Fondi per i paesi in via di sviluppo

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di Massimo Palmisciano

«Fondere insieme clima e finanza attraverso i Fondi Nazionali per il Clima» è il nome del libro guida redatto nell'ambito del Programma dell'Onu per lo Sviluppo (United Nations Development Programme, Undp) che mira ad aiutare i Paesi in via di sviluppo con delle linee guida su come accedere ai miliardi di dollari di fondi a disposizione in tutto il mondo per mettere in pratica politiche di contrasto al cambiamento climatico. Secondi i dati dell'Undp, tra il 2009 e il 2010, gli investimenti mondiali nel settore dell'energia pulita sono aumentati del 30%, raggiungendo la cifra record di 243 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali concentrati nei Paesi del G20. Negli ultimi due anni più di 50 Fondi nazionali per il clima sono stati creati. Inoltre vi sono 45 mercati del carbone e più di 6000 fondi di private equity che forniscono miliardi di dollari per azioni e politiche che contrastino il cambiamento climatico. L'Unione Europea, il Giappone e gli Usa stanziano ogni anno 30 miliardi di dollari per aiutare le nazioni più povere a combattere il riscaldamento globale e i soldi aumenteranno a 100 miliardi all'anno fino al 2020. Gli esempi da seguire, secondo l'autrice della guida Cassie Flynn sono Brazile e Cina. Il primo tassa le industrie di petrolio sul suo territorio per finanziare progetti sul clima mentre il Paese asiatico trova i finanziamenti attraverso business propri e si aspetta di poter impegnare 1,5 miliardi all'anno a partire dal 2012. «Attraverso i Fondi nazionali per il clima – spiega Olav Kjorven, direttore della Politica di sviluppo dell'Undp – i Paesi possono accedere a un maggior numero di finanziamenti e accelerare la loro risposta ai cambiamenti climatici. Questo può essere un importante contributo per avere un mondo più pulito, equo e sostenibile».