Roma, giornalisti a confronto sulla "comunicazione green"

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Politiche di marketing e di comunicazione integrate, capaci di informare correttamente sullo sviluppo sostenibile. Di questo si è discusso nell'ambito dell'incontro-dibattito “Comunicare la green economy” organizzato alla Città dell'Altra Economia dall'Associazione Team Master Gem nell’ambito del Progetto “I giovani, il dialogo strutturato e la social exclusion: la green economy come possibile risposta” finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani nell’ambito del Programma Comunitario Gioventù in Azione. “Il male della comunicazione ambientale in Italia è che spesso si associa ai disastri – ha spiegato Valerio Ceva Grimaldi, giornalista, ex caporedattore e vicedirettore del quotidiano ambientalista Terra e scrittore del romanzo 'Napoli insolita e segreta' – Con Terra avevamo analizzato e studiato i criteri di valutazione di una notizia ambientale, tentando di evitare di produrre allarmismi inutili, interpretando in modo lungimirante la visione ecologica della vita, chiedendo anche a chi governa di orientare le proprie politiche a una visione che vada oltre il proprio naso e che sia legata al bene comune”. Per Roberta Ragni, caporedattrice di Greenbiz.it, “l'obiettivo del giornalismo ambientale è anche quello di dare, attraverso la narrazione, le giuste motivazioni ai lettori tali da far modificare i loro stili di vita. Vogliamo traghettare tantissime persone verso la sostenibilità, e in questo il web ci offre un grande vantaggio”. In quanto componente dell'Ufficio di Presidenza della Fima (la Federazione italiana dei media ambientali), Ragni ha spiegato che la stessa associazione sta lavorando a una carta etica dell'informazione ambientale con una serie di linee guida per gli operatori della comunicazione. A rappresentare la voce delle aziende è stato Claudio Menicocci, titolare di una azienda biodinamica nell'alto Lazio. “La mia politica comunicativa è sempre stata molto diretta – ha spiegato – Ancora oggi però ci sono giornali che fanno troppe richieste di redazionali e pochi portano i loro giornalisti a vedere la realtà così com'è”. “L'ambientalismo – ha aggiunto - normalmente lo si intende in senso altruistico e cioè nel far bene all'ambiente. Invece è l'atto più egoistico perché la terra non ha necessità di questo ambiente, siamo noi ad averne bisogno”. Per Giampiero Valenza, giornalista capo ufficio stampa di Master Gem – Green Economy Management e moderatore dell'incontro “è necessario puntare al ruolo del giornalista come informatore e formatore di coscienze civili, nell'ambito di comunità consapevoli e profondamente convinte della loro profonda sensibilità ambientale”. Secondo il giornalista Francesco Ciaraffo (collaboratore delle testate Public Policy, Il Sole24Ore e Wired) infine “ci deve essere uno sforzo continuo sullo studio, sull'aggiornamento e sull'approfondimento professionale per parlare di argomenti tecnologici e ambientali”.