Il settore idroelettrico: analisi dell'installato e trend recenti

Versione stampabileInvia a un amico
Centrale idroelettrica di Arsiero
di Felice Lucia

La fonte idrica rappresenta la componente maggioritaria del parco di generazione rinnovabile italiano: nel 2012 essa produceva il 45,4% dell’energia elettrica rinnovabile (41875 GWh) grazie ad una base di potenza installata di 18,2 GW (pari al 38,5% della potenza da fonte rinnovabile). Nel bilancio energetico nazionale, l’idroelettrico copriva nello stesso anno il 14% del consumo energetico nazionale, a fronte del 16% del complesso delle altre rinnovabili.

La rilevanza del settore idroelettrico nazionale si evince anche dal confronto internazionale sulla produzione, in cui l’Italia si colloca alle spalle dei soli paesi nordici (la Norvegia, in cui più del 90% dell’energia elettrica è prodotta da fonte idrica e la Svezia, in cui tale quota supera comunque il 40%) e quasi al pari della Francia. Tuttavia, la fonte idrica ha mostrato una dinamica modesta negli ultimi anni. Osservando l’andamento della produzione dal 2005 al 2012, si rileva infatti un incremento relativamente basso se confrontato a quello delle altre fonti rinnovabili nello stesso periodo, con un tasso medio annuo di crescita pari al 2,1% (contro un aumento quasi triplo nel complesso delle rinnovabili nello stesso arco temporale).

La scomposizione per taglia di impianto evidenzia come il mercato abbia conosciuto dinamiche diverse nei segmenti dei grandi (superiori a 10 MW), piccoli (al di sotto dei 10 MW) e “micro” impianti (al di sotto di 1 MW): queste due ultime componenti, defi nite anche come “mini-idroelettrico” si sono infatti caratterizzate, nel corso degli ultimi anni, per una crescita della produzione più vivace rispetto al segmento di dimensione superiore. La dinamica del mercato del mini-idroelettrico è confermata anche dalla progressiva riduzione della taglia degli impianti osservata negli anni più recenti: dai 8.204 MW nel 2005, la potenza media per impianto si è ridotta a 6.139 MW nel 2012.

Lo sviluppo nell’ambito dei cosiddetti “mini” impianti negli ultimi anni ha di fatto trainato la crescita degli investimenti nel settore; esso è stato innescato a partire dalla liberalizzazione del mercato dell’energia alla fine degli anni ’90, ed è avvenuto anche grazie all’introduzione di incentivi pubblici legati alle fonti rinnovabili. La struttura del mercato idroelettrico evidenzia ancora, tuttavia, il ruolo molto importante dell’ex monopolista Enel, tradizionalmente concentrato sugli impianti di grande potenza, che ha prodotto nel 2012 quasi il 40% dell’energia idroelettrica del Paese, con una presenza che supera di gran lunga quella dell’operatore negli altri settori delle rinnovabili, ad eccezione del geotermico.

 

fonte: UniCredit, "Rapporto infrastrutture", dicembre 2013