L'inizio della fine per il fotovoltaico a terra?

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Le nuove norme nazionali e regionali stanno mettendo la parola fine allo sviluppo di impianti fotovoltaici a terra

Con la Delibera n. 1713 del 15-11-2010 la Giunta dell'Emilia Romagna ha definito le aree idonee e non idonee al fotovoltaico.

Nell'Allegato "I" - alla sezione B) aree considerate idonee alla installazione degli impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo - si stabilisce che gli impianti a terra sono compatibili nelle aree agricole normali (in sintesi: non pregiate dal punto di vista agricolo o paesaggistico), purchè l'impianto occupi una superficie inferiore "al 10% delle particelle nella disponibilità del proponente. Come dire: per fare 1 MW si devono asservire 20 ettari anzichè i 2 effettivamente necessari. È previsto proprio per oggi il voto dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna sulla delibera. “Questo documento, che anticipa le Linee guida regionali che disciplineranno gli impianti di energia da fonti rinnovabili - ha spiegato il presidente della Commissione Damiano Zoffoli - è motivato da una risoluzione, approvata il 4 novembre scorso dall’Assemblea, che impegnava la Giunta a predisporre in tempi rapidi una regolamentazione per l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra, in virtù del decreto ministeriale del settembre scorso (Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili), che consente alle Regioni di identificare le aree non idonee ad impianti di energia alternativa.

Questo però non risulta un provvedimento isolato!

Infatti, nella legislazione nazionale, le modifiche apportate dal Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan allo schema di decreto legislativo sulle fonti di energia rinnovabile (decreto attuativo della direttiva 2009/28/CE), approvato il 30 novembre 2010 dall'ultimo Consiglio dei Ministri, prevede - all’articolo 8 - che per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, l'accesso agli incentivi statali e' consentito a condizione che a) la potenza nominale dell'impianto non sia superiore a 1 MW; b) il rapporto tra potenza nominale dell'impianto e la superficie del terreno nella disponibilita' del proponente non sia superiore a 50 kW per ogni ettaro di terreno.

Queste condizioni si aggiungono a quelle contenute nell’allegato 2 del decreto, secondo il quale non solo i componenti e gli impianti devono essere realizzati nel rispetto dei requisiti tecnici minimi stabiliti nei provvedimenti recanti i criteri di incentivazione, ma i moduli devono anche essere garantiti per almeno 5 o 10 anni.
Assosolare reputa eccessiva l'opposizione al fotovoltaico in area agricola: se anche tutti i 3 GW del terzo conto energia fossero realizzati in impianti a terra, questi occuperebbero circa 6 mila ettari. In base ai dati ISTAT la superficie totale agricola e forestale in Italia è di 19,6 milioni di ettari, di cui 13,2 milioni sono utilizzati per l'agricoltura. Il fotovoltaico impegnerebbe lo 0,045% della superficie agricola.
Del resto, gli impianti fotovoltaici a terra in area agricola sono già pesantemente regolamentati dal DM 6 agosto 2010, Terzo Conto Energia per il periodo 2011-2013, contando nel novero anche la discutibile esclusione delle serre fotovoltaiche dal conto energia.
 

 

AllegatoDimensione
delibera-Giunta_Regione-Emilia-Romagna_2010_n-1713.pdf1.21 MB
02_RIS_571.pdf35.49 KB
11738-testo_approvato_cdm.pdf709.66 KB