Il sistema di immissione in consumo dei biocarburanti

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Biocarburanti
di Dario Rossi

In linea con le direttive europee, anche in Italia è stato introdotto l’obbligo per i fornitori di benzina e gasolio di immettere in consumo una quota minima di biocarburanti, al fine di svilupparne la filiera, aumentarne l’utilizzo e limitare l’immissione di CO2 in atmosfera.

Il quantitativo minimo annuo di biocarburanti che i fornitori (detti soggetti obbligati) devono immettere in consumo è calcolato sulla base del contenuto energetico di benzina e gasolio forniti nell’anno precedente ‒ espresso in Gigacalorie (Gcal) ‒ ponderato secondo percentuali definite dalla normativa vigente.

Nel 2012 l’obbligo è stato pari al 4,5%: ciò significa che i soggetti obbligati avevano l’obbligo di immettere in consumo una quantità di biocarburante il cui contenuto energetico fosse almeno il 4,5% del contenuto energetico della benzina e del gasolio immessi in consumo nel 2011.

Per monitorare e verificare l’assolvimento dell’obbligo, il Decreto del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali n. 110, del 29 aprile 2008, ha istituito i “Certificati di Immissione in Consumo” dei biocarburanti: l’immissione in consumo di un quantitativo di biocarburanti pari a 10 Gcal dà diritto alla ricezione di 1 Certificato.

Tale sistema fa sì che i soggetti obbligati che non ottemperano, in tutto o in parte, al proprio obbligo, possano acquistare i certificati necessari dai soggetti che ne hanno in eccesso, in quanto hanno immesso in consumo quantità di biocarburanti maggiori rispetto al proprio obbligo annuale.

Il Decreto Legge 83 del 22 giugno 2012, convertito con modificazioni con la Legge 134 del 7 agosto 2012, ha trasferito le competenze operative e gestionali del sistema di immissione in consumo dei biocarburanti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali al Ministero dello Sviluppo Economico, che si avvale per l’esercizio delle proprie competenze del GSE.

Per la gestione dell’intero sistema di immissione in consumo dei biocarburanti – ricezione delle autodichiarazioni annuali dei soggetti obbligati in merito all’immissione in consumo dei carburanti e biocarburanti, emissione dei certificati suddivisi per tipologia, gestione dello scambio dei certificati, verifica dell’assolvimento dell’obbligo e accreditamento dei produttori – il GSE è chiamato a realizzare appositi portali informatici e a gestire tutte le istanze degli operatori del settore.

Per particolari tipologie di biocarburanti sono previste specifiche “maggiorazioni” in termini di certificati ottenibili, a parità di biocarburante sostenibile immesso in consumo:

• ai biocarburanti cosiddetti “premiali”, ossia quelli prodotti in stabilimenti ubicati in Stati dell’Unione Europea e che utilizzano materia prima proveniente da coltivazioni effettuate nel territorio dei medesimi Stati, nonché a quelli miscelati in percentuale pari al 25% a benzina e gasolio e immessi in consumo al di fuori della rete di distribuzione, è rilasciato un Certificato ogni 8 Gcal;

• ai biocarburanti cosiddetti “di seconda generazione”, vale a dire prodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti, materie di origine non alimentare (incluse le materie cellulosiche e le materie ligneo-cellulosiche) e da alghe, è rilasciato un Certificato ogni 5 Gcal.

Il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 14 febbraio 2013, emanato ai sensi dell’articolo 33, comma 7, del Decreto Legislativo 28 del 3 marzo 2011, ha disciplinato le modalità di riconoscimento delle maggiorazioni.

In particolare, i soggetti obbligati che immettono in consumo i suddetti biocarburanti hanno diritto a ricevere le maggiorazioni purché gli stessi biocarburanti, oltre a rispettare i requisiti di sostenibilità introdotti dalla normativa europea, provengano da impianti di produzione appositamente accreditati dal GSE, tramite un apposito registro informatico.

A partire dal 1° gennaio 2012 ai biocarburanti sono riconosciuti i Certificati solo se rispettano i criteri di sostenibilità stabiliti a livello europeo. Per verificare il rispetto di questi criteri tutti i soggetti coinvolti nella filiera di produzione del biocarburante devono aderire al Sistema Nazionale di Certificazione, istituito e disciplinato dal Decreto del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare del 23 gennaio 2012, o a un sistema volontario approvato dalla Commissione Europea, oppure devono conformarsi ad accordi bilaterali o multilaterali specifici conclusi tra l’UE e Paesi terzi.

Per il corretto esercizio delle competenze in materia di biocarburanti, il già citato Decreto Legge 83/12, ha previsto l’istituzione di un apposito Comitato tecnico-consultivo, presieduto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre che da quest’ultimo e dal GSE, il comitato è costituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

fonte: GSE