Cosa sono i sistemi semplici di produzione e consumo

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SEU
di Enzo de Lucia

Ai tempi del decreto legislativo 79/99, gli unici sistemi semplici di produzione e consumo esplicitamente previsti dalle normative vigenti erano i sistemi di autoproduzione realizzati da un autoproduttore definito come “la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle società controllate, della società controllante e delle società controllate dalla medesima controllante, nonché per uso dei soci delle società cooperative di produzione e distribuzione dell’energia elettrica di cui all’articolo 4, numero 8, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, degli appartenenti ai consorzi o società consortili costituiti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente” alla data di entrata in vigore del medesimo decreto. A seguito dell’installazione dei primi impianti di generazione distribuita, l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) ha iniziato ad analizzare la compatibilità fra i cosiddetti sistemi semplici di produzione e consumo (caratterizzati dalla presenza di un unico cliente finale e un unico produttore, anche terzo) e la definizione delle attività di trasmissione e di distribuzione riportate nel decreto legislativo 79/99 (secondo il predetto decreto legislativo l’attività di trasmissione è riservata allo Stato e attualmente assegnata a Terna mentre l’attività di distribuzione è assegnata in concessione alle imprese distributrici).

In tale contesto, nel dicembre 2007, con l’atto 54/07, l’Autorità ha ritenuto opportuno affermare che, “qualora l’impianto per la produzione di energia elettrica sia realizzato all’interno della proprietà di un unico cliente finale anche da un soggetto diverso dal cliente finale e sia collegato all’impianto del medesimo cliente, il trasferimento dell’energia elettrica prodotta alle apparecchiature di consumo del cliente non si configura come attività di distribuzione, intesa come servizio di pubblica utilità. Pertanto, ai fini della determinazione dell’energia elettrica immessa e prelevata dalle reti con obbligo di connessione di terzi, per le finalità di cui alla vigente normativa, bisognerà fare riferimento alla sola energia elettrica misurata sul punto di connessione con le predette reti”.

Successivamente, il decreto legislativo 115/08, poi modificato dal decreto legislativo 56/10, ha:

1) definito il Sistema Efficiente di Utenza (SEU), all’articolo 2, comma 1, lettera t), come un “sistema in cui un impianto di produzione di energia elettrica, con potenza non superiore a 20 MWe e complessivamente installata sullo stesso sito, alimentato da fonti rinnovabili ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento, anche nella titolarità di un soggetto diverso dal cliente finale, è direttamente connesso, per il tramite di un collegamento privato senza obbligo di connessione di terzi, all’impianto per il consumo di un solo cliente finale ed è realizzato all’interno dell’area di proprietà o nella piena disponibilità del medesimo cliente”;

2) definito, all’articolo 10, comma 2, i Sistemi Esistenti Equiparati ai SEU (SEESEU), a cui applicare la medesima regolazione prevista per i SEU, come “almeno i sistemi il cui assetto è conforme a tutte le seguenti condizioni:

a) sono sistemi esistenti alla data di entrata in vigore del suddetto regime di regolazione, ovvero sono sistemi di cui, alla medesima data, sono stati avviati i lavori di realizzazione ovvero sono state ottenute tutte le autorizzazioni previste dalla normativa vigente;

b) hanno una configurazione conforme alla definizione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera t) o, in alternativa, connettono, per il tramite di un collegamento privato senza obbligo di connessione di terzi, esclusivamente unità di produzione e di consumo di energia elettrica nella titolarità del medesimo soggetto giuridico”.

Si evidenzia che la formulazione dell’articolo 10, comma 2, qui riportata, è stata interamente introdotta dal decreto legislativo 56/10.

L’articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 115/08 ha posto difficoltà applicative poiché include esplicitamente, nell’ambito della salvaguardia delle realizzazioni avviate, solo quelle che rispettano configurazioni già esistenti. L’Autorità si è trovata quindi, da un lato, a contenere l’aumento dei valori unitari degli oneri generali di sistema (aumentando il più possibile la base imponibile, cioè la quantità di energia elettrica a cui si applicano tali oneri), dall’altro a dover valutare la possibilità di estendere il regime di salvaguardia dei SEESEU (riducendo quindi la base imponibile) effettuando scelte con evidenti ricadute in termini di politica energetica e industriale.

