Automotive, la ricerca verso l’Euro 6

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Multiair evolution

Smart mobility per ridurre sprechi e inquinamento

di Carmine Lorenzo

Si è conclusa ieri la prima giornata del TBIZ, importante iniziativa multidisciplinare su Tecnologia e Innovazione, alla sua quinta edizione. Presenti esponenti del mondo dell’industria, della politica, dell’università, dell’economia per promuovere un ecosistema competitivo impresa-ricerca-istituzione che guardi al mercato globale.

Tra gli incontri della giornata il tavolo tecnico “Intelligent Transport Systems”, dove si è parlato di vision dell'Unione Europea in materia di Smart Mobility, direttive tecniche e Piano Regionale di Info-mobilità della Regione Campania, risultati dei SuperHUB. Alla Round Table erano presenti esponenti ed esperti  del Parlamento Europeo, dell’ACAM Agenzia Campana per la Mobilità, della Fondazione Legambiente Innovazione, del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, del Comune di Napoli, del Progetto S²-Move e l’Exploitation manager del Consorzio di ricerca SuperHUB.

L’ingegnere Alfredo Gimelli, professore della Federico II e responsabile scientifico del progetto “Multiair evolution – Motopropulsore a benzina di nuova generazione a ridottissime emissioni CO2”, cofinanziato (per 23 milioni) dal MIUR per il tramite del PON (Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013) 01_02211, presente al tavolo per il DII, ci ha raccontato questo importante progetto di ricerca indirizzato al mercato Automotive.

Il progetto Multiair evolution è sviluppato da 7 partner (Fiat Fga, Magneti Marelli SpA, PETRONAS Lubricants International, CNR, UNINA, UNI Catania) in cui Fiat è il capofila. La ricerca punta alla realizzazione di un motopropulsore di nuova generazione per vetture di segmenti medi (C/D) in grado di realizzare una significativa riduzione dei consumi di combustibile e ridottissime emissioni di sostanze inquinanti (Euro 6). La tecnologia si basa sulla possibilità di controllare le valvole di aspirazione (VVA) nei motori a combustione interna ad accensione comandata. Il Multiair, prima generazione di questa tecnologia per i motori a benzina, è stato introdotto già nel 2009 da Fiat.

L’innovazione incrementale che il Multiair prospetta di introdurre sul mercato è l’ottimizzazione del cosiddetto trade off – opposizione dei risultati – tra le emissioni di HC e CO (quando si migliora il processo di combustione dei motori si riducono CO e HC e contemporaneamente aumentano gli NOx). Inoltre, si vuole migliorare il consumo dei motori diminuendo il ciclo di pompaggio, ossia la parte passiva del ciclo termodinamico. Impresa non poco ardua se si pone come obiettivo quello di non modificarne le prestazioni generali. La regolazione elettronica di alzata valvole in funzione della necessità, permetterà così, di minimizzare le emissioni totali allo scarico dei motori, eliminando picchi di produzione di  una delle componenti emissive.

Il progetto di ricerca si chiuderà a fine 2014, ma l’attuale stato di avanzamento sta dimostrando che i risultati saranno positivi e favorevoli all’applicazione industriale.