Nuove disposizioni sui sistemi di accumulo da parte dell'AEEG

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Storage
di Felice Lucia

La questione dei sistemi di accumulo è stata recentemente affrontata dall’ Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico predisponendo un documento di consultazione (613/2013/R/eel, Prime disposizioni relative ai sistemi di accumulo – orientamenti).  Si tratta di uno strumento che si occupa esclusivamente degli accumuli “domestici” e non dei sistemi di storage installati da gestori di rete. Finalità del testo, come precisato nell’introduzione, “è quella di definire le modalità di accesso e di utilizzo alla rete pubblica nel caso di sistemi di accumulo nonché le misure dell’energia elettrica ulteriori eventualmente necessarie per la corretta erogazione di strumenti incentivanti o di regimi commerciali speciali”. Secondo l’Aeeg ai fini della connessione alle reti pubbliche ai sensi del Tica (Testo integrato delle connessioni attive), le batterie dovranno essere trattate come impianti di produzione da fonti non rinnovabili.

L’incompatibilità tra accumuli e incentivi dovrebbe esserci, secondo quanto indicato nel testo, solo nel caso di impianti fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto incentivati con il Primo Conto Energia perché “per tali impianti l’energia elettrica incentivata è quella prodotta e consumata in sito anche per il tramite dello scambio sul posto e la presenza di sistemi di accumulo potrebbe alterare la quantità di energia elettrica ammessa a beneficiare degli incentivi senza alcuna possibilità di controllo”.  Alcuni soggetti stanno iniziando ad installare sistemi di accumulo diversi dai pompaggi (es. sistemi di accumulo elettrochimici). Detti sistemi possono essere connessi alla rete tramite un punto di connessione non condiviso con altri impianti di produzione o consumo (di seguito: accumuli installati singolarmente) oppure presso un centro di consumo oppure presso un impianto di produzione di energia elettrica; in quest’ultimo caso, i sistemi di accumulo possono essere installati secondo modalità e configurazioni diverse.

Per quanto riguarda la richiesta di connessione alla rete elettrica l’Autorità ritiene che i sistemi di accumulo debbano essere trattati come veri e propri impianti di produzione di energia elettrica, ritiene poi opportuno prevedere che ai fini dell’applicazione del TICA (Testo integrato delle connessioni attive), un sistema di accumulo sia considerato come un impianto di produzione alimentato da fonti non rinnovabili.

Nel caso in cui i prelievi di energia elettrica dalla rete siano destinati ad alimentare esclusivamente i sistemi di accumulo questi non sono assoggettati alle componenti UC, alla componente MCT e alle componenti A oltre che alle componenti tariffarie di trasmissione e di distribuzione e ai corrispettivi per i prelievi di energia reattiva, mentre sull’energia prelevata dai sistemi d’accumulo si prevede dovranno venire pagati i corrispettivi di dispacciamento e di misura. Quindi per quanto riguarda il pagamento degli oneri di rete e di sistema sull’energia prelevata l’Autorità ritiene corretto equiparare i sistemi di accumulo agli impianti di pompaggio oggi esistenti.

Nel caso di impianti di produzione che accedono ai certificati verdi ovvero al conto energia fotovoltaico ai fini della corretta erogazione degli incentivi, la misura dell’energia elettrica assorbita e rilasciata dai sistemi di accumulo si rende necessaria solo nel caso di sistemi di accumulo lato produzione. Ciò poiché solo nel caso in cui l’apparecchiatura di misura sia installata a valle del sistema di accumulo occorre separare l’energia elettrica effettivamente prodotta dall’impianto ammesso a beneficiare degli incentivi da quella prelevata, accumulata e successivamente rilasciata dal sistema di accumulo. L’Autorità precisa che nel caso di impianti fotovoltaici fino a 20 kW in regime di Scambio sul Posto che accedono agli incentivi del Primo conto energia l’installazione di sistemi di accumulo non è compatibile con l’erogazione degli incentivi.

Invece, nel caso di impianti di produzione che accedono alle tariffe omnicomprensive, ai fini della corretta erogazione degli incentivi, la misura dell’energia elettrica assorbita e rilasciata dai sistemi di accumulo appare sempre necessaria. Tali tariffe incentivanti vengono infatti riconosciute sull’energia elettrica da fonte rinnovabile immessa in rete ed è necessario poter stabilire se parte dell’energia accumulata è stata in precedenza prelevata dalla rete pubblica.

Per quanto riguarda gli impianti che accedono allo Scambio sul Posto, non è richiesta la misurazione dell’energia elettrica assorbita e rilasciata dai sistemi di accumulo, mentre per gli impianti che usufruiscono della convenzione di Ritiro Dedicato la misurazione è necessaria nel caso in cui si acceda ai prezzi minimi garantiti.

fonte: www.assoelettrica.it