Il governo sostiene la domanda, la Bei finanzia l'offerta di misure per risparmiare energia

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 Bei finanzia
di Carlo Sala

Circa 500 milioni al mese, cioè intorno ai 6 miliardi l’anno, fino al 2015. E’ la cifra che la Banca europea per gli investimenti (Bei) è pronta a mettere sul piatto per interventi di efficienza energetica, come è emerso nel corso del convegno “Efficienza Energetica: opportunità e strumenti per lo sviluppo”, organizzato alla Rappresentanza a Milano della Commissione europea da Smart Energy Expo, la prima manifestazione internazionale B2B sull'efficienza energetica, in programma alla Fiera di Verona dal 9 all'11 ottobre 2013. Mentre dunque il governo, con la proroga fino a dicembre degli sgravi fiscali (elevati al 65% del costo dell’intervento), incentiva la domanda (sia del singolo che dei condomini) di opere che consentano di consumare meno energia, la disponibilità dell’istituto di credito della Ue fornisce uno stimolo ulteriore, accanto alla domanda, perché si sviluppi l’offerta di interventi di efficientamento energetico.
Unica condizione per accedere a tali risorse è la presentazione di progetti validi e duraturi, che consentano ritorni economici adeguati. Come infatti ha spiegato Andrea Tinagli, direttore per l’Italia della Bei, “gli strumenti finanziari a disposizione delle PMI e delle imprese fino a 3.000 dipendenti come le grandi energy service company già ci sono, quello che servono sono dei progetti validi. L'obiettivo, quindi, è rilanciare una filiera industriale d'eccellenza già presente sul territorio e che spesso la finanza pubblica locale non riesce a sostenere a causa dei vincoli del patto di stabilità”. La tipologia degli interventi per i quali la banca è pronta ad aprire i cordoni della borsa spazia dai sistemi di monitoraggio e gestione intelligente di elettricità, calore e acqua agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, dall'isolamento degli edifici alla cogenerazione ad alto rendimento, dalle biomasse alle auto elettriche. L’anno scorso la Bei ha concesso prestiti per 52,2 miliardi di euro (44,8 miliardi all’interno dell’Unione europea, 6,8. all’Italia). Nell’ambito dell’obiettivo europeo 20-20-20 per ridurre l’impatto ambientale e aumentare l’attività produttiva, il piano di finanziamenti della Bei fissa 6 obiettivi specifici, tra i quali quello del risparmio energetico: sviluppare e sostenere le Pmi (fino a 250 dipendenti) e le mid-cap (fino a 3.000); aiutare coesione e convergenza; implementare la lotta al cambiamento climatico tramite la riduzione delle emissioni a effetto serra; favorire l’economia della conoscenza; sviluppare le reti transeuropee (relative sia al trasporto di persone e merci che di energia); produrre e utilizzare energia sostenibile, competitiva e sicura. Di 9 miliardi l’impegno complessivo che la Bei può arrivare a sostenere, per tutti questi 6 progetti, in Italia (secondo le stime di Tinagli), l’efficientamento energetico appare come quello per il quale maggiori sono impegno e disponibilità. Sempre sul lato dell’offerta, peraltro, già dal 2008 il gruppo finanziario-assicurativoSace offre garanzie per un valore di 3,5 miliardi e sta pensando – come riferito da Daniela Cataudella, responsabile del dipartimento energia e infrastrutture – di approntare nuovi interventi. Affermando che “nel campo dell’efficienza energetica la Bei ha particolarmente a cuore il concetto di ‘Smart city’, visto come un modello urbano ideale, e di ‘Esco’, soggetto che può permettere un bilanciamento tra i vantaggi finanziari e la necessità di investimenti delle amministrazioni pubbliche che con il patto di stabilità si trovano spesso in difficoltà”, Tinagli ha anche addotto un esempio concreto, già in corso: l’esperienza della Provincia di Milano che, nell’ambito del Patto dei sindaci, ha riunito diversi Comuni per conseguire risparmio di energia negli edifici attraverso il programma di finanziamento Bei chiamato Elena (European Local ENergy Assistance). “Il primo bando – ha spiegato Tinagli - ha coinvolto 98 edifici pubblici, soprattutto scuole, e sono stati previsti interventi differenti, dalla microcogenerazione all’installazione di impianti solari termici, caldaie a condensazione, recuperatori di calore, fino alla realizzazione di cappotti esterni, isolamenti e coperture. Il processo non si ferma qui e stiamo realizzando altre gare per un secondo e terzo lotto, rispettivamente per 16 Comuni con 99 edifici e per altri 15 Comuni con 98 edifici”.