Crollo della domanda di energia nel 2013, -3,4% continua anche nel 2014

Versione stampabileInvia a un amico
Grafico in discesa
di Felice Lucia

Per il secondo anno consecutivo, la domanda di elettricità in Italia registra un segno meno. 
I primi dati provvisori elaborati da Terna sul fabbisogno di energia elettrica nel 2013 fanno segnare una flessione del 3,4% rispetto al 2012. In termini generali si tratta del calo più consistente da inizio secolo dopo quello del 2009, con un -5,7% rispetto all’anno precedente.
Il totale dell’energia richiesta in Italia nel 2013 ammonta a 317,1 miliardi dikilowattora. A parità di calendario, la diminuzione è del 3,1%, in considerazione del fatto che il 2012 ha avuto un giorno lavorativo in più perché bisestile.
A livello territoriale, le flessioni più consistenti si registrano in Sardegna (-16,4%) e nella macroarea del Nord-Ovest (-7,8%) che include Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.
Secondo le prime stime, nel 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86,7% con produzione nazionale (di cui 56,8% termoelettrica, 16,5% idroelettrica, 1,7% geotermica, 4,7% eolica e 7,0% fotovoltaica) e per la quota restante (13,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (277,4 miliardi di kWh) è in diminuzione del 3,6% rispetto al 2012. In aumento le fonti di produzione idroelettrica (+21,4%), fotovoltaica (+18,9%), eolica (+11,6%) e geotermica (+1,0%); in calo invece la fonte termoelettrica (-12,0%).
Nel mese di gennaio 2014 l’energia elettrica richiesta in Italia, pari a 26,9 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 4% rispetto a gennaio dello scorso anno.
Depurata dagli effetti di calendario e temperatura, la variazione della domanda elettrica di gennaio 2014 diventa -2,5%. Rispetto a gennaio dell’anno precedente, infatti, si è avuto un giorno lavorativo in meno (21 vs 22) e una temperatura media mensile superiore di circa due gradi.
I 26,9 miliardi di kWh richiesti nel mese di gennaio 2014 sono distribuiti per il 46,5% al Nord, per il 28,7% al Centro e per il 24,8% al Sud.
A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica di gennaio 2014 è risultata ovunque negativa: -4,4% al Nord, -3,0% al Centro e -3,8% al Sud.
Nel mese di gennaio 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’84,2% con produzione nazionale e per la quota restante (15,8%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è calata del 4,9% rispetto a gennaio 2013. Sono in crescita le fonti di produzione idrica (+40,5%) e geotermica (+4,8%).
Sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dello scorso anno quella fotovoltaica (+0,4%). In calo, invece, le fonti termoelettrica (-13,0%) ed eolica (-2,5%).
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di gennaio 2014 rispetto al mese precedente è risultata negativa dello 0,3%. Il profilo del trend si mantiene decrescente.

fonte: TERNA