Nel decreto del fare revisione degli incentivi alle fonti rinnovabili

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decreto del fare

Rilanciare gli investimenti, facilitare l’accesso al credito soprattutto per le piccole e medie imprese, ridurre i costi energetici. Queste le principali misure previste dal “Decreto del fare”, interventi in grado di restituire fiducia all’economia e invertire le aspettative sul ciclo economico, creando le condizioni per riportare il Paese su un sentiero di crescita.
Il Decreto contiene inoltre misure importanti volte a eliminare alcuni costi e alcune complicazioni che pesano sulla competitività del nostro sistema di imprese.

"Ci siamo concentrati prima di tutto sui costi della bolletta elettrica, semplificando e rimuovendo una serie di oneri impropri e di rendite. Stimiamo un risparmio potenziae a beneficio di tutti i consumatori pari a oltre 500 milioni di euro all’anno a partire dalla seconda metà del 2013.

In particolare, abbiamo modificato le modalità di determinazione delle tariffe concesse agli impianti in regime Cip6, in modo progressivo, portandole in linea con i prezzi di mercato che si sono significativamente ridotti nell’ultimo periodo; abbiamo bloccato la maggiorazione degli incentivi all’elettricità prodotta da biocombustibili liquidi, maggiorazione che avrebbe comportato un aumento delle tariffe di 300 milioni all’anno e avrebbe premiato impianti con scarsi benefici ambientali che saranno invece oggetto di iniziative di riqualificazione."

Il Consiglio dei Ministri ha assunto l’impegno a rivedere l’intera materia degli incentivi per la produzione di energia elettrica, proseguendo il percorso di differenziazione delle fonti e valorizzazione delle energie rinnovabili.

Viene inoltre ampliata l’apertura del mercato del gas naturale, liberalizzando completamente le piccole e medie aziende, in linea con quanto indicato dalla Commissione Europea e dall’Antitrust.

Sono previste poi misure volte ad accelerare l’avvio delle gare di distribuzione del gas per ambiti territoriali, dalle quali deriveranno minori costi per i cittadini utenti e significative entrate per gli enti locali.