Il dominio Mobility and Transport nelle Smart City

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Mobilità sostenibile
di Enzo de Lucia

Nell’ambito degli ITS, le applicazioni che utilizzano il sistema Global Positioning System (GPS) (a sua volta basato sulla tecnologia Real Time Locating Systems, RTLS) vantano ormai una diffusione capillare grazie agli smartphone. Gli utenti possono quindi disporre di informazioni real-time di supporto ai propri spostamenti e le aziende possono migliorare il proprio processo di pianificazione di percorsi e carichi.

L’Internet-of-Things trasformerà sempre più le automobili in hub in grado di scambiare informazioni utili con il mondo circostante, ad esempio con l’infrastruttura stradale (Vehicle-to-Infrastructure) o con le altre vetture (Vehicle-to-Vehicle). Questo potrà agevolare anche sistemi di controllo o pagamento degli accessi nei centri urbani.

L’adozione di sistemi interoperabili di bigliettazione elettronica potrà ridurre i costi legati all’emissione dei titoli di viaggio, agevolare una logica di prezzi dinamici mirata sull’utente, come già avviene a Tallinn da diversi anni, e garantire un monitoraggio più puntuale dell’effettiva domanda, condizione indispensabile per migliorare l’offerta. Anche la diffusione di sistemi di mobilità alternativi come bike-sharing, car-sharing o car-pooling è legata alla possibilità di poterne usufruire in modo semplice e veloce, ad esempio attraverso una carta unica di servizi.

Infine, le applicazioni di supporto all’automobilista nella ricerca e prenotazione di un parcheggio potranno contribuire a ridurre la congestione nei centri urbani. La stessa logica può essere utilizzata anche in ambito city logistics per la prenotazione delle piazzole di sosta.

Il secondo grande tema nella mobilità è invece legato allo sviluppo di fonti energetiche alternative al petrolio, con particolare riferimento all’elettrico, per cui bisogna distinguere tra le infrastrutture di rete e le tecnologie di propulsione.

A livello infrastrutturale, la ricarica delle vetture può avvenire in modalità cablata o wireless. Nel primo caso la tecnologia è più matura mentre nel secondo, dove si sfrutta la generazione di campi elettromagnetici, è ad uno stadio embrionale, per cui la diffusione su larga scala è prevista non prima di 10 anni.

Anche per quel che riguarda le autovetture elettriche si possono osservare due tecnologie differenti. L’auto ibrida elettrica plug-in è un’auto a trazione ibrida con batterie per il motore elettrico che possono essere ricaricate ad una presa domestica, mentre l’auto elettrica usa solo l’elettricità immagazzinata nella batteria per azionare il motore. Il principale problema nella loro diffusione è rappresentato dagli alti costi delle batterie. Entrambe le tecnologie sono sempre più utilizzate come mezzo d’alimentazione per le flotta di trasporto pubblico in città, come dimostrano gli esempi di Manila o Nanjing, o per lo sviluppo di programmi di car-sharing, come nel caso del progetto “e-vai” di Milano. L’iniziativa in assoluto più organica sembra invece quella di Osaka, con l’introduzione di bus elettrici, stazioni per la sostituzione della batteria e car-sharing.

fonte: Cassa depositi e prestiti SPA, " SmartCity: progetti di sviluppo e strumenti di finanziamento", settembre 2013