La norma per gli edifici NZEB

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edificio a consumo energetico quasi zero
di Carlo Sala

Emanato il 4 giugno, è in vigore dal 6 giugno il decreto legge n. 63 che nel recepire la Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia, proroga al 31 dicembre 2013 le detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica negli immobili. Da convertire in legge entro 60 giorni dall’emanazione, il decreto modifica il decreto legislativo n. 192 del 19 agosto 2005, che dava attuazione alla direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia.

Due le modifiche introdotte:
- l'attestato di prestazione energetica dell'edificio (APE), che sostituisce il vecchio attestato di certificazione energetica (ACE), deve essere rilasciato da esperti qualificati e indipendenti e fornire raccomandazioni per la riduzione dei consumi;
- l'attestato di qualificazione energetica deve essere predisposto da un professionista abilitato e riportare i fabbisogni di energia primaria di calcolo e la classe di appartenenza dell'edificio o dell'unità immobiliare, in relazione al sistema di certificazione energetica in vigore.
Innalzato dal 55% al 65% (e prorogato fino a fine anno) l’ecobonus che consente di detrarre in sede fiscale i due terzi delle spese sostenute per migliorare i consumi energetici degli immobili che già esistono, il decreto è imperniato soprattutto sulla disciplina degli edifici che verranno, i cosiddetti NZEB, (acronimo per la dizione inglese Near Zero Energy Buildings), cioé strutture in grado di utilizzare pochissima energia per il loro funzionamento e progettate seguendo criteri costruttivi all’avanguardia, rispondenti alla direttiva europea 2012/27/UE. A partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati da e di proprietà di pubbliche amministrazioni, compresi quelli scolastici, dovranno rientrare tutti nella tipologia del NZEB: e a partire dall’1 gennaio 2021 dovranno essere NZEB tutti gli edifici di nuova costruzione, quale che sia la loro destinazione d’uso e la proprietà.
Entro il 31 dicembre 2014, un decreto del ministro dello Sviluppo economico definirà un Piano d'azione destinato ad aumentare il numero di NZEB che conterrà anche il quadro degli incentivi per l'efficienza energetica. Tra questi, in particolare per l'edilizia pubblica, giocherà un ruolo anche il fondo di garanzia per lo sviluppo dell'infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento, di cui all'articolo 22 del decreto legislativo n. 28/2011.
In particolare, il Piano d’azione per la promozione e lo sviluppo degli Edifici a Energia Quasi Zero conterrà:
- l’applicazione della definizione di edifici a energia quasi zero alle diverse tipologie di edifici e indicatori numerici del consumo di energia primaria, espresso in kWh/mq anno;
- le politiche e le misure finanziarie o di altro tipo previste per promuovere gli edifici a energia quasi zero, comprese le informazioni relative alle misure nazionali previste per l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, in attuazione della direttiva 2009/28/CE;
- gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015.
Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto ministeriale, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) metterà a disposizione un contratto-tipo per il miglioramento del rendimento energetico degli immobili; entro il 30 aprile 2014, poi, il Ministero dello sviluppo economico, predisporrà un elenco delle misure finanziarie atte a favorire la transizione verso gli edifici a energia quasi zero.
In attesa del Piano, il decreto-legge esclude dalle detrazioni fiscali per ridurre i consumi energetici prorogate al 31 dicembre 2013 (al 30 giugno 2014 nel caso di interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio):
- le spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia;
- le spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di identico importo.