Infatti, qualora l’Autorità avesse deciso di non salvaguardare, neppure transitoriamente, tutte le realtà esistenti, avrebbe potuto indurre la chiusura di attività industriali (ci sono infatti tantissime aziende già esistenti prima del 2008 in cui l’attività di produzione interna agli stabilimenti, di potenza superiore a 20 MW, è stata demandata a soggetti terzi, il che, ceteris paribus, potrebbe comportare l’esclusione dai SEESEU).

Con la deliberazione 578/2013/R/eel, l’Autorità ha completato la regolazione relativa ai sistemi semplici di produzione e consumo, dopo aver pubblicato due documenti per la consultazione.

Proprio al fine di tenere conto delle criticità sopra evidenziate e di dar seguito alla richiesta di definire meccanismi di salvaguardia per le realizzazioni già avviate, l’Autorità, nella predetta deliberazione, ha previsto una categoria di configurazioni (i cosiddetti SEESEU­C) che, fino alla fine del 2015, continuano a beneficiare del trattamento previsto per i SEU e che, dopo il 2015, possono continuare a beneficiare del predetto meccanismo di applicazione dei corrispettivi solo qualora si riconducano ad un assetto caratterizzato dalla presenza di un unico cliente e di un unico produttore e da impianti di generazione alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili e/o in assetto cogenerativo ad alto rendimento.

Quindi, riassumendo, ad oggi, per effetto delle normative vigenti, i sistemi semplici di produzione e consumo (SSPC) comprendono:

a) i sistemi di autoproduzione (SAP), la cui definizione deriva dal decreto legislativo 79/99;

b) i sistemi efficienti di utenza (SEU), la cui definizione deriva dal decreto legislativo 115/08;

c) gli altri sistemi esistenti (ASE);

d) i sistemi esistenti equivalenti ai sistemi efficienti di utenza (SEESEU), la cui definizione deriva dal decreto legislativo 115/08.

A loro volta nell’ambito dei SAP è possibile distinguere:

a1) le cooperative storiche dotate di rete propria;

a2) i consorzi storici dotati di rete propria;

a3) gli altri sistemi di autoproduzione (ASAP),

dove:

− la cooperativa storica dotata di rete propria è ogni società cooperativa di produzione e distribuzione dell’energia elettrica di cui all’articolo 4, numero 8, della legge 6 dicembre n. 1643/62, che ha nella propria disponibilità una rete per il trasporto e la fornitura dell’energia elettrica ai propri soci;

− i consorzi storici dotati di rete propria sono i consorzi o le società consortili costituiti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente al 1 aprile 1999, che hanno nella propria disponibilità una rete per il trasporto e la fornitura dell’energia elettrica ai propri soci. Escludendo dai SSPC le cooperative storiche dotate di rete propria ed i consorzi storici dotati di rete propria, si ottengono gli altri sistemi semplici di produzione e consumo (ASSPC) che, pertanto, sono l’insieme delle seguenti sottocategorie di SSPC:

a) gli altri sistemi di autoproduzione (ASAP);

b) i sistemi efficienti di utenza (SEU);

c) altri sistemi esistenti (ASE);

d) i sistemi esistenti equivalenti ai sistemi efficienti di utenza (SEESEU) diversi dalle cooperative storiche e dai consorzi storici. I SEESEU sono poi stati suddivisi in tre categorie dall’Autorità al fine di meglio monitorarne la diffusione.

Poiché ogni sistema potrebbe rientrare in più di una tipologia tra quelle sopra elencate, è necessario definire una scala di priorità per l’attribuzione della qualifica spettante ad un sistema semplice di produzione e consumo; tale priorità viene definita in modo da assegnare a ciascun sistema semplice di produzione e consumo la qualifica che, tra quelle spettanti, comporta il massimo beneficio possibile.

Il procedimento di qualifica delle diverse tipologie di sistemi semplici di produzione e consumo è attualmente in corso ma, viste le rispettive definizioni e poiché il decreto legislativo 115/08 ha inteso esplicitamente salvaguardare le iniziative esistenti, appare ragionevole attendersi che SEU e SEESEU rappresentino pressoché la totalità dei sistemi semplici di produzione e consumo.

fonte: Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico, DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE 348/2014/R/EEL