Dgr 28 agosto 2002, n. 2921

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Regione Friuli Venezia Giulia
Testo vigente al 18-08-2010

Definizione di indirizzi ed elementi omogenei per le procedure di esercizio e manutenzione degli impianti termici - Legge regionale n. 24/2001

 

La Giunta regionale

Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 10 "Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia" che all'articolo 31, comma 3, prevede l'effettuazione, da parte dei Comuni con più di quarantamila abitanti e delle Province per la restante parte del territorio, dei controlli e delle verifiche relative all'osservanza delle norme sul rendimento di combustione degli impianti termici;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 "regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'articolo 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10" come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 551 "regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia", il quale prevede che i Comuni con più di quarantamila abitanti e le Province per la restante parte del territorio effettuino, con cadenza almeno biennale e con onere a carico degli utenti, i controlli necessari ad accertare l'effettivo stato di manutenzione e di esercizio degli impianti termici;

Visto l'articolo 1 della legge regionale 16 novembre 2001, n. 241 "Disposizioni in materia di controlli degli impianti termici" come modificata dalla legge regionale 14 febbraio 2002, n. 62 "Modifiche alla legge regionale 16 novembre 2001, n. 24", recante "Disposizioni in materia di controlli degli impianti termici" che prevede che la Regione, al fine di garantire condizioni omogenee agli utenti, coordina le procedure per i controlli e le verifiche di cui all'articolo 31 della legge 10/1991, e che a tale fine venga istituito presso l'Ufficio di piano, Servizio per la programmazione energetica, un tavolo di coordinamento con le Province, e i Comuni con più di quarantamila abitanti, per individuare gli indirizzi e gli elementi omogenei delle procedure di controllo dell'esercizio e della manutenzione degli impianti di cui alla legge 10/1991;

Preso atto che gli Enti competenti a esercitare i controlli previsti in Regione sono le Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, e i Comuni di Pordenone, Trieste e Udine; che il tavolo di coordinamento è stato costituito e i relativi lavori sono stati avviati l'11 aprile 2002 con i rappresentanti delle Province e dei Comuni interessati; ulteriori riunioni si sono svolte i giorni 19 aprile e 7 maggio, e il 27 giugno si è svolta la riunione conclusiva, con l'individuazione degli indirizzi essenziali e degli elementi omogenei nelle procedure di controllo degli impianti che saranno avviate;

Preso atto che tali indirizzi ed elementi omogenei da adottare nelle procedure relative al controllo degli impianti termici sono stati concertati con gli Enti competenti attraverso la definizione di un regolamento tipo e di uno schema di relazione biennale, atti che fanno parte sostanziale ed integrante della presente deliberazione;

Su proposta dell'Assessore alla programmazione,

all'unanimità,

Delibera

1. di dare mandato all'Ufficio di piano di trasmettere agli Enti interessati (Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, e Comuni di Pordenone, Trieste e Udine) il regolamento tipo (allegato 1) e lo schema di relazione biennale (allegato 2), facenti parte della presente deliberazione e comprendenti gli indirizzi e gli elementi omogenei, individuati con il tavolo di coordinamento citato in premesse, in materia di procedure di controllo degli impianti termici, documenti ai quali gli Enti stessi faranno riferimento nella formazione degli atti di loro competenza;

2. l'Ufficio di piano, con la collaborazione degli altri uffici regionali competenti, effettua un'azione informativa in materia, divulgando le notizie necessarie per le utenze soggette ai controlli per coadiuvare gli Enti interessati nei loro compiti e per sensibilizzare l'opinione pubblica ai fini del raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico e di sicurezza degli impianti termici.

Allegato 1
Servizio della programmazione energetica — Regolamento tipo per l'esercizio del controllo degli impianti termici da parte degli enti competenti
 

Adempimenti connessi all'attuazione della legge 9 gennaio 1991, n. 10, del Dpr 26 agosto 1993, n. 412 come modificato ed integrato dal Dpr 21 dicembre 1999, n. 551, della legge regionale 16 novembre 2001, n. 24 "Disposizioni in materia di controlli degli impianti termici"come modificata dalla legge regionale 14 febbraio 2002, n. 6

Articolo 1
Finalità

1. Il presente regolamento disciplina le procedure per l'effettuazione, ai fini del contenimento dei consumi energetici, dei controlli sullo stato di manutenzione, esercizio e rendimento di combustione degli impianti termici.

