Comunitaria 2010: protezione acustica da impianti eolici e industriali

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E' stato approvato in Senato un importante emendamento alla Legge Comunitaria 2010, lo schema di disegno di legge recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee.

L’emendamento mira a dare piena attuazione alla Direttiva 2002/49/CE per la gestione del rumore ambientale, già recepita dal D.lgs. 194/2005, delegando il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Obiettivo principale il riordino dei provvedimenti normativi vigenti in materia di tutela dell'ambiente esterno e abitativo dall'inquinamento acustico prodotto dalle sorgenti sonore fisse e mobili.

L’emendamento approvato prevede che i provvedimenti si conformino ai nuovi strumenti conoscitivi o alle situazioni intervenute dopo la promulgazione della legge quadro in materia di acustica.

Nel nostro paese, infatti, i riferimenti normativi sono:

Legge Quadro n. 447/95 - Legge quadro sull’inquinamento acustico 
La legge quadro riporta i criteri di valutazione e gli obbiettivi di qualità a larga scala.

D.P.C.M. 1 marzo 1991 - Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno
Il D.P.C.M. del 01/03/1991 (ripreso poi dal D.P.C.M. del 14/11/1997) definisce le classi di destinazione d’uso del territorio

D.P.C.M. 14/11/97 (G.U. 01/12/97) “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”
Il D.P.C.M. del 01/03/1991 è stato integrato dal D.P.C.M. del 14/11/1997 e riporta i nuovi e vigenti valori dei limiti di rumore in base alle definizioni stabilite dalla legge quadro 447/1995.

D.M. 16/03/98 (G.U. 01/04/98) “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”

D LGS 19 agosto 2005 n. 194 “Attuazione della direttiva 2002/49/CE

relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale” Armonizza il diritto interno con le disposizioni comunitarie, salvaguardando nel contempo l’assetto normativo nazionale sopra descritto, assai complesso e con attività ormai in itinere sul territorio

I decreti, adottati su proposta del Ministro dell'ambiente di concerto con i Ministri delle infrastrutture e trasporti, della salute, dell'economia e dello Sviluppo economico ed acquisito il parere della Conferenza Unificata, devono aggiornare la disciplina delle sorgenti di rumore relative ad impianti industriali, ma anche regolamentare la rumorosità prodotta nell’esercizio degli impianti eolici, semplificare le procedure autorizzative in materia di requisiti acustici passivi degli edifici e regolamentare la sostenibilità economica degli interventi per il contenimento e abbattimento del rumore.

Si ricorda che per il calcolo del rumore ambientale prodotto da impianti eolici la metodologia è dettata dalla 

UNI ISO 9613-1:2006 "Acustica - Attenuazione sonora nella propagazione all'aperto - Calcolo dell'assorbimento atmosferico" e
UNI ISO 9613-2:2006 "Acustica - Attenuazione sonora nella propagazione all'aperto - Metodo generale di calcolo".
 

 

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