Russia chiama Italia su settore rinnovabili

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Petrolio e gas non bastano piu', o meglio non bastano piu' alla Russia, che sulla vendita di queste materie prime ha costruito gran parte delle sue moderne fortune ma che ora avverte la necessita' di avvicinarsi alle energie rinnovabili. A Mosca tuttavia sono quasi sconosciuti know-how e tecnologie di questo comparto 'verde' al punto da bussare forte alla porta del nostro Paese per importare genio e qualita' italiana. Ecco allora un'altra mezza rivoluzione per permettere l'avvio di partnership con privati per lo sviluppo di nuove collaborazioni. Un'alleanza che va a sviluppare le intese gia' rodate tra i due Paesi in tema di energie tradizionali e di cui si sono delineati i primi passi a Verona in una due giorni di lavoro promossa dall'associazione Eurasia. E i lavori scaligeri hanno confermato che la Russia aspetta a braccia aperte gli investimenti italiani.

E' stato il ministro delle Risorse Agricole, Giancarlo Galan, in rappresentanza del Governo a ribadire oggi che non c'e' altro paese al mondo col quale i rapporti si sono fatti cosi' fitti e positivi come la Russia. Soddisfatto dell'ipotesi di uno sbarco di Gazprom in Veneto, e a Verona in particolare, Galan ha annunciato la presentazione, entro l'anno, di un piano per l'energia e l'agricoltura che regolamentera' il ruolo delle aziende agricole in un ambito che rappresenta una sfida per l'Italia. Il documento dovrebbe prevedere la possibilita' per ogni singola azienda agricola di produrre 1 mw di energia all'anno. Se solo il 10% delle aziende agricole italiane dovesse raccogliere questa opportunita', produrrebbero in un anno una quantita' di energia pari a quella prodotta da tre centrali atomiche.

Tra i fautori di un accelerazione di rapporti collaborazione tra i due Paesi anche il presidente della Sicilia Raffaele Lombardo secondo il quale ''il punto doganale russo nelle Marche potrebbe essere usato dai produttori siciliani ed eventualmente si potrebbe istituire punto analogo in Sicilia''. Sulle nuove esigenze russe in termini di efficienza energetica sta avendo un peso determinante anche la modificazione del clima: per Aleksandr Yakovenko, viceministro degli Affari Esteri ''per la prima volta quest'anno a Mosca per oltre un mese ci sono stati oltre 40 gradi. Per questo stiamo lavorando all'accordo per limitare il cambiamento climatico ma senza efficienza energetica non raggiungeremo gli obiettivi. Il presidente Medvedev - ha indicato il rappresentante del governo russo - ha imposto di aumentare del 40% l'efficienza energetica dell'economia russa entro il 2020, e potremo farlo solo con l'introduzione di nuove tecnologie. Alcune le abbiamo gia', o le stiamo sviluppando, ma abbiamo bisogno delle migliori tecnologie che possiamo acquistare e produrre. Per questo guardiamo all'Italia, leader in Europa nell'efficienza energetica. Le maggiori banche russe sono interessate a finanziare iniziative di efficienza energetica in collaborazione tra Italia e Russia''.

La risposta e' arrivata direttamente dagli imprenditori: Aldo Fumagalli Romario, presidente della commissione Sviluppo Sostenibile di Confindustria, ha sottolineato che nel settore delle rinnovabili ''l'Italia ha tecnologie gia' a punto nel geotermico, eolico, solare termico, mentre altre hanno ancora rendimenti bassi. Il fotovoltaico, ad esempio, si regge grazie agli incentivi; una politica intelligente dovrebbe ridurre gradualmente gli incentivi per spingere a migliorare i rendimenti della tecnologia finche' questa non si sostenga da sola''. Rivolgendosi infine ai russi Fumagalli Romario ha proposto l'avvio di ''progetti congiunti di costruzione di materiali innovativi di ultima generazione''. Le strade per la collaborazione sono gia' tracciate: Roberto Pelo, direttore ufficio di Mosca dell'Ice, ha ricordato che l'istituto organizza ogni anno in Russia circa 250 iniziative promozionali, partecipazioni a fiere, workshop, corsi, promozioni, e invita in Italia 1000-1500 imprenditori e giornalisti russi.

Fonte: 

www.ansa.it