AEEG: Riduzione dei costi del sistema elettrico per le isole minori non interconnesse

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di Enzo de Lucia

L’Autorità condivide e ritiene effettivamente perseguibile, nel medio termine, l’obiettivo di una riduzione dei costi del sistema elettrico per le isole minori non interconnesse. Tale obiettivo, tuttavia, a parere dell’Autorità richiede un intervento più incisivo, mirato ad un trattamento omogeneo di tutte le realtà isolane minori, sia quelle ammesse al regime di integrazione tariffaria previsto dall’articolo 7 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (le cosiddette imprese elettriche minori) sia quelle per le quali la sostenibilità economica della produzione dell’energia elettrica è garantita dall’essenzialità degli impianti in ragione della assenza di interconnessione con il sistema elettrico nazionale.

Il sistema delle integrazioni tariffarie, di cui all’art. 7 della legge n. 10/91, per le imprese elettriche minori riguarda 12 isole (con consumi annui non superiori, nei casi più rilevanti, a poche decine di GWh/anno, comunque ben al di sotto della soglia di 500 GWh/anno fissata dalle Direttive comunitarie per identificare i micro-sistemi isolati), e comporta oneri in bolletta pari a poco più di 60 milioni di euro, a fronte di una produzione complessiva oggetto di integrazione pari a circa 200 GWh. Tale integrazione, ai sensi della legge 10/91, copre gli scostamenti tra costi e ricavi effettivi relativi sia ai costi di distribuzione e misura che ai costi di produzione dell’energia elettrica nelle isole.

Diversamente, le restanti circa 10 isole non interconnesse, gestite da Enel Produzione, non partecipano a meccanismi di integrazione per la distribuzione e misura, mentre sono ammesse al regime di reintegrazione dei costi per l’attività di produzione, secondo quanto previsto dalla richiamata deliberazione 89/096. Gli impianti di Enel Produzione su reti non interconnesse sono caratterizzati da una produzione estremamente contenuta (in media, meno di 5 GWh/anno). L’onere conseguente alla reintegrazione dei costi dei predetti impianti è pari a circa 10 milioni di euro annui ed è integralmente coperto mediante i proventi derivanti dall’applicazione agli utenti in prelievo del corrispettivo a reintegrazione dei costi di generazione delle unità essenziali per la sicurezza del sistema elettrico. L’articolo 28 del decreto-legge 24 giugno 2014 n. 91, come attualmente formulato, non ha effetti su tali realtà.

L’Autorità ritiene che sia necessario perseguire la piena compatibilità del nuovo regime per tutte le isole minori con il quadro normativo comunitario e, dall’altro, l’attivazione di meccanismi di  regolazione che inducano il recupero di efficienza e, di conseguenza, riducano l’onere sostenuto dal sistema per garantire il servizio elettrico in tali isole. In tale prospettiva, l’Autorità ritiene essenziale aborogare, a valere dall’1 gennaio 2015, l’articolo 7 della legge 10/91, in materia di integrazioni tariffarie alle imprese elettriche minori e disporre che l’Autorità, anche avvalendosi della Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico, definisca un meccanismo transitorio di integrazione, sostitutivo del meccanismo abrogato, che preveda forme di graduale recupero di efficienza da parte delle imprese elettriche minori in vista di una completa riforma. Tale riforma, da applicare a tutte le isole non interconnesse, ispirata a criteri di efficienza e finalizzata a indurre da una parte recuperi di efficienza produttiva nell’erogazione del servizio elettrico (anche tramite forme di concorrenza comparativa) e dall’altra incentivi la progressiva copertura del fabbisogno tramite fonti rinnovabili e l’efficienza energetica da parte dei gestori del servizio elettrico, come già previsto dall’articolo 1, comma 6-octies, del decreto legge 145/2013 (green islands). Inoltre, ai fini di una completa riforma della materia nel medio termine, l’Autorità propone che venga dato mandato al Governo di richiedere alla Commissione Europea l’ammissione alle deroghe di cui all’articolo 44 della Direttiva 2009/72/CE per tutti i microsistemi isolani non interconnessi, al fine di consentire, in tali realtà, la gestione del servizio elettrico da parte di imprese verticalmente integrate, in regime di regolazione completa del servizio, anche per le fasi di produzione e vendita.

Oltre a quanto sopra, l’Autorità ritiene inoltre prioritario che, a valle di approfondite analisi costi/benefici, il gestore del sistema di trasmissione (Terna S.p.A.) valuti la fattibilità e la convenienza economica a procedere all’interconnessione di tali reti alla rete di trasmissione nazionale per promuovere la coesione elettrica del Paese, e in caso positivo proceda ad inserire tali sviluppi nel proprio piano decennale, come avvenuto di recente per l’isola di Capri.

Fonte: AEEG MEMORIA 322/2014/I/EEL DEL 3 LUGLIO 2014