoli 208, 209, 210 del Dlgs 152/2006 e del Dlgs 59/2005, allegato I, punto 5. I criteri e le famiglie tipologiche atti a caratterizzare l'innovatività degli impianti sono determinati con decreto dirigenziale nell'ambito della direzione generale regionale competente in materia di rifiuti, soggetto a pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione;
c-ter) l'approvazione di impianti di gestione, smaltimento o recupero di rifiuti speciali necessari all'attuazione di specifici programmi regionali di settore adottati per la definitiva risoluzione di problematiche ambientali esistenti, da autorizzare ai sensi degli articoli 208, 209, 210 del Dlgs 152/2006 e del Dlgs 59/2005, allegato I, punto 5;
d) (abrogato);
e) l'adozione di direttive procedurali e tecniche per l'esercizio delle funzioni autorizzatorie spettanti alle Province;
f) l'individuazione dei criteri con cui sono determinati l'importo e le modalità di versamento degli oneri a carico dei richiedenti relativamente al rilascio delle autorizzazioni; tutte le autorizzazioni, ivi comprese quelle soggette a procedura semplificata, sono soggette a fidejussione;
g) la promozione di accordi con altre Regioni, sentita la Provincia interessata, al fine di regolare il recupero e lo smaltimento di rifiuti;
h) l'emanazione di procedure e regolamenti per la predisposizione di progetti di bonifiche, anche di gestione del rischio, e di strumenti di supporto alle decisioni;
i) l'approvazione del programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, ai sensi dell'articolo 5 del Dlgs 36/2003.
1-bis. La Regione promuove lo sviluppo e la realizzazione di iniziative finalizzate a recuperare porzioni di territorio occupate da discariche, pubbliche o private, cessate o in post-gestione.
1-ter. La Regione esercita le funzioni relative ai rifiuti di amianto, ai fini di cui al comma 1, lettera c-ter), limitatamente alle discariche monorifiuto o con celle dedicate e agli impianti di trasformazione a inerte.
2. Per l'istruttoria tecnica delle autorizzazioni di cui al comma 1, la Regione si avvale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa).". torna su
Fonte: 

1° So al Bur 8 febbraio 2010 n. 6