Mercati e strategie vincenti da Yingli nel mondo del fotovoltaico

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Yingli
di Felice Lucia

Leggendo il rapporto del secondo trimestre di Yingli,azienda leader nel fotovoltaico mondiale, si può ben capire quali sono i mercati più promettenti e le strategie da intraprendere per avere successo.

Le spedizioni totali nel secondo trimestre sono aumentate del 23,6% rispetto al trimestre precedente e l'incremento è attribuibile alla forte domanda proveniente dalla Cina e dagli Stati Uniti, che puntano anche su progetti di grossa taglia.

In particolare il mercato cinese è supportato da una serie di politiche incentivanti  favorevoli e si sta sviluppando verso una crescita costante del fotovoltaico. La domanda negli Stati Uniti rimane forte in tutti i segmenti e aree geografiche dall'inizio di quest'anno.
Guardando avanti al secondo semestre del 2013 , la Cina , gli Stati Uniti , il Giappone e altri mercati emergenti avranno un ruolo sempre più importante nel guidare la crescita.Tra i mercati emergenti di sicuro interesse vi è l'Australia e la Nuova Zelanda,oltre l'Africa e l'America del Sud.

Per dare impulso al mercato interno del fotovoltaico l governo cinese ha aumentato il target di installazione cumulativo per il 2015 da 21GW a oltre 35GW con un obiettivo annuale di almeno 10GW nel periodo 2013-2015,ed è stata emanata una nuova politica incentivante che si basa su una tariffa su 20 anni.
In Cina Yingli segue anche progetti di smart grid,  è partner per la fornitura di un progetto da 60 mW con storage,il progetto è un dimostratore che integra diverse tecnologie rinnovabili con la tecnologia di storage per rendere prevedibile e programmabile la poduzione. Il progetto aiuterà SGCC a svolgere il suo obiettivo di creare una "Strong & Smart Grid",e dare impulso all'espansione di energia rinnovabile in Cina.

Questo è un quadro di come la situazione è evoluta quest'anno, con la Germania sempre da padrona in Europa (Spedizioni in mW):

In Europa si vede che il quadro è in netta diminuzione, causato dall'incertezza dovuta all'anti dumping che ha di fatto sospeso numerosi grossi impianti:

L'Europa rispetto l'anno scorso ha perso quasi il 50% della sua quota passando dal 75% al 47%, e comunque le rsiorse europee saranno distribuite per mercati emergenti tipo l'Africa e il Sud America