Il futuro delle bioenergie: driver per gli investimenti e prospettive di medio e lungo termine

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biomasse
di Nicoletta Gentile

Le prospettive di sviluppo del settore delle bioenergie appare, come del resto le altre FER, fortemente condizionato dalla recente evoluzione del quadro degli incentivi. Il Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012 ha ridefinito modalità di accesso ed entità degli incentivi che si applicano ai nuovi impianti entrati in funzione dal 1° gennaio 2013. L’obiettivo del legislatore è stato quello di rendere il regime incentivante complessivamente più efficiente ed efficace, applicando regole diverse a seconda della taglia degli impianti e della fonte energetica utilizzata. In sintesi, le novità principali che riguardano il settore delle bioenergie sono state:

- la rimodulazione dell’entità degli incentivi, ridotti rispetto al regime precedente in misura del 20-50% a seconda della tipologia e della taglia di impianto considerata (vedi tabella);

- nuove procedure di accesso all’incentivo attraverso l’introduzione del meccanismo del Registro per i piccoli impianti e delle Aste al ribasso con un unico contingente massimo incentivabile per tutte le biomasse indistintamente;

- l’introduzione di bonus per alcune tecnologie innovative (come ad esempio la cogenerazione ad alto rendimento, il recupero di azoto e la riduzione di emissioni inquinanti);

- il prolungamento della durata degli incentivo da 15 a 20 anni.

Il DM 6 luglio 2012 apre dunque scenari diversi per le varie fonti. Nel nuovo regime incentivante i tagli più consistenti avvengono per gli impianti di grandi dimensioni, soprattutto a biogas e bioliquidi mentre risulta premiato l’utilizzo dei c.d. “sottoprodotti” biologici, come gli scarti della produzione silvicola e agricola, e le biomassa da rifiuti non differenziati rispetto all’utilizzo delle “biomasse vergini”. I bonus per alcune tipologie di fonti (per l’utilizzo di biomasse di scarto presenti nel contesto locale o da “filiera corta”) e tecnologie di impianti che aumentano la sostenibilità ambientale della produzione elettrica risultano essere di fatto un elemento importante, in grado di portare in certi casi il livello degli attuali incentivi al di sopra del regime incentivante precedente.

fonte: UniCredit, "Rapporto infrastrutture", dicembre 2013