Pronte le linee guida per rilevare e riaffidare le reti di distribuzione del gas naturale

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gas naturale
di Carlo Sala

La direzione generale per l’energia del ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha approntato le “Linee Guida su criteri e modalità applicative per la valutazione del valore di rimborso degli impianti di distribuzione del gas naturale” (testo completo nell’allegato) per il passaggio delle reti di distribuzione di gas naturale dagli attuali ai prossimi gestori, sulla base delle gare che dovranno essere indette negli ambiti territoriali e da parte degli enti locali individuati in accordo con la disciplina europea e secondo le normative e le condizioni di mercato nazionali. Al momento le Linee Guida sono ancora provvisorie: inviandole a tutti i soggetti e operatori interessati, il MISE sollecita di inviare pareri e osservazioni entro il 28 giugno prossimo. Implicito che il ministero si riserva di accogliere o meno le osservazioni che pervenissero e di modificare di conseguenza le medesime Linee Guida, non è invece indicato quando queste assumeranno valore legale definitivo e vincolante.
Predisposte ai sensi dell’articolo 5 del Decreto Ministeriale 12 novembre 2011, n. 226 – a sua volta emanato in virtù dell’articolo 46bis del decreto-legge dell’1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, nella legge 29 novembre 2007, n. 222 - le Linee Guida sono destinate a trovare applicazione in assenza di specifiche differenti previsioni contenute da parte delle singole concessioni all’esercizio delle reti di distribuzione di gas naturale stipulati prima dell’entrata in vigore del DM 229/2011 dell’11 febbraio 2012. In conformità con l’articolo 15, comma 5, del Dlgs. 164/00 e con l’articolo 5 del DM 12 novembre 211, n. 226, infatti, in rispetto dell’autonomia negoziale tra i sottoscrittori di quegli accordi, le eventuali previsioni contenute nei singoli contratti di concessione vigenti e stipulati precedentemente al 11 febbraio 2012 avranno efficacia al posto di quanto stabilito dalle Linee Guida approntate dal MISE.
Si tratta, in sostanza, come riconosciuto nella stessa prefazione delle Linee Guida, di fare chiarezza. Una volta deciso di riorganizzare su nuove basi territoriali la distribuzione del gas naturale, occorre che gli enti locali competenti per territorio riaffidino, attraverso nuove gare, il servizio di distribuzione. Ma per fare questo, per scindere o accorpare servizi e reti di distribuzione del gas naturale secondo le nuove aree stabilite dalla legge, gli enti locali devono anzitutto acquisire le reti oggi in esercizio. E appunto, le Linee Guida fissano i criteri per valutare quale sia il giusto prezzo da riconoscere agli esercenti delle reti a oggi (e, di conseguenza, quali siano gli importi minimi da cui devono partire le future gare per le nuove concessioni, i cui aggiudicatari dovranno ovviamente farsi carico dei costi sostenuti per le reti distributive in cui subentrano). Ove i criteri per individuare questo giusto prezzo siano già stati fissati da contratti di concessione stipulati prima dell’11 febbraio 2012, e quindi le esigenze di chiarezza siano già state soddisfatte, le Linee Guida cedono il passo. Se i contratti in essere riportano soltanto alcune indicazioni, si procederà ad un mix ricorrendo alle Linee Guida per la parte in cui dai contratti non è possibile desumere indicazioni utili.
Nello specifico, come si legge nel capitolo 2 delle Linee Guida, esse si applicano per:
a) casi di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 5 del DM 12.11.2011, cioè i casi di cessazione anticipata del servizio rispetto alla scadenza naturale (inclusi i casi in cui non è previsto un termine di scadenza), in cui la metodologia di calcolo applicabile sia riconducibile ai criteri di cui all’art. 24, comma 4, del regio decreto 2578/1925. A tale categoria appartengono i casi in cui un accordo successivo al 20 giugno 2000 ha sostituito gli atti precedenti in cui era definita la scadenza naturale e gli atti di concessione vigenti, stipulati prima del 11 febbraio 2012, prevedono una metodologia riconducibile ai criteri di cui all’art. 24, comma 4, del regio decreto 2578/1925;
b) casi in cui gli atti di concessione ancora in vigore prevedano alla scadenza naturale la devoluzione gratuita al Comune dell’intero impianto o di una sua porzione, ma in cui la cessazione effettiva del servizio è anticipata per disposizioni di legge; in particolare nei due seguenti sottocasi:
- i. gli atti di concessione prevedono l’applicazione del regio decreto n. 2578/1925 in caso di cessazione anticipata del servizio (caso in cui si applica il secondo periodo dell’art.5, comma 14, lettera a, del DM 226/2011);
- ii. gli atti di concessioni non riportano alcuna modalità di calcolo in caso di cessazione anticipata del contratto rispetto alla scadenza naturale (caso in cui si applica l’art.5, comma 14, lettera b, del DM 226/2011);
c) casi di cui al comma 1 dell’art. 5 del DM 226/2011, cioè i casi di cessazione del servizio alla scadenza naturale o successivamente, per cui gli atti di concessione ancora in vigore prevedano esplicitamente, come modalità di calcolo del rimborso alla scadenza naturale dell’affidamento, l’applicazione dei criteri di cui all’art. 24, comma 4, del regio decreto 2578/1925.
Le Linee Guida non si applicano invece a:
a) valutazioni del valore di rimborso a regime, per cui vale, ai sensi dell’articolo 14, comma 8, del Dlgs. 164/00, come modificato dall’articolo 24, comma 1, del Dlgs 93/2011, la metodologia della regolazione tariffaria;
b) i casi di concessioni affidati tramite gara dopo il 20 giugno 2000, in cui la concessione preveda una metodologia da applicare per il calcolo del valore di rimborso diversa dai criteri del regio decreto 2578/1925.
La seconda e terza parte delle Linee Guida fissano infine i criteri da seguire qualora in vista della riorganizzazione del servizio di distribuzione del gas naturale occorra realizzare interventi ex novo (ad esempio nuove strutture e impianti) e/o si debbano svolgere opere di manutenzione delle reti che vengono rilevate e riaffidate.