Cerchia dei Bastioni di Milano vince il premio internazionale Ocse per i trasporti

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di Dario Rossi

Il prestigioso Transport Achievement Award del 2014, la cui premiazione si tiene annualmente durante il Forum mondiale dei trasporti (International Transport Forum) organizzato dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), è andato ad Area C per il significativo risultato di “migliorare il sistema urbano dei trasporti”.

La motivazione riportata dall’OCSE risiede principalmente nei risultati che Area C ha conseguito: il traffico in centro si è ridotto di circa il 30% (del 7% nel resto della città), si è verificato un calo della domanda di sosta del 10% e un aumento della produttività per quel che riguarda la consegna merci del 10%. Inoltre sono calati gli incidenti del 26% in centro, si sono ridotte le emissioni inquinanti (-10% PM10 e -35% CO2) e sono aumentate sia la velocità dei mezzi di trasporto pubblico (+6,9% autobus e +4,1% tram) sia l’utilizzo di veicoli a basse emissioni dal 9.6% del totale al 16.6%).

Il premio ad Area C, come sostiene anche l’Ocse, nasce anche dall’importante consenso popolare espresso con il referendum di giugno 2011, quando la congestion charge ottenne quasi l’80% dei consensi. Un risultato decisamente alto, secondo quanto riportato dall’Ocse, rispetto ad altre esperienze simili: a Stoccolma i consensi si fermarono al 51%, mentre a Manchester ed Edinburgo la proposta fu bocciata. A Londra, infine, fu introdotta nel 2003 senza referendum.

In particolare, ciò che ha maggiormente colpito è stato il “coraggio politico di sostituire la precedente pollution charge, non più in grado di raggiungere gli obiettivi per i quali era nata, con una misura più efficace in grado di potenziare gli effetti positivi”.

Quest’anno i 34 paesi Ocse hanno presentato oltre 70 progetti: tra tutti il primo premio è andato all’Area C di Milano. “È stato molto interessante – ha dichiarato Pierfrancesco Maran, Assessore alla mobilità – perché è stata la prima volta che si è scelto di premiare una politica e non un’infrastruttura”.