Investire nei Biocarburanti

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Biocarburanti
di Felice Lucia

I Biocarburanti sono carburanti liquidi o gassosi utilizzabili nell’ambito dei trasporti, ricavati da risorse rinnovabili (per esempio coltivazioni, rifiuti, ecc.).

In Italia, in linea con le direttive europee, è stato introdotto l’obbligo per i fornitori di carburanti fossili (benzina e gasolio), d’immettere anche una quota minima di biocarburanti, al fine di svilupparne la filiera, aumentarne l’utilizzo nel settore dei trasporti e limitare l’immissione di CO2 in atmosfera.

Il quantitativo minimo annuo di biocarburanti che i fornitori (soggetti obbligati) devono immettere in consumo è calcolato in proporzione ai carburanti fossili forniti nell’anno precedente – espresso in Gigacalorie (Gcal) – ponderato secondo percentuali definite dalla normativa vigente.

Per monitorare e verificare l’assolvimento dell’obbligo sono stati istituiti i Certificati d’immissione in consumo di biocarburanti scambiabili fra gli operatori del settore.

I soggetti obbligati che non ottemperano, in tutto o in parte, al proprio obbligo, possono acquistare i certificati necessari da eventuali soggetti che ne abbiano in eccesso, a seguito di un’immissione di quantità di biocarburanti maggiori rispetto al proprio obbligo annuale.

Il D.L. 83/12, convertito con modificazioni con la Legge 134/12, ha trasferito le competenze operative e gestionali del sistema d’immissione in consumo dei biocarburanti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali al Ministero dello Sviluppo Economico, che si avvale per l’esercizio delle proprie competenze di GSE. Per la gestione dell’intero sistema d’immissione in consumo dei biocarburanti –ricezione delle autodichiarazioni annuali dei soggetti obbligati in merito all’immissione in consumo dei carburanti e biocarburanti, emissione dei certificati suddivisi per tipologia, gestione dello scambio dei certificati, verifica dell’assolvimento dell’obbligo e accreditamento dei produttori – GSE è chiamato a realizzare appositi portali informatici e a gestire tutte le istanze degli operatori del settore.

Per particolari tipologie di biocarburanti sono previste specifiche “maggiorazioni” in termini di certificati ottenibili, a parità di biocarburante sostenibile immesso in consumo:

• ai biocarburanti cosiddetti “premiali”, ossia quelli prodotti in stabilimenti ubicati in Stati dell’Unione Europea e che utilizzano materia prima proveniente da coltivazioni effettuate nel territorio dei medesimi Stati, nonché a quelli miscelati in percentuale pari al 25% a benzina e gasolio e immessi in consumo al di fuori della rete di distribuzione, è rilasciato un certificato ogni 8 Gigacalorie;

• ai biocarburanti cosiddetti “di seconda generazione”, vale a dire prodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti, materie di origine non alimentare (incluse le materie cellulosiche e le materie ligneo-cellulosiche) e da alghe, è rilasciato un certificato ogni 5 Gigacalorie.

fonte: GSE