Articolo 2
Oggetto

1. Sono soggetti alle operazioni di manutenzione e di controllo tutti gli impianti termici superiori a 4 kw, come definiti dall'articolo 1, comma 1, lettera f) del Dpr 412/1993.

Articolo 3
Definizioni

1. Per controlli generalizzati si intendono i controlli eseguiti sulla totalità degli impianti di potenza nominale al focolare superiore o uguale a 35 kw.

2. Per controlli a campione si intendono i controlli eseguiti su un campione del 5% annuo degli impianti di potenza nominale al focolare inferiore a 35 kw, per i quali sia stata presentata la dichiarazione di cui all'articolo 11, comma 20 del Dpr 412/1993 e successive modifiche e integrazioni.

3. Per controlli d'ufficio si intendono i controlli eseguiti sugli impianti di potenza nominale al focolare inferiore a 35 kw che non abbiano presentato la richiesta dichiarazione o la cui dichiarazione risulti non conforme o incompleta.

Articolo 4
Catasto degli impianti e relazione biennale

1. Il catasto degli impianti termici esistenti è costituito dall'Ente competente tramite l'elenco dei clienti delle società distributrici di combustibile.

2. La realizzazione del catasto degli impianti termici, nuovi o ristrutturati, può avvenire anche tramite la compilazione, da parte dei responsabili dell'esercizio e della manutenzione, di un apposito modello, predisposto e distribuito dall'Ente e denominato esercizio e manutenzione degli impianti termici, contenente i dati identificativi dell'impianto e le ulteriori comunicazioni da trasmettere (nomina, revoca e dimissioni del terzo responsabile, variazioni di consistenza dell'impianto, variazione di titolarità dell'impianto medesimo, ecc.).

3. L'Ente competente invia all'Ufficio di piano, Servizio della programmazione energetica, in adempimento alle disposizioni di legge, con cadenza biennale, una relazione secondo le indicazioni del modello (allegato 2 alla relativa deliberazione della Giunta regionale).

Articolo 5
Esercizio dei controlli

1. Le attività connesse all'applicazione delle norme previste dal Dpr 412/1993 e successive modifiche e integrazioni sono esercitate dagli uffici dell'Ente competente, fatta in ogni caso salva la facoltà degli Enti competenti di stipulare apposite convenzioni fra loro in conformità al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 30 per lo svolgimento coordinato delle relative funzioni e servizi, nonché di avvalersi, nei casi previsti dalla vigente legislazione, di organismi esterni aventi specifiche competenze tecniche.

Articolo 6
Affidamento dei controlli a organismi esterni agli Enti

1. L'Ente competente si dota di idonee strutture e personale, fatta in ogni caso salva la facoltà, prevista dalla vigente legislazione, di affidare l'esecuzione dei controlli a organismi esterni previa verifica dei requisiti minimi di cui all'allegato I del Dpr 551/1999.

2. L'affidamento dell'incarico a singoli professionisti avviene tramite apposito disciplinare d'incarico.

Articolo 7
Determinazione dei costi dei controlli

1. Nell'arco di ogni biennio, l'Ente competente determina i costi dei controlli da effettuare.

2. Tali costi sono determinati in ragione del costo complessivo del controllo costituito dai costi medi dei sopralluoghi e dal costo di istituzione e funzionamento delle strutture preposte all'esercizio dei controlli stessi (personale, uffici e mezzi). I costi possono essere differenziati per fasce di potenza degli impianti.

3. La quantificazione del contributo relativo ai controlli a campione è determinata, oltre che sulla base del costo complessivo di cui sopra, anche sulla previsione dell'entità totale delle dichiarazioni presentate nonché sulla previsione dell'entità delle dichiarazioni presentate ma non conformi o incomplete.

Articolo 8
Procedure relative alla trasmissione della dichiarazione per gli impianti di potenza nominale al focolare inferiore a 35 Kw

1. Per gli impianti di potenza nominale al focolare inferiore a 35 Kw, le verifiche si intendono effettuate qualora venga presentata all'Ente competente un'apposita dichiarazione conforme all'allegato H del Dpr 551/1999, contenente altresì l'assunzione di responsabilità tecnica attestante il rispetto delle norme del Dpr 412/1993 e successive modifiche e integrazioni.

