Il carbone cinese sarà spazzato via dal vento cinese?

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Soffia il vento, in Cina.
Soffia così forte e in maniera così costante che potrebbe ambire nei prossimi venti anni a sostituire completamente il carbone, come fonte di energia per la produzione di elettricità. A sostenerlo, in un articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Science, sono Michael B. McElroy, un ricercatore della School of Engineering and Applied Science e del Department of Earth and Planetary Sciences dell'università di Harvard e tre suoi collaboratori, americani e cinesi.
Attualmente la Cina ha una potenza installata per la produzione di energia elettrica di 792,5 GW. L'80% dell'energia elettrica viene prodotta in impianti a carbone. Con due conseguenze non desiderabili. Le emissioni di anidride solforosa e di altri inquinanti locali e le emissioni di anidride carbonica, che contribuiscono a fare della Cina il paese che immette più gas serra in atmosfera.
McElroy e i suoi collaboratori sostengono che il vento potrebbe essere l'opzione totale per la produzione di energia elettrica.
Oggi la potenza eolica installata ammonta a 12,2 GW (lo 0,40% della potenza istallata per la produzione di energia elettrica). Ma se si prende in considerazione la possibilità di costruire fattorie del vento lì dove Eolo soffia con sufficiente forza e continuità - ed escludendo sia le foreste, sia le zone urbanizzate, sia le aree già utilizzate per altri scopi - è possibile ottenere a costi di mercato 640 GW di energia. In altri termini, sarebbe possibile sostituire per intero il carbone con il vento al costo complessivo (a prezzi attuali) di circa 900 miliardi di dollari concludendo l'operazione in vent'anni . Una cifra grande, ma non impossibile per l'economia cinese.
Occorrerebbe valutare la concreta fattibilità della proposta MA dimostra che il cambio di paradigma energetico dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, in Cina e altrove, è già possibile. E che per accelerarlo, se lo si vuole davvero, occorre solo rimuovere qualche pigrizia mentale.