Dal nucleare al carbone

Versione stampabileInvia a un amico

Così il governo punta sulle centrali a carbone pulito

Il consiglio dei Ministri ha deciso una "moratoria" sul nucleare di un anno.
"La moratoria di un anno sul nucleare è una decisione di buon senso, di cautela, di rispetto per la preoccupazione dei cittadini di fronte a eventi straordinari che hanno suscitato grande inquietudine nell’opinione pubblica. Oggi, a quasi due settimane dal sisma e dallo tsunami che hanno devastato il Giappone, non abbiamo ancora piena chiarezza su ciò che è accaduto e su ciò che sta tutt’ora accadendo. Dopo una primissima fase in cui le notizie sul fronte nucleare riferivano del riuscito fermo di tutte le centrali, si e’ andato evolvendo uno scenario sempre più preoccupante che ha imposto ai Governi di tutto il mondo l’esigenza di un approfondimento sul tema della sicurezza. Una esigenza che si e’ posta in termini molto più pressanti nei paesi che ospitano entro i loro confini le centinaia di centrali nucleari in questo momento in esercizio, ma che è stata fortemente sentita anche dall’Italia ”circondata” dalle centrali straniere.
Una analoga riflessione e’ stata svolta in sede UE e sin da martedì scorso e’ stato deciso di avviare stress-test nelle centrali con particolare attenzione a quelle piu’ vecchie. In questo ambito il governo italiano si e’ mosso in sintonia con i partner europei condividendo la centralità del tema della sicurezza. Abbiamo detto e ribadiamo che nessuna scelta che metta a rischio salute e sicurezza dei cittadini sarà mai fatta da questo Governo. Abbiamo inoltre sempre sostenuto che sarebbe sbagliato assumere decisioni sul nucleare – in un senso o nell’altro - sull’onda dell’emotività comprensibilmente innescata dall’incidente in Giappone. Da qui la scelta di dare al Governo ed al paese una pausa di riflessione, un anno di moratoria nel corso del quale sara’ possibile avere piena e completa informazione sull’incidente di Fukushima, piena consapevolezza dei livelli di sicurezza negli impianti esistenti ed in quelli che vengono realizzati oggi con le tecnologie più moderne. Alla luce di questo quadro di riferimento e superata l’emergenza di queste settimane, sarà possibile, crediamo, assumere in maniera più attenta e serena ogni decisione".
Intanto il ministro Stefania Prestigiacomo annuncia un nuovo "importante passo avanti per l'ambiente", il passo è lo "stoccaggio di CO2" nel sottosuolo.
Si tratta, com’e’ noto, di un metodo che consente alle centrali che utilizzano combustibili fossili, di “iniettare” la C02 nel sottosuolo in appositi siti, ed evitare di immettere nell’atmosfera anidride carbonica, contribuendo così all’impegno del nostro paese contro i cambiamenti climatici. La tecnologia CCS, “carbon capture e storage”, è già in fase di sperimentazione in Italia nell’impianto Enel di Brindisi e richiede, in conformità con le normative europee un quadro legislativo di riferimento nella prospettiva di una sempre maggiore utilizzazione che potrebbe ridurre significativamente il nostro “debito” di CO2 e aiutarci a raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni (-20% al 2020).
“La normativa approvata oggi – commenta il Ministro Stefania Prestigiacomo - disegna un sistema autorizzativo lineare, per la scelta dei siti, l’esercizio, il trasporto e la dismissione, in capo ai ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e procedure che saranno gestite dal già esistente Comitato per Kyoto integrato da una segreteria tecnica per lo stoccaggio. Con questo atto il nostro sistema normativo fa un passato avanti recependo una tecnologia ambientale che è ritenuta di grandissimo rilievo per lo sviluppo del sistema energetico”.
''Siamo soddisfatti di questo provvedimento che servira' a ridurre l'emissione di CO2 nell'aria con una tecnologia all'avanguardia che gia' il nostro Paese sta sperimentando grazie a un recente accordo tra Eni ed Enel. Facciamo un ulteriore passo in avanti nella strategia energetica nazionale per raggiungere gli obiettivi di contenimento delle emissioni di gas serra previsti dal protocollo di Kyoto al 2020''.
E' quanto afferma in una nota il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, in via preliminare, un decreto che recepisce la direttiva europea sullo stoccaggio geologico dell'anidride carbonica da centrali termoelettriche e impianti industriali. In particolare il provvedimento fornisce un sistema normativo che autorizza la scelta dei siti, l'esercizio, il trasporto e l'immagazzinamento nel suolo delle emissioni nocive, attraverso il cosiddetto Carbon Capture and Storage, una tecnologia innovativa che consiste nel confinamento geologico dell'anidride carbonica prodotta dalle aziende di combustione. In pratica, si prende il gas per stoccarlo sotto terra, in siti appositi.
Secondo Romani, ''l'emanazione del provvedimento permettera' la realizzazione di alcuni impianti da parte delle principali aziende del settore nell'ambito del programma comunitario di sostegno European Energy Programme for Recovery''