Una possibile soluzione per i dazi anti dumping al fotovoltaico

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anti dumping
di Arcangelo Bimbo

La guerra Ue-Cina sui dazi solari sembra non avere fine. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Bloomberg, che cita fonti vicine all’amministrazione Obama, gli Stati Uniti starebbero intessendo rapporti sia con Pechino, che con l’Unione Europea per giungere ad un’intesa comune sui dazi del settore fotovoltaico. L’accordo prevederebbe un prezzo minimo e delle quote per le esportazioni cinesi di pannelli solari in cambio della cancellazione dei dazi americani sul fotovoltaico cinese e di quelli del Vecchio Continente (per ora solo annunciati e non ancora effettivi). La scorsa settimana i rappresentanti della SEIA, la Solar Energy Industries Association, avrebbero incontrato quelli dell’Asia Photovoltaic Industry Association, per discutere proprio della questione. Cina e Ue al momento preferiscono non commentare. La SEIA ha detto che i negoziati commerciali multilaterali tra Stati Uniti, Unione europea e la Cina sono importanti per porre fine alla disputa per le accuse antidumping e antisovvenzioni riguardanti 30 miliardi di dollari all'anno di pannelli solari che vengono esportati dalla Cina, avvertendo che si potrebbero avere effetti negativi sul fotovoltaico internazionale se un accordo non sarà raggiunto.
L'anno scorso gli Stati Uniti hanno introdotto dazi antidumping dal 18,32 al 249,96% su celle solari e moduli cinesi , e ora la Commissione europea ha minacciato di imporre dazi antidumping provvisori compresi tra il 37 e il 68% sulle importazioni cinesi PV a partire dal 6 giugno.
La Cina, nel frattempo, ha accusato gli Stati Uniti e l'Unione europea di sovvenzionare la produzione di polisilicio ed ha riferito che vuole imporre dazi antidumping su questo materiale.