Dgr 9 giugno 2009, n. 1620

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Regione Veneto
Testo vigente al 31-05-2010

Dgr 19 maggio 2009, n. 1391, concernente l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia da biomassa e biogas da produzioni agricole, forestali e zootecniche. Approvazione del contratto-tipo di filiera per la fornitura di biomassa ai soggetti incaricati del trattamento

 

Il Vice Presidente e Assessore regionale per le politiche dell'agricoltura e del turismo Franco Manzato, di concerto con l'Assessore alle politiche dell'ambiente, arch. Giancarlo Conta, riferisce quanto segue.

Cresce nel mondo agricolo l'esigenza di sviluppare nuove iniziative per favorire le imprese nel compito di affrontare e gestire alcuni problemi connessi ai cicli produttivi e all'impiego ottimale delle risorse, sia di quelle naturali sia di quelle relative ai fattori di produzione.

Oggi come non mai, infatti, le imprese agricole si trovano ad operare e a confrontarsi sul mercato con operatori internazionali, su scenari sempre più allargati, dovendo basare i loro processi produttivi su condizioni operative e vincoli ambientali che incidono profondamente sui risultati economici aziendali.

L'impegno a prestare sempre maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente e delle risorse naturali — acqua, aria, suolo — si incrocia oggi con i problemi dell'approvvigionamento energetico e del reperimento di primari fattori di produzione, come i fertilizzanti. I mercati di questi prodotti hanno recentemente visto l'alternarsi di fasi particolarmente difficili, di vera propria crisi dei prezzi, con altri periodi di relativa stabilità.

Negli ultimi tre anni, infatti, all'entrata in vigore delle rigorose norme stabilite dalla Direttiva Nitrati per la tutela delle acque dall'inquinamento, si sono sovrapposti l'apice del prezzo del petrolio e dei suoi derivati, a metà dell'anno 2008, nonché l'andamento progressivamente crescente — benché oscillante — del prezzo dell'urea, che è ancora oggi il principale fertilizzante azotato impiegato dalle aziende agricole.

In un quadro attuale così complesso, le opportunità di sviluppo di tecnologie che impiegano taluni "combustibili verdi", come è nel caso di quelli prodotti tramite l'utilizzo delle biomasse e degli effluenti zootecnici, hanno trovato rinnovato interesse e ulteriori motivi di espansione, non solo tra gli imprenditori leaders più innovatori, ma anche tra imprese agricole di non elevate dimensioni diffuse sul territorio.

Queste potrebbero aggregare all'interno di un'unica gestione coordinata il trattamento degli effluenti zootecnici derivanti dai loro allevamenti — materiali che sono spesso prodotti in quantità eccedente al carico che può essere tollerato dai terreni agricoli aziendali — ed avviare iniziative per la loro valorizzazione energetica con motivate aspettative di un ritorno in termini di benefici economici.

La Regione del Veneto ha pertanto inteso assecondare le sollecitazioni e i progetti provenienti dal mondo agricolo e agro-industriale, attivando alcune iniziative di supporto alle imprese e alcuni specifici strumenti programmatori, con individuazione di apposite linee di finanziamento, non solo per gli adeguamenti delle strutture delle aziende agricole, ma anche per la realizzazione di una serie di interventi di accompagnamento; si ricordano, pertanto, il "Programma straordinario di intervento per l'attuazione della direttiva Nitrati in Veneto" (Dgr n. 1151 del 26 maggio 2008), l'attivazione della Misura 131, Azione 1 del Programma di sviluppo rurale del Veneto 2007-2013, che eroga una parziale compensazione dei maggiori costi gestionali conseguenti all'applicazione delle norme ambientali rigorose stabilite dalla direttiva 91/676/Cee; è stata svolta, infine, una costante attività di formazione e di informazione a beneficio dei rappresentanti di categorie di operatori agricoli, di produttori e allevatori zootecnici, di enti ed altri soggetti pubblici e privati, che possono essere coinvolti nella filiera di gestione territoriale degli effluenti di allevamento, delle biomasse e del loro trattamento ai fini energetici.

Con l'approvazione della Dgr 24 febbraio 2009, n. 398, la Giunta regionale ha inoltre disegnato un provvedimento-quadro per l'attivazione di interventi — principalmente di tipo aggregato — d'iniziativa privata, pubblica o pubblico-privata, strettamente connessi a specifici distretti.

Sono stati aperti quindi con la suddetta deliberazione i termini per la presentazione di "Manifestazioni di interesse" atte a qualificare le iniziative di tipo bottom up a larga partecipazione di operatori locali.

I soggetti promotori degli interventi di gestione integrata possono ora inviare agli Uffici della Giunta regionale le manifestazioni di interesse e la documentazione correlata, ed attivare così una procedura che consentirà di autorizzare l'esercizio degli impianti e a poter eventualmente beneficiare degli aiuti finanziari per integrare con il contributo pubblico una parte apprezzabile dei costi di investimento.

Il progetto presentato dal soggetto promotore dovrà delineare con opportuna chiarezza: il tipo di "filiera" di gestione degli effluenti di allevamento e delle eventuali biomasse vegetali integrative, le finalità di tipo energetico, ambientale ed economico, la tecnologia di trattamento che sarà adottata, il modello di governance della filiera ed il "bacino" delle imprese agricole fornitrici delle biomasse da destinare ai trattamenti.