2. Tale dichiarazione, su modello eventualmente predisposto e distribuito dall'Ente competente ma comunque in conformità ai contenuti di cui all'allegato H sopra citato, è compilata, timbrata e sottoscritta per la responsabilità tecnica da parte del terzo responsabile o dell'operatore che ha effettuato il controllo, e sottoscritta per presa visione dal responsabile dell'impianto (proprietario, inquilino, amministratore, terzo responsabile).

3. La dichiarazione viene trasmessa all'Ente competente con firme in originale e con allegata ricevuta del versamento da parte del responsabile dell'impianto o da parte dell'operatore che ha effettuato il controllo, nel qual caso avviene con modalità e termini stabiliti dall'Ente competente stesso.

4. Ogni anno vengono effettuati controlli tecnici a campione in ragione del 5% degli impianti inferiori a 35kW per i quali sia pervenuta nell'ultimo biennio la dichiarazione.

Articolo 9
Controlli a campione

1. I controlli a campione sono effettuati sugli impianti di potenza nominale al focolare inferiore a 35 Kw e sono finanziati mediante contributi versati da tutti i soggetti che presentano la dichiarazione conforme all'allegato H del Dpr 551/1999.

Articolo 10
Controlli generalizzati

1. I controlli generalizzati sono effettuati, con cadenza biennale, su tutti gli impianti termici di potenza nominale al focolare superiore o uguale a 35 Kw e sono finanziati con oneri a carico dei relativi utenti ai sensi degli articoli 13 e 15 del Dpr 551/1999.

Articolo 11
Oneri relativi ai controlli

1. Gli importi relativi agli oneri dei controlli di cui ai punti precedenti dovranno essere versati mediante apposito conto corrente o tramite transazione elettronica tra istituti di credito; la tariffa è corrisposta direttamente dall'utente o per il tramite dell'operatore che effettua il controllo.

2. I costi a carico dell'utenza, determinati sulla base degli indirizzi di cui all'articolo 7, ed i compensi spettanti agli eventuali verificatori esterni, sono stabiliti da apposite deliberazioni adottate dall'Ente competente.

Articolo 12
Effettuazione dei controlli

1. I controlli degli impianti sono effettuati con preavviso di almeno 30 giorni all'occupante o proprietario o, nel caso di condomini, ai relativi amministratori o proprietari dello stabile in cui è installato l'impianto; s'intende a carico dei suddetti la convocazione di terzi.

2. Ai sensi dell'articolo 9, comma 7 del Dpr 412/1993, nel caso di richiesta da parte dell'utente di verifica dell'impianto termico, di qualsiasi potenza, allo stesso è applicata la tariffa relativa ai controlli generalizzati. La tariffa deve essere anticipata all'Ente competente.

3. In sede di controllo deve sempre essere disponibile il libretto d'impianto o di centrale.

4. Nei casi in cui il controllo a campione o generalizzato o d'ufficio non possa essere effettuato per cause imputabili ai soggetti preavvisati, esso è ripetuto con ulteriore preavviso e in tali casi è richiesto un rimborso aggiuntivo pari al 50% del costo complessivo del controllo di cui all'articolo 7.

5. Nel caso in cui il controllo non possa aver luogo per giustificati motivi nessun onere aggiuntivo è richiesto all'utente.

6. Qualora non sia permesso l'accesso al locale in cui è installato l'impianto termico, il dissenziente è formalmente invitato a consentire l'ispezione; qualora egli persista nel rifiuto, è inoltrata formale diffida tramite il Sindaco del Comune in cui è installato l'impianto termico.

7. Nel caso di reiterato rifiuto a consentire i controlli, l'Ente competente può richiedere all'impresa di distribuzione del gas la sospensione della fornitura come previsto dall'articolo 16, comma 6 del decreto legislativo 164/2000.

Articolo 13
Procedura dei controlli a campione

1. L'esecuzione dei controlli a campione sulle dichiarazioni biennali pervenute entro i termini previsti avviene con raccomandata A.R. di avviso all'utente o altra forma equivalente, con preavviso di almeno 30 (trenta) giorni, con indicazione della data e ora della visita di controllo sull'impianto dichiarato, senza alcun onere a carico dell'utente. In caso di controllo con esito positivo, i risultati della verifica sono riportati sull'apposito verbale di visita di controllo. Delle tre copie in cui viene redatto il verbale, sottoscritte dal responsabile dell'impianto, una viene rilasciata al medesimo. In caso di controllo con esito negativo, sul verbale di visita di controllo sono riportate le ragioni che hanno determinato l'esito negativo indicando specificatamente i parametri che siano risultati non conformi. Delle tre copie in cui viene redatto il verbale, sottoscritte dal responsabile dell'impianto, una è rilasciata al medesimo.

