Dazi anti-dumping definitivi per il fotovoltaico

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antidumping dispute
di Felice Lucia

Il Consiglio Ue sostiene la strategia antidumping della Commissione contro l’export cinese di pannelli solari. I ministri dei paesi membri riuniti per il consiglio Competitività hanno approvato la soluzione negoziata tra Bruxelles e Pechino nei mesi scorsi . Il patto prevede che per gli esportatori cinesi di pannelli solari che si impegnano a non far scendere il prezzo sotto 0,56 euro per watt non verranno imposti dazi. Viceversa quanti non si assumeranno questo impegno si vedranno imporre un dazio del 46,7% sui prodotti esportati sul mercato dell’Ue. Tali dazi si applicheranno per due anni a partire dal 6 dicembre.
Un'inchiesta ha riscontrato che i pannelli solari cinesi sono venduti in Europa a prezzi molto inferiori al valore normale di mercato. Questa pratica commerciale sleale, il dumping, causa un pregiudizio all'industria europea. I dazi saranno istituiti percontrobilanciare tale pregiudizio.
Le importazioni cinesi rappresentavano oltre l'80% del mercato dell'Unione nel 2011/12. È probabile che la quota di mercato detenuta dai cinesi cresca ulteriormente se non verranno istituite misure. Di conseguenza, vi è il rischio che l'industria dell'Unione, che nello stesso periodo deteneva una quota di mercato del 13%, finisca ben presto per cessare del tutto l'attività. Nel 2009, la quota che i produttori dell'UE detenevano sul mercato dell'UE era del 19%. Nel 2012 la capacità di produzione cinese è stata di oltre 55 gigawatt (GW), corrispondente all'incirca al 150% del consumo mondiale. In altre parole, la produzione cinese corrisponde oggi a una volta e mezzo la domanda mondiale di pannelli solari. La capacità produttiva in eccesso nel 2012 è stata intorno ai 27 GW, vale a dire circa il 90% della domanda mondiale. Il consumo dell'UE nel 2012 è stato di circa 15 GW. La capacità di produzione cinese in eccesso, pertanto, corrispondeva a quasi il doppio dell'intera domanda dell'UE nel 2012. Tale sovraccapacità è il risultato dell'enorme boom degli ultimi anni sostenuto dagli investimenti del governo. Si noti che tre anni fa, nel 2009, la capacità di produzione cinese si attestava a soli 6,5 GW.
In genere l'aliquota del dazio è stabilita facendo riferimento alla "regola del dazio inferiore". La "regola del dazio inferiore" è un cosiddetto impegno "OMC-plus" dell'UE, che consente alla Commissione di istituire i dazi a un livello inferiore al margine di dumping se tale livello è sufficiente a eliminare il pregiudizio arrecato all'industria dell'UE. Questo approccio equo è favorevole agli esportatori e va al di là di quanto richiesto dai nostri obblighi nell'ambito dell'OMC. In pratica, il margine di pregiudizio è l'importo "che elimina il pregiudizio", che mira cioè a far aumentare i prezzi a un livello tale da consentire all'industria dell'UE di realizzare un ragionevole profitto sulle vendite.
Inoltre, in considerazione delle circostanze eccezionali e, in particolare, della necessità di garantire la stabilità dell'approvvigionamento nel breve periodo, si ritiene opportuno introdurre i daziprovvisori in due fasi. Il periodo in cui sarà in vigore un dazio inferiore assicurerà un approvvigionamento sufficiente a soddisfare la domanda, consentendo all'industria dell'Unione di adeguarsi alla situazione e di aumentare gradualmente l'approvvigionamento.
Poiché l'UE non riconosce alla Cina lo status di "economia di mercato", è stata scelta l'India come paese di riferimento più appropriato e ragionevole. La scelta non è stata contestata dalla Cina: numerose parti, anche cinesi, avevano anch'esse proposto l'India ed espresso la propria preferenza rispetto ad alternative quali gli USA.

fonte: Commissione Europea