Il mercato nel 2013 e 2014 e gli scenari di sviluppo a medio e lungo termine dell'idroelettrico

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Idroelettrico
di Felice Lucia

Nel 2013 la richiesta al Registro per i piccoli impianti idroelettrici è stata più che doppia rispetto al contingente di potenza incentivabile (70 MW), evidenziando un forte interesse del mercato per il segmento del mini-idroelettrico. Si segnala, inoltre, un utilizzo significativo, anche se parziale, del contingente previsto per i rifacimenti di impianti esistenti. Questi rappresentano a tutti gli effetti un’opportunità di investimento importante, data l’età media e le necessità di manutenzione degli impianti idroelettrici in Italia: la maggior parte degli impianti per cui è stata ammessa richiesta di incentivo nel Registro dei rifacimenti risulta essere stato in esercizio per più di 45 anni. Anche per il 2014, il 100% della potenza incentivabile è stata allocata attraverso il registro degli impianti mini-idroelettrici, mentre le richieste per impianti superiori ai 10 MW attraverso Aste sono state nulle per il secondo anno consecutivo. Dal punto di vista geografico, la distribuzione sul territorio nazionale dei piccoli impianti incentivati ricalca la distribuzione geografica delle grandi derivazioni, prevalentemente collocate nelle regioni del Nord: Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto (alle tre regioni è riconducibile il 62% degli impianti di mini-idroelettrico ammessi ad incentivo nel 2013).

Gli scenari di sviluppo al 2015 e 2020 elaborati da REF-e, basati su questa dinamica “a doppia velocità” che caratterizza grandi e piccoli impianti, prevedono una crescita relativamente modesta dell’intero settore (+3,1% la crescita cumulata attesa dal 2013 al 2020), ponendo l’idroelettrico in coda rispetto a tutte le altre fonti rinnovabili per ritmo atteso di sviluppo. La crescita appare trainata principalmente dagli investimenti in impianti di capacità inferiore ai 10 MW, in continuità con il trend osservato negli anni più recenti. Anche nel caso dell’idroelettrico, tuttavia, appare superato l’obiettivo al 2020 stabilito dal Piano di Azione Nazionale.

fonte: UniCredit, "Rapporto infrastrutture", dicembre 2013