2. Nei casi di controllo con esito negativo, il responsabile dell'impianto può regolarizzare la propria posizione entro 60 (sessanta) giorni dalla data della visita, trasmettendo all'Ente, con raccomandata A.R., idonea documentazione comprovante l'avvenuto adeguamento dell'impianto. Tale facoltà è esclusa per accertate situazioni di pericolo dichiarate in sede di controllo.

3. Qualora, a seguito della documentazione integrativa, si rilevi l'avvenuto adeguamento alle norme vigenti in materia, non si procede a ulteriore visita di controllo né è richiesto alcun onere all'utente. In caso contrario, l'Ente competente effettua il controllo dell'impianto con onere a carico dell'utente pari al costo complessivo del controllo di cui all'articolo 7, come determinato dall'Ente competente per gli impianti soggetti a controlli a campione, maggiorato del 30%.

4. Al responsabile dell'impianto che, scaduti i termini per l'adeguamento, non vi abbia provveduto o qualora, anche a seguito della seconda verifica, l'impianto non risultasse a norma, sono applicate le sanzioni amministrative previste dall'articolo 34, comma 5 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 tramite notifica, entro 90 (novanta) giorni dalla data del primo controllo, di verbale di accertamento di violazione. Il verificatore può in tali casi altresì richiedere la disattivazione dell'impianto da disporsi con atto dell'Autorità competente.

Articolo 14
Procedura dei controlli generalizzati e d'ufficio

1. L'esecuzione dei controlli generalizzati e d'ufficio avviene con raccomandata A.R. di avviso all'utente o altra forma equivalente, con preavviso di almeno 30 (trenta) giorni, con indicazione della data e ora della visita di controllo sull'impianto dichiarato, e con modello di c/c postale per il versamento della somma dovuta per il controllo. In caso di controllo con esito positivo, i risultati della verifica sono riportati sull'apposito verbale di visita di controllo. Delle tre copie in cui viene redatto il verbale, sottoscritte dal responsabile dell'impianto, una viene rilasciata al medesimo. In caso di controllo con esito negativo sul verbale di visita di controllo sono riportate le ragioni che hanno determinato l'esito negativo indicando specificatamente i parametri che siano risultati non conformi. Delle tre copie in cui viene redatto il verbale, sottoscritte dal responsabile dell'impianto, una viene rilasciata al medesimo.

2. All'atto della compilazione del verbale di visita di controllo, si provvede anche al ritiro di copia del tagliando di c/c postale comprovante il versamento della somma dovuta per la verifica. Nel caso in cui l'utente non abbia prodotto al verificatore prova dell'avvenuto versamento della somma dovuta per l'esecuzione del controllo, il controllo è in ogni caso effettuato. Nel termine di 30 giorni dalla data di tale controllo deve essere effettuato il pagamento trasmettendo all'Ente l'attestazione di avvenuto versamento; scaduto tale termine si procede d'ufficio all'immissione della somma a ruolo.

3. Nel caso di controllo con esito negativo, il responsabile dell'impianto può regolarizzare la propria posizione entro 60 (sessanta) giorni dalla data della visita, trasmettendo all'Ente, con raccomandata A.R., idonea documentazione comprovante l'avvenuto adeguamento dell'impianto. Tale facoltà è esclusa per situazioni di pericolo.

4. A seguito del ricevimento della documentazione integrativa, si procede ad un'ulteriore visita di controllo dell'impianto per accertarne l'avvenuto adeguamento. Gli oneri relativi al secondo controllo sono anticipati dall'utente maggiorati del 30%. Il tagliando di c/c postale (o altra ricevuta) comprovante il versamento della somma dovuta per l'esecuzione del secondo controllo viene inviato all'Ente competente unitamente alla citata raccomandata A.R. entro 60 (sessanta) giorni dalla data della prima visita di controllo. Al responsabile dell'impianto che, scaduti i termini per l'adeguamento, non vi abbia provveduto o qualora anche a seguito della seconda verifica l'impianto non risultasse a norma, sono applicate le sanzioni amministrative previste dall'articolo 34, comma 5 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 tramite notifica, entro 90 (novanta) giorni dalla data del primo controllo, di verbale di accertamento di violazione. Il verificatore può in tali casi altresì richiedere la disattivazione dell'impianto da disporsi con atto dell'Autorità competente.