Le imprese agricole coinvolte condivideranno con il soggetto proponente l'impegno e le responsabilità dello sviluppo dell'iniziativa, sottoscrivendo — con lo stesso soggetto proponente — un contratto di conferimento delle biomasse che preveda un impegno minimo di dieci anni.

In tale modo potrà essere intrapresa una attività di trasformazione/trattamento dei materiali che originano direttamente dai processi produttivi delle aziende agricole — siano questi sottoprodotti dell'allevamento o biomasse vegetali — con una concreta base di soggetti partecipanti, consapevoli del ruolo essenziale che rivestono nella filiera ambientale-energetica e, in tal senso, "garanti" della realizzabilità e dell'efficace conclusione dell'iniziativa.

Il presente provvedimento si propone di indirizzare su un piano di equilibrio e neutralità il rapporto tra l'impresa agricolo-zootecnia e il soggetto proponente l'iniziativa di filiera, attraverso la delimitazione dei vincoli che legano i soggetti sottoscrittori nell'ambito di un modello contrattuale, con il fine di consentire all'eventuale parte "debole", o con minore potere contrattuale, di essere partecipe di un'impresa a condizioni operative eque e sostenibili nell'arco di un periodo di tempo almeno decennale.

Al riguardo, deve inoltre essere precisato che lo schema di contratto-tipo è stato redatto anche al fine di consentire alle biomasse vegetali, ma soprattutto alle biomasse zootecniche — quali il letame, il liquame o la pollina — soggette a valorizzazione a fini energetici, di rientrare nell'ambito della qualificazione di "sottoprodotto", ai sensi degli articoli 183 e 185 del Dlgs 152/2006, così come modificato dal Dlgs 4/2008.

Con il presente provvedimento, pertanto, si propone per le motivazioni suddette l'approvazione dell'allegato A, "Contratto tipo per la fornitura di biomassa". Attraverso l'approvazione di tale modello di contratto potranno prendere l'avvio le iniziative per la costituzione delle filiere sopra descritte, nell'ambito di un quadro uniformato sotto il punto di vista procedurale e con maggiori garanzie di equità a livello territoriale.

Il contratto-tipo approvato con il presente provvedimento potrà parimenti essere utilizzato ai fini dell'istruttoria da svolgere ai sensi della Dgr 19 maggio 2009, n. 1391, per la richiesta di autorizzazione all'esercizio degli impianti di trattamento, anche in assenza delle manifestazioni di interesse previste dalla Dgr 398/2009.

Ciò premesso, il relatore conclude la propria relazione e sottopone all'approvazione della Giunta regionale il presente provvedimento.

La Giunta regionale

Udito il relatore dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'articolo 33, secondo comma, dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;

Vista la direttiva 91/676/Cee, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento proveniente da nitrati di fonte agricola;

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale", come modificato dal Dlgs 16 gennaio 2008, n. 4;

Visto il decreto ministeriale 7 aprile 2006, recante criteri e norme tecniche per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti a degli effluenti di allevamento;

Vista la Dgr 7 agosto 2006, n. 2495, "Recepimento del Dm 7 aprile 2006. Programma d'azione per le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola del Veneto";

Vista la Dgr 7 agosto 2007, n. 2439, "Dgr 7 agosto 2006, n. 2495. Approvazione dei criteri tecnici applicativi e della modulistica per la presentazione delle comunicazioni di spandimento e dei piani di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento";

Vista la Dgr 12 febbraio 2008, n. 199, "Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2007-2013. Apertura del primo bando generale di presentazione delle domande. Condizioni e priorità per l'accesso ai benefici";

Vista la Dgr 26 maggio 2008, n. 1151, "Programma straordinario di intervento per l'attuazione della Direttiva Nitrati in Veneto";

Vista la Dgr 10 febbraio 2009, n. 223, relativa all'articolo 27 del DM 7 aprile 2006 "Strategie di gestione integrata degli effluenti di allevamento";

Vista la Dgr 24 febbraio 2009, n. 398, concernente il "Programma straordinario per l'attuazione della direttiva nitrati in Veneto — Seconda fase";

Vista la Dgr 5 maggio 2009, n. 1192, relativa all'aggiornamento delle procedure di competenza regionale per l'autorizzazione all'installazione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;

Vista la Dgr 19 maggio 2009, n. 1391, concernente l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia da biomassa e biogas da produzioni agricole, forestali e zootecniche;

Delibera

1. di approvare quanto esposto nelle premesse, che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

2. di approvare il "Contratto-tipo per la fornitura di biomassa", allegato A alla presente deliberazione, ai sensi e per gli effetti delle deliberazioni della Giunta regionale Dgr 24 febbraio 2009, n. 398 e Dgr 19 maggio 2009, n. 1391;

3. di precisare che l'applicazione del "Contratto-tipo" di cui al precedente punto 2 non risulta obbligatoria nei casi di conferimento di biomasse nell'ambito di forme associative, consortili o nel caso di altri rapporti societari intercorrenti tra il Soggetto conferente la biomassa ed il gestore dell'impianto di trattamento;

4. di precisare, altresì, che il testo del "Contratto-tipo" di cui al precedente punto 2 può essere integrato dai sottoscrittori per conseguire un maggiore dettaglio ed una migliore efficacia delle singole disposizioni, facendone in ogni caso salvi contenuto e finalità delle singole diposizioni medesime.

Allegato A

Fonte: 

Bur 23 giugno 2009 n. 51

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