Ue: allo studio il nuovo pacchetto di riforme “Energia pulita per il trasporto”

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di Federico Gonzo 

La realizzazione dell’ambizioso progetto di rendere le nostre città europee sempre più smart, volte quindi verso una mobilità sempre più intelligente che tuteli il territorio, passa ovviamente dall’utilizzo di carburanti puliti. La Commisione ambiente dell’Unione Europea si è riunita in data 24 gennaio c.a. per discutere del progetto di “garantire la creazione di stazioni di rifornimento per carburanti alternativi in tutta Europa, con standard comuni relativi alla progettazione e all’utilizzo”.

La riforma che si prospetta cercherà di stabilire un pacchetto di obiettivi vincolanti per gli Stati membri, che prevedano un livello minimo di infrastrutture per la distribuzione di carburanti green come l’energia elettrica, idrogeno e metano. Da Bruxelles infatti segnalano come i motivi principali del mancato utilizzo di carburanti alternativi, risiedono proprio nella mancanza di stazioni di rifornimento e nell’elevato costo dei veicoli che determinano una diffidenza da parte dei consumatori. Proprio la mancanza di una rete di vendita di questi veicoli rende il prezzo molto elevato così da far prediligere l’automobile con alimentazione tradizionale.  

“Questo pacchetto di riforme “Energia pulita per il trasporto” - dichiara Siim Kallas, vicepresidente della Commissione Ambiente e commissario responsabile dei trasporti- è un modo efficace per rendere l’economia europea più efficiente sotto il profilo delle risorse, per ridurre l’eccessiva dipendenza dal petrolio e rispondere così alle esigenze del XXI secolo”. 

Nel dettaglio la direttiva prevede diverse misure per tipologia di alimentazione:  

Energia elettrica: per ogni Stato membro è stato previsto un numero minimo di punti di ricarica con lo stesso tipo di connettore. Per l’Italia l’obiettivo prefissato è di 125 mila (contro i soli 1.350 censiti nel 2011) entro il 2020, che andrebbero a rifornire 130mila veicoli elettrici previsti nel 2015, il connettore inoltre sarà della tipologia utilizzata in tutta Europa. 

Idrogeno: alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, dispongono già di una rete di stazioni di lavorazione dell’idrogeno, anche se non aperte al pubblico. Infatti l’idrogeno viene lavorato e miscelato per ottenere bio carburanti, l’obiettivo è quello di creare uno standard europeo per quanto riguarda il tipo di tubi e di connettori utilizzati. 

Gas naturale: per quanto riguarda il gas naturale compresso (Gnc), il gas utilizzato dalle autovetture, esiste già una rete di distribuzione con gli stessi standard, l’obiettivo è di potenziare tale rete portanto un punto di rifornimento ogni 400 km sulle maggiori vie di comunicazione. Utilizzato da un milione di veicoli, pari allo 0,5%, si pensa che possa decuplicare entro il 2020. Discorso diverso quello che concerne il gas naturale liquefatto (Gnl), utilizzato solamente per il trasporto marittimo, nazione capofila è la Svezia. La Commissione propone di installare punti di rifornimento nei 139 porti europei e sulle vie navigabili interne, entro il 2020. 

Gas petrolio liquefatto: è la tipologia di carburante alternativo più diffusa, non è prevista alcuna azione poichè le infrastrutture sono già presenti su tutto il territorio europeo e l’Ue sostiene già queste reti tramite fondi mirati.