5. I controlli d'ufficio vengono effettuati secondo le modalità sopra riportate nei casi di dichiarazioni presentate incomplete o non conformi alle norme e in tutti i casi di dichiarazioni omesse.

Articolo 15
Operazioni di controllo e parametri di riferimento

1. I controlli di cui all'articolo 1 sono effettuati da tecnici dipendenti dell'Ente o da organismi esterni da questo incaricati anche di redigere i verbali di accertamento di violazioni che sono notificate dall'Ente competente.

2. Il verificatore, che deve avere libero accesso agli impianti, effettua i controlli secondo le metodologie stabilite dalle norme UNI 10389. Gli elementi da sottoporre a verifica sono quelli riportati sul libretto di centrale o sul libretto di impianto di cui all'articolo 11, comma 9 del Dpr 412/1993.

3. In seguito al controllo, il verificatore compila il verbale di visita di controllo che viene sottoscritto dal verificatore stesso e dal responsabile dell'impianto in triplice copia, una delle quali rimane al responsabile dell'impianto che la conserva assieme al libretto di centrale o di impianto.

Articolo 16
Ulteriori adempimenti connessi ai controlli

1. In presenza di situazioni di grave pericolosità, il verificatore può richiedere la disattivazione dell'impianto da disporsi con apposito atto da parte dell'Autorità competente.

2. Nel caso in cui, durante le operazioni di controllo, si riscontri la presenza di generatori di calore non dichiarati, il verificatore procede al relativo accertamento e registrazione sul verbale di visita di controllo. Per ciascuno di tali generatori i responsabili dell'impianto devono corrispondere, a titolo di rimborso, le somme relative alle tariffe previste dagli Enti.

3. Se nel corso dei controlli vengono accertate situazioni di pericolosità, anche non direttamente connesse ai controlli in corso, le stesse sono registrate sul verbale di visita e controllo e vengono segnalate agli Organi competenti.

4. Anche nel caso di rifiuto di sottoscrizione del verbale di visita da parte del responsabile dell'impianto, si procede all'annotazione sul verbale stesso che comunque è consegnato o successivamente notificato all'interessato, dandone comunicazione agli Enti competenti.

Articolo 17
Sanzioni

1. Le eventuali sanzioni sono applicate con riferimento ai casi previsti dall'articolo 34, comma 5 della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

Allegato 2
Schema di relazione biennale (Adempimenti connessi all'attuazione della legge 9 gennaio 1991, n. 10 del Dpr 26 agosto 1993, n. 412 come modificato ed integrato dal Dpr 21 dicembre 1999, n. 551, della legge regionale 16 novembre 2001, n. 24 «Disposizioni in materia di controlli degli impianti termici» come modificata dalla legge regionale 14 febbraio 2002, n. 6)

Dati richiesti

Nella relazione biennale saranno contenuti i seguenti dati, aggregati a livello di Comune e distinti per tipologia di combustibile, per classe di potenza (fino a 35 Kw, 35-116 Kw, 117-350 Kw oltre 350 Kw) e per classe di età (fino al 1980, 1981-1990, dopo il 1990) secondo gli schemi delle tabelle seguenti:

— numero di impianti contenuti nel catasto degli impianti (secondo lo schema di tabella A);

— numero degli impianti di potenza superiore o uguale a 35 Kw sottoposti a controllo e relativo esito (secondo lo schema di tabella B);

— numero delle dichiarazioni pervenute per gli impianti di potenza inferiore a 35 Kw, indicando quelle non conformi e incomplete (secondo lo schema di tabella C);

— numero delle dichiarazioni omesse per gli impianti di potenza inferiore a 35 Kw (stimato o da catasto) (secondo lo schema di tabella C);

— numero dei controlli a campione effettuati e relativo esito (secondo lo schema di tabella C).

Tabella A — Tabella B — Tabella C

 

Nota:

1 Bur 28 novembre 2001 n. 48. torna su
2 Bur 20 febbraio 2002 n. 8. torna su
Fonte: 

Bur 16 ottobre 2002 n. 42

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