Il biogas e la grid parity

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Biogas by Sud24.it
di Felice Lucia

La struttura di costo degli impianti biogas (agricoli) non dipende dalla sola tecnologia, ma anche dal fatto che vi sono costi di approvvigionamento delle biomasse (effluenti zootecnici, sottoprodotti agroindustriali e colture dedicate). Il prodotto energia elettrica rappresenta uno dei diversi prodotti derivanti dal biogas. Il cuore della tecnologia è situato nella metanizzazione mediante digestione anaerobica delle biomasse. Bisogna quindi concentrarsi su più componenti di costo e il concetto di grid parity per il biogas assume una connotazione più estesa della sola sostenibilità rispetto al mercato elettrico. Sebbene non sia la sola, la “componente elettrica” è stata e rimane un driver essenziale per lo sviluppo della produzione di biogas. Le recenti disposizioni del DM 6 luglio 2012 hanno segnato delle scelte profonde e radicali: piccoli impianti e utilizzo dei sottoprodotti.
Il valore di taglia per il libero accesso agli incentivi ha rappresentato una discontinuità molto forte nei confronti della tecnologia tradizionale: riuscirà il mercato ad offrire una tecnologia stabilmente efficiente su tali taglie?
L'approccio corretto non dovrebbe riguardare solo un cambio di modello senza considerare gli effetti sui costi e sullo stato di evoluzione della tecnologia.
Nel tentativo di trovare il giusto equilibrio potrebbe essere opportuno, pur nel rispetto del controllo delle dinamiche di costo per i consumatori, gestire l'uscita dagli incentivi mediante meccanismi di maggiore gradualità:
- Innalzare la soglia di accesso libero agli incentivi da ridurre poi gradualmente di registro in registro
- Dare più tempo di apertura dei registri per consentire un offerta tecnologica che non ha avuto il tempo per organizzarsi e alle imprese di chiudere i lunghi iter autorizzativi
- Favorire processi di aggregazione
- Privilegiare iniziative che valorizzino al meglio le componenti energetiche calore e autoconsumo “in sito” (dove cioè viene prodotto il biogas).
Vi sono alcuni elementi caratterizzanti l'attuale settore del biogas che costituiscono elementi “positivi” verso la grid parity. Il biogas è un mezzo energetico immagazzinabile: può quindi dare un contributo sensibile al miglioramento della gestione in sicurezza del sistema elettrico; il parco impianti biogas installato costituisce una rete di poli tecnologici complessi che presentano ulteriori marginalità positive: ottimizzazione e incremento della produzione con interventi strutturali aggiuntivi.Possibilità di utilizzare la tecnica della metanizzazione per l'immagazzinamento dell'energia elettrica a fini di bilanciamento del sistema.
Il vero prodotto della digestione anaerobica è il biogas/biometano, la progressiva uscita dall'incentivo “elettrico” deve essere raccordata con lo sviluppo dell'utilizzo del biogas/biometano anche per altre finalità diverse dall'elettrico. I costi di produzione del biometano sono già competitivi rispetto alla produzione di altri biocarburanti. Il biometano può essere trasportato verso siti di consumo a favore del recupero di competitività tramite la produzione combinata di calore/elettricità in assetto di autoconsumo.
Se è vero che il prodotto della digestione anaerobica è il biogas/biometano è necessario andare alla ricerca di nuove soluzioni agronomiche integrate per la riduzione del costo specifico di produzione del biogas/biometano.
Percorso già sin d'ora realizzabile:
•Riduzione dei costi di concimazione chimica e valorizzazione del digestato come fertilizzante.
•Rotazioni e doppie colture, uso più efficiente del suolo.
•Innovazioni nelle pratiche agronomiche (minima lavorazione, fertirrigazione).

fonte: Ing. Marco Pezzaglia - "BIOGAS: COMPETITIVITA' E GRID PARITY", intervento del CIB - Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione presso  il Convegno: "Rinnovabili 3.0 – In viaggio verso la competitività", Roma, 16 Aprile 2013