Decretata la costituzionalità della legge francese che vieta il fracking

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Europe shale gas (Drilling contractor)
di Laura Crisci

Il  Conseil constitutionnel francese ha respinto la richiesta della multinazionale texana Schuepbach Energy di dichiarare incostituzionale il divieto di fratturazione idraulica, posto dalla legge “loi Jacob”, dal nome dell’attuale capo dei gollisti, Christian Jacob. 

Questa legge aveva di fatto annullato le licenze di esplorazione a  Nant (Aveyron) e Villeneuve-de-Berg (Ardèche) della Schuepbach. Anche un’altra compagnia statunitense, la Hess Oil, si è vista bloccare 7 permessi della società Toreador nell’Ile-de-France ai quali partecipava, e la Total una concessione a sud-est di Montelimar.

Il Consiglio Costituzionale della Francia, lo scorso 11 di ottobre, ha deciso che la legge del 13 Luglio 2011 che vieta il fracking in Francia e' costituzionale e che quindi resta in vigore il no allo sfruttamento di pozzi di gas e petrolio di scisti.

Solo qualche giorno prima, il 9 ottobre, il Parlamento europeo aveva invece annunciato l'approvazione della proposta di sottoporre a preventiva valutazione di impatto ambientale le operazione di fracking sul territorio dell’Unione Europea, a prescindere dal limite di estrazione di 500.000 metri cubi al giorno previsti per il gas naturale al di sopra del quale è prevista la VIA. L'Europa quindi ammetterebbe questa pratica, ma con le dovute garanzie ambientali.

Secondo la cartina pubblicata dalla rivista americana “Drilling contractor”, che evidenzia sia le aree in cui viene già effettuato il fracking in Europa (verde) sia quelle che potenzialmente racchiudono giacimenti di shale gas e tight gas, le potenzialità di sviluppo del fracking europeo sono entusiasmanti. E l’Italia nord orientale possiede altrettante potenzialità.

In Italia, però, la Commissione Ambiente della Camera ha recentemente approvato (18 settembre) la risoluzione che esclude ogni attività legata al fracking, cioè l’estrazione di idrocarburi attraverso la fratturazione idraulica del sottosuolo.

E mentre rimane il generale scetticismo verso il sistema di estrazione chiamato "hydraulic oil fracking" (frantumazione idraulica della rocce petrolifere), della cui tecnologia gli USA sono gli inventori, l'Eia, Agenzia mondiale dell'energia,  dichiara che grazie allo shale gas nel 2014 gli Usa torneranno a essere il primo paese produttore di greggio al mondo [con 11 milioni di barili/giorno (mb/g)], scavalcando la Russia [10,86 mb/g] e l'Arabia Saudita [10,2/10,4 mb/g].